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Minino e Micifuz, per un gesto di poco conto
Paolo Buletti e Stefano Goetz
Minino e Micifuz sono due gatti, sono amici, stanno sempre insieme e condividono l’avventura di un viaggio quando si addormentano su un carro di paglia. Ma quando arrivano ai piedi della montagna le loro strade si dividono. Micifuz decide di scalare la montagna, Minino cerca di convincere l’amico a rimanere. Per la prima volta non sono d’accordo. I due gatti provano il sapore del contrasto, della diversità delle scelte, della possibilità del litigio.
Le storie ci aiutano ad alimentare i nostri racconti di amicizie e diversità, ci prestano le parole per narrare di incontri al buio e scontri aperti.
Le storie sono minime, sono plurali, sono possibilità e non certezze e ci offrono l’opportunità di riscoprire piccoli gesti della nostra vita quotidiana e valorizzare il senso che hanno per noi.
Noi tutti abbiamo una storia, “la storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano” (De Gregori). Allora immaginare una persona non è solo fantasticare su di lei ma è soprattutto riuscire a conoscere la sua storia : i gesti di poco conto, le parole che usa, i cibi che assapora, le canzoni che ascolta sono componenti della sua unicità. Se c’è spazio per raccontare le proprie storie, se ogni storia ha diritto di cittadinanza tra di noi, allora potrà farsi strada la possibilità di accogliere ogni modo di raccontare, immaginare, sognare il mondo.
“La società pacifica come società narrante” (Peter Bichsel), dove albergano le capacità di ascolto e di stupore. Siamo narratori se siamo capaci di essere ascoltatori, se la nostra capacità di sguardo si fa più acuta, più precisa, più attenta ai particolari.
In un certo senso si tratta di poter rileggere le nostre storie, andare oltre l’evidenza, aver cura di quelle cose che sono o molto lontane o troppo vicine per essere abitualmente viste, mettere in atto la curiosità.
In questo senso la lucidità nel vedere i conflitti come parte della nostra storia diventa occasione per far crescere la nostra capacità di disegnarci e immaginarci in altri modi.
Qual è il bisogno che si cela dietro le nostre rabbie? Quale il senso che riusciamo a dare all’immaginario evocato dai conflitti che percepiamo?
Micifuz parte, Minino resta e ognuna delle scelte ha una dignità propria. Tutt’e due crescono attorno a questo conflitto, fanno una scelta consapevole, condita con parole appropriate.
Allora vale la pena di trovare le parole per raccontare le nostre storie, incertezze, possibilità e farcele prestare dalle storie, dalle canzoni, dai racconti degli altri.
Il saper trovare le parole per raccontare le diversità è legato anche al saper centellinare il suono delle parole, il loro senso; un senso che chiede di essere esplorato in continuazione.
Le parole vanno anche riscoperte; “le parole bisogna assaporarle, bisogna lasciare che si sciolgano in bocca (Skàrmeta, Il postino di Neruda).
Spesso quando diciamo “non è giusto” intendiamo “mi disturba”, altre volte ci capita di essere distratti quando sentiamo la parola “grazie” o “buongiorno” e riusciamo perfino a dimenticarle.
La poesia e la musica ci aiuteranno a cullare le parole con la tenerezza che si meritano, a tessere con delicatezza le parole in modo che diventino storie, ad apprezzare la polifonia dei racconti.
Faremo a botte con la poesia, scherzeremo con gli strumenti musicali.
Per un gesto di poco conto: Datemi una leva e solleverò il mondo
Metodologia
Si tratta di un laboratorio esperienziale in cui le conoscenze si intrecciano con le emozioni e si strutturano assieme alle relazioni che si creano.
Con la musica: sonorizzazione di eventi, dialogo sonoro, canti rituali e libera improvvisazione.
Con la scrittura: scegliere parole per legarle in modo sorprendente, dare spessore alle parole.
Con il corpo: visualizzazioni guidate, comunicazione non verbale, giochi di attivazione ed energetici.
Bibliografia
- Enrique Pérez Diaz – Minino e Micifuz – Salani, I criceti
- Daniel Pennac – L’occhio del lupo – Salani, Istrici
- E.L. Konigsburg – L’alfabeto del silenzio – Mondadori
- Rita Valentino Merletti – Raccontar storie - Mondadori