Laboratorio 5
Una specie di pace
Laboratorio teatrale per una grammatica della reciprocità
Eleonora Fumagalli e Marina Pecorelli
La pace non è un concetto universale, appartiene al mondo della storia e del bisogno dell’uomo, è uno strumento di ridefinizione continua delle risposte alle necessità di convivenza civile. Appartiene al mondo dei fatti e della realtà.
L’antitesi è “il muro” contro il quale la speranza si sgretola, il tempo si ferma, la storia appassisce.
Mediante il linguaggio teatrale attraverseremo il tempo della storia, del divenire e dell’essere, quella che si fa racconto, immaginari, esperienze, fatti.
Indagheremo il “limite” come profilo d’identità in rapporto all’altro, il conflitto israelo-palestinese come contenitore di molti conflitti possibili, la narrazione come fonte e non come esito.
Brecht parlava di Haltung: una presa di posizione fisica ed etica.
Gestus, azione, fare, interagire: che cosa è, come accade. “Il testo scenico” sarà realizzato dal montaggio delle fonti attraverso l’interazione dei partecipanti.
Cercheremo parole per emozioni e sensi, ritmi e azione. Relazioni per cui l’altro è fondamentale per vivere, compagno di viaggio, di avventura e quindi testimone. [ continua ]