Laboratorio 7 Info
In cerca della terra Sem-Males
Immaginari religiosi sulla terra.
Marco Dal Corso
Premessa
Se è vero che il futuro si forgia dal mito, ritornare ad interrogare gli immaginari è fare un esercizio di futuro piuttosto che attività archeologica. Il laboratorio si propone, quindi, di indagare i miti, come quello guaranì della terra-sem-males, in quanto paradigma per indicare alternative anche per altri conflitti sulla e per la terra. La lotta indigena per la terra, infatti, presenta il nucleo di un altro modello di vita dove si produce per vivere e non si vive per produrre.
Per far questo occorre risalire alla visione religiosa mitica: mettersi in cerca della terra-sem-males significa vivere la fede come ricerca e utopia, affermare il carattere ecologico ed insieme estetico di tale ricerca perché la terra è in terra e non in cielo e è bella oltre che buona. L’immaginario religioso indigeno, quello afro e popolare, poi, ricorda il carattere economico ed etico della fede quando vive la festa come spazio dove la persona si realizza dando e quando il male è tutto ciò che rende impossibile la festa. Viaggio nel laboratorio interreligioso latinoamericano e domande terrestri a tutto campo.
Percorso
- L’atteggiamento moderno di sfruttamento del pianeta viene interrogato dalla risposta biblica della gratuità. La concezione biblica della terra come spazio vitale del quale Dio è il proprietario e nel quale l’uomo è il donatario, allora, costruisce la prima parte del discorso. Ma lo shabbat della terra e dell’uomo come raccontato dalla bibbia trova accoglienza anche nella saggezza credente indigena che vede la terra come Pachamama, per cui il possesso della terra equivale solo a usufrutto mai a proprietà privata.
- Davanti alle disuguaglianze prodotte dalla corsa alla proprietà, la Bibbia come la concezione della terra dei contadini latinoamericani pensano e sentono la terra come dono con risvolti antropologici ed economici: la gratuità fonda la giustizia e il rapporto con i beni della terra è nella linea della condivisione piuttosto che del possesso.
- Di fronte alla violenza che nega e cancella, la Bibbia individua il suo superamento nella logica del perdono come logica della nonviolenza. Questa “buona notizia” dell’interruzione della violenza umana viene accolta anche dalla storia afroamericana quando narra le gesta e i fatti di liberazione della schiavitù.
- Di fronte alla passività o rinuncia al cambiamento, il principio del dono e del per-dono biblico indicano la possibilità di un reale cambiamento come uscita, esodo, dall’esistente e cammino verso una terra nuova, come l’utopia indio-latinoamericana non smette di cercare la “terra-sem-males” come non solo luogo in cui vivere, ma come spazio ed esperienza di interrelazioni umane, economiche, religiose. Dove, insomma, “stare bene con la vita”.
Metodologia
La metodologia laboratoriale si avvale di strumenti didattici quali video, testi, articoli che serviranno per i lavori individuali e di gruppo previsti all’interno del laboratorio, oltre ad avvalersi delle competenze ed esperienze dei partecipanti.
Bibliografia
- Carmine Di Sante, Lo straniero nella bibbia. Saggio sull’ospitalità, Città Aperta, Troina, En, 2002
- Id., Responsabilità. L’io per l’altro, Edizioni Lavoro, Roma 1996
- Id., Bibbia. La grande storia. Trama narrativa e teologica, Cittadella, Assisi 2006
- Dal Corso Marco, Il dono della terra: protagonismo etico e religioso dei contadini brasiliani, Città Aperta, Troina, En, 2005