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Laboratorio 10 Info

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Itineraria picta
Sguardi e grafie sul ConFlittoVegno


Patrizia Canova, Silvio Boselli e Roberto Morselli

“Il conflitto non è un fenomeno tangibile ed obiettivo, esso esiste nelle menti di coloro che ne sono coinvolti. (…) Le parti non rispondono mai ad un conflitto reale ma sempre ad una propria personalissima interpretazione e rappresentazione del conflitto stesso. Diviene quindi fondamentale approfondire le dinamiche cognitive ed emotive in base alle quali viene elaborata da ciascuna delle parti la propria rappresentazione mentale della situazione conflittuale”.
Da “La negoziazione” di Rino Ruminati e Davide Pietroni, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001, p. 9.


Immagine1 laboratorioDesideri tracciare itinerari nelle mappe del conflitto ed esplorare gli immaginari dell’educazione? Scoprire i molti volti del Convegno Cem, i gesti e le parole, i sussurri e le grida, i timori e i tremori, le luci e le ombre? Raccontare un evento caleidoscopico, di millepiani, davvero unico?
Bene!

Il nostro laboratorio si propone, integrando immagini e parole, sguardi e grafie, di osservare e ascoltare, selezionare e rielaborare, restituire e amplificare quanto viene vissuto e prodotto durante il Convegno.
Il tema del conflitto negli immaginari dell’educazione, verrà indagato a partire da alcune parole chiave e raccogliendo e sistematizzando i vari punti di vista che emergeranno dalle sollecitazioni offerte dai relatori, ma anche dai convegnisti stessi.
L’attività di documentazione si realizzerà utilizzando i linguaggi contaminati della parola e dell’immagine e attraverso molteplici codici e forme comunicative.

Immagine2 laboratorioI partecipanti struttureranno una redazione che si occuperà di scrivere articoli e commenti, raccogliere pareri e punti di vista sul tema del conflitto, effettuare ricerche tematiche, realizzare videointerviste, ‘fotografare’ atmosfere e situazioni, ideare e creare un breve spot in animazione sul Cem e documentare -tramite diari di bordo, rassegne stampa, videobox riprese video, mappe e installazioni artistiche- i momenti salienti del convegno.
Tutto quanto raccolto, verrà socializzato con gli altri convegnisti e utilizzato per la stesura degli atti.

Immagine3 laboratorio

A tutti gli iscritti al laboratorio chiediamo di partecipare a un incontro preliminare, il primo giorno del Convegno, prima dell’inizio formale delle attività dei laboratori (i dettagli organizzativi verranno forniti dopo l’iscrizione).
Chi fosse in possesso di macchina fotografica digitale, videocamera, computer portatile, è pregato di portarlo con sé al convegno: più attrezzature avremo e meglio riusciremo a lavorare insieme.

Immagine4 laboratorio

Alcuni iniziali spunti di riflessione…

In termini generali, il conflitto è un particolare tipo di interazione sociale in cui uno o più attori coinvolti fanno esperienza di un'incompatibilità negli scopi o nei comportamenti.
Il conflitto è un'esperienza universale dell'essere umano e della società: a variare nel tempo e nello spazio sono le modalità in cui gli esseri umani e società agiscono e gestiscono questo fenomeno.
Le differenti forme di violenza e la guerra sono esempi di modalità distruttive di gestione del conflitto.
Di notevole interesse sono gli approcci costruttivi alla gestione del conflitto, come la mediazione, la negoziazione integrativa, e - nel campo dei conflitti politici e sociali – la nonviolenza.

Conflitto: situazione di tensione in cui almeno due soggetti che sono in relazione tra loro esprimono punti di vista apparentemente incompatibili e divergenti su una questione significativa che li coinvolge. Dove esiste un solo punto di vista non c'è conflitto.

Per scatenare il conflitto è necessario che le risorse in gioco siano percepite, da almeno uno dei soggetti, come scarse. Il conflitto implica che almeno una delle parti dia importanza a ciò che è in questione o senta di finire in una posizione di svantaggio e di perdita (conseguente alla rinuncia del proprio punto di vista).

I conflitti possono avere origine da una divergenza di interessi (relativa alla distribuzione delle risorse tra le parti) o dal rancore (che nasce dalla storia passata delle relazioni tra le parti in conflitto). I primi si presentano storicamente più facilmente gestibili dei secondi.

Il conflitto può divenire, se ben gestito, occasione di sviluppo e di accrescimento per i soggetti interessati. Se soppresso, può determinare: riduzione della creatività individuale e di gruppo, abbassamento della qualità delle decisioni collettive, limitazione dello sviluppo e dell'innovazione, danneggiamento della comunicazione e delle relazioni, incremento dello stress, riduzione dell'autostima.

Nelle organizzazioni di lavoro, sia una totale assenza di conflitto sia una elevata conflittualità provocano un abbattimento delle prestazioni. La prima perché assopisce il desiderio di miglioramento, la spinta a creare e la sollecitazione a cercare nuove opportunità di crescita. La seconda perché produce stress distruttivo (dis-stress) sottoponendo gli individui ad una pressione emotiva ingestibile che spinge a distorsioni di giudizio, a rigidità comportamentale e cognitiva, all'assunzione di atteggiamenti relazionali difensivi e aggressivi.

 

Bibliografia

  • AA.VV., Culture e conflitto, Guaraldi, 2005
  • Arielli E., Scotto G., Conflitti e mediazione, Milano, Mondadori, 2003
  • Boulding K. The Economics of peace, New York, 1945
  • Bruni A. "Conciliazione stragiudiziale. Un differente approccio alla risoluzione delle controversie commerciali", articolo sulla rivista QUADERNI DI MEDIAZIONE, anno I, numero I – settembre/novembre 2005, Punto di Fuga Editore, Cagliari.
  • Bruni A. "La conciliazione delle controversie: un metodo antico con un cuore moderno", articolo pubblicato sulla rivista MEDIARES, semestrale sulla mediazione, n° 5/2005, gennaio-giugno.
  • Galtung J., Pace con mezzi pacifici, Esperia, Milano, 1996.
  • Morelli U., Conflitto. Identità, interessi, culture, Meltemi, 2006
  • Nicosia P.S., Marinelli D., Bruni A. (a cura di), Mediazione e Conciliazione. Ambiti applicativi e modalità di svolgimento di una nuova professione, Pisa, PLUS, 2004

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