Laboratorio 13 info
Noi ragazzi dello zoo di Merlino (per adolescenti)
Riccardo Olivieri e Maria Maura
Morgana ha rinchiuso nel suo cupo castello tutti i sogni, le parole, le canzoni, le immagini della lost generation. L’unica salvezza è Merlino, che ha radunato uno zoo di cavalieri e cavalieresse pronti ad assaltare le mura del silenzio. Sognatori che “non saranno famosi”, Musicisti da cantina, Graffitari di periferia, ballerini solitari da salotto, poeti da diario scolastico, modelle da mercatino dell’usato, costruiscono, insieme, la resistenza al regime della perfida Morgana de Filippi.
Noi, ragazzi dello zoo di Merlino, abbiamo la possibilità di esprimere il conflitto, di sceneggiare i nostri sogni, di graffitare la meraviglia, di filmare lo stato d’animo, di raccontare le gabbie dello zoo metropolitano nelle quali ci stanno costringendo.
Il conflitto non schiaccia, se lo si può urlare.
Piccola presentazione
Una volta, durante un tragitto in bus verso il mercato coperto, una signora, neanche troppo anziana, osservando un gruppo di ragazzini fare acrobazie sulle seggiole del mezzo, mi disse: “Prima la gioventù, era Gioventù Bruciata,….ora,…è proprio carbonizzata !”. La signora non sembrava propriamente una sociologa, eppure, qualche tempo dopo ho letto, su qualche rivista patinata, che il Crepet di turno definiva questa come una lost generation.
Ora, è vero che la frase più ricorrente al mondo dopo “non esistono più le mezze stagioni” è “ma noi non eravamo certo così, ‘sti ragazzi sono peggiorati”, ma il binomio signorachevaafarelaspesa – crepetditurno pongono l’accento su un aspetto di non ritorno: questi ragazzi sono totalmente apatici, non manifestano più neanche il conflitto proprio della fase adolescenziale. Quotidianamente narcotizzati da Uomini e Donne che Saranno famosi, da lezioni su batteri ermafroditi, da genitori estimatori del self-made man (o woman, per le mamme), da riviste tematiche sull’idiozia giovanile, può sembrare che non capiscano più quale sia la realtà e quale il reality... Eppure qualcuno, come me, crede che questo sistematico sovradosaggio di spazzatura non sia riuscito ad annichilire i pazienti. E c’è addirittura che li considera eroi post-moderni, dagli stomaci efficientissimi, pronti ad ingoiare e digerire quanto di peggio la società produca ed espellerlo rendendolo profumato.
Il conflitto generazionale non scompare, ma diventa sempre più latente sino all’invisibilità di cineoperatori superficiali nel qual caso l’utilizzo di zoom o microscopi possono essere molto utili. Ed ancor più efficace può essere l’utilizzo delle modalità comunicative introiettate dall’adolescenza.
Comunicazione come esplicitazione del conflitto, tramite l’utilizzo di codici espressivi adeguati. L’idea è di sperimentare un laboratorio non “per adolescenti” ma “con gli adolescenti”, dove la preposizione non è un virtuosismo letterario, ma la sostanza della proposta.
Percorsi guidati nei quali il loro immaginario si possa palesare attraverso i graffiti murali, le sceneggiature di cortometraggi, le ritmiche dell’hip hop, la biografia fotografica, il confronto sulle tematiche più aderenti alla loro condizione giovanile.
L’ambientazione del laboratorio è una zona franca tra le fosche nebbie del medioevo epico e magico del Signore degli Anelli o della Saga dei Cavalieri di Artù, ed il futuro fantascientifico di Matrix e Futurama. Bisogna liberare i sogni rinchiusi dalla perfida Morgana tra le mura del silenzio e i corridoi del chiasso, in un mega percorso di conoscenza e comunazione, superare gli ostacoli e le prove mettendosi in gioco. Il tutto sotto l’occhio attento del maestro di giochi, io, Merlino, che guiderò e condurrò le attività.
Metodi e strumenti
Saranno usati strumenti espressivi (bombolette, tempere…), tecnologici (videocamere, macchine fotografiche, stereo…) e quant’altro come armi per la resistenza alla perfida Morgana. Le strategie di battaglia verranno organizzate attraverso giochi di ruolo, giochi di squadra e in ogni caso uso smisurato della fantasia.
Contiamo molto anche sulle armi che ogni partecipante porterà con/dentro di sé.