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Il clima nella classe e nella scuola

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Alcune schede di lavoro

  1. Clima della classe
  2. Ascoltare
  3. Incoraggiare
  4. Feed-back

1. CLIMA DELLA CLASSE: la qualità della vita nella classe come riflesso della relazione insegnante-allievi e fra allievi stessi.
Un numero crescente di insegnanti giunge a riconoscere che uno dei contributi chiave per un efficace apprendimento dei ragazzi è un clima nella classe di positivo sostegno. La responsabilità principale perché ciò avvenga resta all’insegnante e dipenderà in larga misura dagli assunti sugli alunni ed il loro apprendimento che hanno contribuito a formare un particolare stile di insegnamento.
Tradizionalmente le classi sono state considerate come i luoghi dove gli alunni eseguono i compiti necessari all’apprendimento prescritto. La tendenza nelle interazioni interpersonali è stata quella fra l’insegnante e la classe presa nel suo complesso, con alcuni scambi fra l’insegnante ed alunni particolari. Questa tradizione parte da un apprendimento passivo e non attivo. Se vogliamo che il processo dell’istruzione sia rilevante per le vite che li studenti effettivamente conducono, allora la classe deve diventare un posto dove gli aspetti di queste vite possano essere messi a confronto. Ciò comporta il creare nelle nostre classi un'enfasi sul vivere interpersonale in modo che i ragazzi abbiano l’opportunità di sviluppare una coscienza dell’effetto che le esperienze nella classe stanno avendo su di loro.
Come osservano Canfield e Wells in "100 Waus to Enhance Self Concept in the classroom".
"Gli studenti hanno un interesse riguardo all’ambiente emozionale della classe. Gli insegnanti e gli studenti dovrebbero trovarsi insieme e discutere liberamente di cooperazione e competizione, fiducia e paura, apertura e rifiuto e così via. La discussione in incontri di classe di questi ed altri argomenti aiuto a creare il tipo di clima che stimola una crescita totale degli alunni".
Un clima positivo nella classe ha la tendenza a svilupparsi quando gli insegnanti si comportano in modo "facilitativo" (vedi: L’insegnamento centrato sulla persona). Ciò può essere stimolato attraverso comunicazioni positive a vari livelli e gli insegnanti devono incoraggiare gli alunni a portare nel loro apprendimento una sintesi del proprio benessere fisico, emozionale e intellettuale. È di importanza cruciale l’impegno di strategie di insegnamento che sviluppino nei ragazzi un senso dell’essere completamente coinvolti nel proprio apprendimento.
In termini generali una classe positivamente "facilitativa" si realizza quando gli insegnanti:

  1. Apprezzano le relazioni con i propri alunni.
  2. Esprimono i propri bisogni e desideri di ai ragazzi.
  3. Sono comprensivi e disponibili verso i ragazzi.
  4. Incoraggiano e stimolano relazioni calde e amichevoli fra gli alunni.
  5. Impiegano più tempo ad ascoltare gli alunni che a parlargli.
  6. In termini specifici il clima della classe può essere agevolato mantenendo la comunicazione. Esempi di questo stile nel comunicare sono:

  1. Affrontare gli avvenimenti interpersonali importanti nel momento in cui si presentano, senza rimandare al futuro.
  2. Parlare direttamente agli alunni piuttosto che parlare di qualcuno alla classe nel suo complesso.
  3. Rivolgersi agli alunni con cortesia, interesse e considerazione.
  4. Essere coscienti dell’importanza del contatto visivo e della comunicazione non verbale.
  5. Evitare gli ostacoli comuni ad un’efficace comunicazione: il giudicare, criticare, indicare, comandare, fare del moralismo.

Anche se nella maggior parte delle scuole dell’obbligo oggi si dispongono i mobili in modo da agevolare l’interazione fra i ragazzi, una buona parte delle classi nelle scuole secondarie è ancora organizzata in file di banchi rivolti tutti nella stessa direzione. Se la tua classe deve ospitare laboratori per l’interazione anche i mobili devono agevolare lo scopo. Le nuove scuole stanno riflettendo sempre più questa direzione disponendo di tappeti, sedie più comode, schermi, zone calme e della presenza di piante, mostre vivaci e interessanti e di lay-outs (addobbi) flessibili.
Quando tutti gli alunni affrontano l’insegnante, l’interazione fra gli alunni diventa molto difficile. Gli alunni hanno bisogno di comunicare direttamente l’uno con l’altro senza dover passare attraverso la presenza dell’insegnante che sta loro di fronte. Questo comporta soprattutto che la disposizione dei posti a sedere agevoli il contatto visivo.

Alcune domande fondamentali:

  1. Come descriverei il clima che creo nella classe?
  2. Quali sono i miei assunti sui ragazzi?
  3. Come mi comporto con gli alunni che non mi piacciono?
  4. Che tipo di rapporti interpersonali incoraggio nella mia classe sia formalmente che informalmente?
  5. Come descriverei il mio modo di insegnare?
  6. Quanto di me stesso/a apro agli alunni?
  7. Come affronto avvenimenti relazionali nella mia classe?
  8. Come dispongo i mobili nel cercare un ambiente più interattivo?

Alcuni suggerimenti pratici:

  1. Considera l’organizzazione fisica nella tua classe. Cerca di trovare i modi perché possa indurre maggiormente ad un clima interattivo.
  2. Fa esperimenti con varie disposizioni dei posti a sedere.
  3. Cerca un collega che osservi il tuo modo di insegnare. Prova ad ottenere dei suggerimenti positivi riguardo a quegli aspetti del tuo insegnamento in cui ti stai impegnando.
  4. Parla con gli alunni della classe e del clima dell’apprendimento.

2. ASCOLTARE: una combinazione del sentire ciò che un altro dice e di un attivo coinvolgimento in ciò che dice
Una delle capacità chiave negli insegnanti altamente "facilitativi" è stata dimostrata essere l’abilità dell’ascoltare efficacemente.
Nonostante sia una delle dimensioni cruciali di una comunicazione efficace, l’ascoltare è stato quasi completamente ignorato dal processo scolastico. Non solo è importante per gli insegnanti, che con ogni probabilità occupano più tempo a parlare che non ad ascoltare gli allievi, per la praticità e lo sviluppo di capacità di ascolto attivo, ma anche per i ragazzi perché possano avere l’opportunità di costruire quella facilità di ascolto che è naturalmente presente nella loro infanzia.
La capacità di essere un buon ascoltatore dipende dall’uso appropriato di alcune abilità chiave:

Essere attenti (attending)

Ciò richiede:

  1. una postura che faciliti il coinvolgimento;
  2. un uso corrente del linguaggio del corpo appropriato;
  3. un buon contatto visivo;
  4. un ambiente che distragga il meno possibile.

 Questa prima serie di abilità riguarda lo stabilire le condizioni appropriate perché possa avvenire un’interazione di mutuo vantaggio. Queste condizioni dipendono in larga misura dalla sensazione di chi parla che noi siamo interessati, impegnati, disposti ad ascoltare. Ciò viene trasmesso dal modo in cui siamo seduti rispetto a chi parla, faccia a faccia, piuttosto che di profilo e inclinati leggermente in avanti piuttosto che indietro. Le mani e le braccia dovrebbero essere aperte piuttosto che incrociate sul corpo. Un buon contatto visivo con chi parla dimostra un senso di coinvolgimento.

Seguire:

Ciò richiede:

  1. saltuarie interruzioni di chi parla: "Vorresti parlare di più di quest’ultimo argomento?";
  2. qualche incoraggiamento: cenni della testa e "capisco", "vai avanti", "sì";
  3. porre domande circoscritte;
  4. attento silenzio.

 Una volta stimolata l’altra persona a parlare, è importante che possa continuare, in modo che le questioni che devono venir affrontate possano essere tirate fuori. Ciò implica una buona comunicazione non verbale ed alcune risposte verbali minime. È difficile evitare la tentazione di intervenire e portar via l’iniziativa a chi parla. Il mantenere un silenzio attento è la capacità chiave da coltivare se si vuole evitare che questo avvenga.

Riflettere:

Ciò richiede:

  1. occasionali parafrasi di quello che ha detto l’altra persona;
  2. riflettere i sentimenti dell’altro;
  3. riflettere i significati dell’altro;
  4. riassumere i progressi di quando in quando.

 È la facilitazione che segna la differenza con questa serie di abilità fra l’ascolto attivo ed efficace ed il semplice sentire. Quando chi parla sente sinceramente che l’ascoltatore è veramente interessato ed è nella condizione di coinvolgersi all’argomento presentato senza intervenire per giudicare, allora si può affermare che è avvenuta una comunicazione efficace. La sezione sull’empatia affronta più in dettaglio un atteggiamento di risposta che rifletta quanto si ascolta.
Il modo migliore per gli insegnanti per sviluppare le proprie capacità di ascolto è di cambiare l’equilibrio fra il parlare e l’ascoltare nelle loro interazioni con la classe. Troppo spesso utilizziamo i periodi in cui dovremmo ascoltare per ripetere a noi stessi quello che diremo in seguito. Un ascolto più efficace comporta la capacità di concentrarsi sugli interessi e le preoccupazioni di un’altra persona. Nella conversazione, naturalmente, parlare ed ascoltare sono ugualmente importanti, ma in una relazione di aiuto come quella fra alunno e insegnante, l’ascoltare acquista una funzione più importante, che può costituire la differenza fra una crescita ed uno sviluppo sano ed un fallimento nell’apprendere.

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Questi caratteri, che formano il verbo "ascoltare", indicano come i cinesi comprendano molto bene l’atto dell’ascoltare

 

3. INCORAGGIARE: relazione interpersonale che ha un effetto positivo sugli altri. È un fattore chiave in ogni efficace relazione, aiutando a sviluppare negli altri il coraggio interiore che agevola un positivo apprendimento ed una sana crescita individuale.
Uno dei principi educativi che frequentemente vengono ripetuti dice che un efficace apprendimento viene facilitato dall’ottenimento di successi. L’incoraggiamento è quel processo che aiuta gli altri ad assumersi quei rischi che portano al successo nella vita e nell’apprendimento. Nel tentare di spiegare i vari aspetti del comportamento dell’incoraggiare è necessario distinguere fra l’incoraggiare e il fare complimenti.
Il fare complimenti assegna meriti basati sui risultati mentre l’incoraggiare prende in esame le risorse dell’individuo ed il modo in cui vengono utilizzate per il miglioramento della persona. Il fare complimenti è spesso usato come metodo di controllo per far sì che gli altri si conformino ai nostri desideri, mentre con l’incoraggiamento si cerca di aiutare gli alunni a sviluppare l’accettazione di se stessi ed il sentirsi utili. Fare complimenti è una motivazione esterna; l’incoraggiare sviluppa le motivazioni interne.
La maggior parte di noi utilizza tanto comportamenti incoraggianti che scoraggianti nelle nostre vite personali. Nelle nostre relazioni con gli alunni dobbiamo cercare di sviluppare dinamiche motivanti. Questo significa il perseguire positivamente strategie incoraggianti evitando quelle scoraggianti. 

STRATEGIE SCORAGGIANTI

STRATEGIE INCORAGGIANTI

  • ascolto non efficace
  • concentrarsi sugli aspetti negativi
  • minacciare
  • non coinvolgimento a livello affettivo
  • enfasi sulla competizione e i confronti
  • umiliare
  • ascolto efficace
  • concentrarsi sugli aspetti positivi
  • accettare
  • coinvolgimento affettivo
  • enfasi sulla cooperazione
  • stimolare

È facile essere incoraggianti con coloro il cui lavoro e le cui risposte ci fanno piacere, ma è molto più difficile esserlo con coloro che hanno atteggiamenti che ci irritano o le cui risposte mostrano una mancanza di comprensione. Molto dipenderà dal rispetto che nutriamo per gli alunni (vedi "L’insegnamento centrato sulla persona"). La seguente lista con domande di controllo può essere utile:

  1. Credo onestamente in ciò che dico agli alunni?
  2. Il mio entusiasmo per gli alunni si basa sul fare complimenti o sull’incoraggiamento?
  3. Credo veramente che tutti gli alunni con cui lavoro abbiano la capacità di crescere?
  4. In caso negativo, su cosa baso questo mio giudizio?
  5. Fino a che punto sono in grado di sentire come ogni ragazzo vede la vita dal suo punto di vista?

Un’altra trappola in cui si può cadere è il trattenersi dall’incoraggiare perché un alunno non ha raggiunto i livelli che avevano stabilito o quello che chiamiamo risultato medio (average standards). Un sincero incoraggiamento è strettamente in sintonia con il livello dei bisogni o delle aspirazioni di ogni alunno. L’incoraggiamento è particolarmente efficace quando sentiamo di aver risposto ad una richiesta ed abbiamo soddisfatto i nostri obiettivi, non quando abbiamo raggiunto un qualche generale livello desiderato. Il rispondere in modo empatico nelle nostre interazioni con gli alunni ci aiuterà a sviluppare un’aumentata capacità per questo necessario sintonizzarsi in maniera ottimale.
I prossimi punti vengono offerti come spunti per un ulteriore sviluppo di relazioni positive e incoraggianti:

  1. Nelle discussioni con gli alunni cerca di attenerti ai loro argomenti;
  2. Cerca di trovare il tempo e di avere attenzione per ogni alunno;
  3. Non ti preoccupare dei silenzi;
  4. Impara i nomi propri degli alunni e utilizzali;
  5. Rifletti ciò che senti essi provano e vogliono dire;
  6. Evita di interrompere quando stanno parlando;
  7. Ascolta più di quanto parli;

Di quando in quando riassumi quello di cui hai discusso. Un numero di recenti studi sulla vita della classe ha indicato come in generale gli alunni vengano incoraggiati in modo insufficiente dagli insegnanti. Il sincero incoraggiamento di ciascun individuo ha la capacità di realizzare quel senso di successo così necessario ad un apprendimento e una crescita positiva. Apprendere è un processo dove si ottiene un risultato e si lavora quindi per arrivare al passo successivo. Noi tutti abbiamo diritto a crescere attraverso l’ottenimento di risultati. Come insegnanti abbiamo la responsabilità di agevolarlo.

4. FEEDBACK: il processo del fornire informazioni ad una persona sul suo comportamento e le relative conseguenze. È un aspetto vitale della relazione fra insegnante e alunni ed aiuta gli alunni a crescere nella consapevolezza del loro modo di influire sugli altri.

In un certo senso, ricevere feedback sul comportamento è tutto ciò di cui si occupa l’istruzione. Come insegnanti e come genitori lo forniamo ai ragazzi tutto il tempo anche se spesso con insufficiente sensibilità per l’individuo che lo riceve. Come insegnanti dobbiamo tenere a mente le qualità che rendono efficace l’apprendimento degli alunni (vedi: "L’insegnamento centrato sulla persona") e dobbiamo provare a mettere in relazione il nostro fornire feedback con la personalità ed i bisogni dell’individuo. Quando può contare su una relazione "facilitativa" e di fiducia con il proprio insegnante, la maggior parte degli alunni sarà disposta ad accettare di ricevere feedback ed alcuni lo richiederanno consapevolmente.
Nel fornire feedback agli alunni è importante prestare attenzione ai seguenti punti: 

  1. Dare una descrizione del comportamento la più concreta possibile.
  2. Basare le descrizioni sull’osservazione e non sull’inferenza.
  3. Affrontare il comportamento presente (qui ed ora) piuttosto che ciò che è accaduto qualche tempo prima.
  4. Lasciare spazio alle reazioni e alla rielaborazione attraverso la discussione delle implicazioni di quanto osservato.
  5. Fornire feedback su comportamenti con cui gli alunni sono in grado di confrontarsi.
  6. Sviluppare un modo di fornire feedback caldo, empatico e con interesse per gli altri.

 Il cercare di ottenere feedback riguardo ai propri comportamenti è pure una parte vitale della crescita e dello sviluppo dell’insegnante. La finestra Jo-Hari è un utile strumento per prendere in esame il modo di insegnare e di interagire con gli alunni in classe. Diventare un insegnante più efficace dipende in larga misura dal saper estendere i limiti dell’area conosciuta dentro le aree nascoste e cieche. Ciò richiede un potenziamento della nostra capacità di condividere con gli alunni i nostri pensieri e sentimenti sui modi creativi in cui gli alunni possono fornirci il loro feedback sul nostro comportamento in classe.
Un modo positivo ed efficace di ricercare feedback sul nostro comportamento come insegnanti è quello di invitare un collega di cui ci fidiamo a passare un po’ del suo tempo osservando la nostra classe mentre lavora. Questa presenza non dovrebbe essere vista come una procedura di controllo, ma piuttosto come un mezzo per scoprire di più sui nostri punti forti e deboli sia a livello professionale sia a livello personale. Per ottenere il massimo da questa esperienza l’insegnante che verrà osservato deve identificare l’area di osservazione. L’area

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