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Laboratorio 3 (per educatori e animatori africani e italiani)

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DUDAL JAM («Co-educazione per la pace»)
Tra Italia e Burkina Faso: percorsi animativi a confronto

Pippo Biassoni, Patrizia Canova, Clelia Minelli

Il laboratorio vuole porsi quale occasione concreta di scambio di modelli e strategie d’intervento in ambito educativo e animativo.

Una sorta di ponte che unisce due rive, uno spazio di dialogo e confronto, un territorio «ibrido» nel quale sperimentare insieme possibili forme d’interazione con i giovani del Nord e del Sud del mondo.

A guidare la ricerca ci aiuteranno i linguaggi del corpo, del suono e delle immagini.

Insieme andremo alla scoperta delle potenzialità del cinema e del video partecipativo, della musica e della danza come forme di comunicazione e di dialogo per narrare e narrarsi, in un percorso di scoperta delle identità personali, culturali e sociali.

Incroceremo strade ed esperienze per individuare tragitti da percorrere insieme, per delineare rotte di incontro, perché centri giovanili italiani e africani possano attivare percorsi di contaminazione virtuale e reale.

PAROLE CHIAVE DEL LABORATORIO


Io / Tu / Noi / Loro
Intercultura / dialogo / confronto / scambio esperienziale / animazione pedagogica / sperimentazione / esplorazione / formazione di un gruppo e di un contesto animativo /  accoglienza / socializzazione / collaborazione cooperazione / fiducia / contaminazione di linguaggi / narrazione

BREVE DESCRIZIONE DEI CONTENUTI

Il laboratorio vuole porsi quale occasione concreta di scambio di modelli e strategie di intervento in ambito educativo e animativo. Una sorta di 'ponte' che unisce due rive, uno spazio di dialogo e confronto, un territorio 'ibrido' nel quale speriementare insieme possibili forme di interazione. A guidare la ricerca e l'esplorazione ci aiuteranno i linguaggi del corpo, del suono e delle immagini. Insieme andremo alla scoperta delle potenzialità del cinema e del video partecipativo, della musica e della danza come forme di comunicazione e di dialogo per narrare e narrarsi, in un percorso di scoperta delle identità personali, culturali, sociali.

L’idea di “animazione” in Italia trova spazio in due filoni della formazione: un bisogno sociale / politico di fornire gli strumenti della conoscenza a chi non trovava accesso alla formazione istituzionale; una ricerca del fare docenza indirizzata verso sistemi didattici anglosassoni che basavano il veicolare contenuti utilizzando modalità empatiche (il gioco, la simulazione, ecc.) e richiamando i soggetti coinvolti al recupero delle personali conoscenze di base per meglio padroneggiare i saperi.
Questa modalità d’azione, ha caratteristiche tutte italiane spesso non riscontrabili nelle storie formative di altri Paesi; da qui nasce la voglia di “formarsi insieme”, confrontando metodi e contenuti con animatori ed educatori provenienti da realtà differenti come quella del Burkina Faso.

METODOLOGIA/E UTILIZZATE

La metodologia utilizzata sarà di tipo attivo e partecipativo: si alterneranno momenti di azione ludica e di sperimentazione a momenti di verbalizzazione e riflessione. Le proposte potranno essere formulate sia dai conduttori, sia dai partecipanti stessi, veri protagonisti del laboratorio che potranno portare e condividere le personali esperienze pregresse in ambito educativo e ricreativo.
Per ogni modulo le proposte di carattere animativo verranno tematizzate attraverso un’agenda che evidenzi il percorso. Al termine di ogni modulo sarà prevista una sessione di verbalizzazione / riflessione in piccolo o grande gruppo, sul lavoro svolto.

ATTIVITÁ

Ogni nucleo tematico verrà sviluppato attraverso l’utilizzo di tre linguaggi: immagine, espressione corporea, suono/musica.
I conduttori del laboratorio avranno soprattutto il ruolo di facilitatori e cercheranno di stimolare nei partecipanti la sperimentazione attiva di linguaggi e strategie utili per creare un gruppo, per conoscersi, per narrare e confrontare le differenti identità, per operare confronti tra realtà sociali, culturali, religiose diverse. Ogni modulo di laboratorio avrà un focus preciso:si partirà da percorsi volti a presentare le singole identità dei partecipanti (Io), per procedere alla conoscenza dell’altro da sè (Tu), fino a giungere alla conoscenza e al confronto dei diversi contesti culturali di appartenenza (Noi) per concludere con l’individuazione di azioni riproponibili in ambito animativo con dei giovani adolescenti italiani e africani (Loro).

EVENTUALI RICHIESTE RIGUARDO AL TIPO DI PARTECIPANTI E/O AI MATERIALI

Al laboratorio parteciperanno sicuramente sei animatori africani, provenienti dalla regione del Sahel in Burkina Faso.
Il laboratorio è indirizzato anche ad animatori ed educatori italiani interessati a sviluppare un percorso di dialogo e confronto professionale e interculturale.

INPUT CON CUI DEVONO VENIRE AL LABORATORIO

Il primo modulo tematico sarà dedicato alla ricerca del sé e della pedagogia che l’ha caratterizzato; per questo richiediamo ai partecipanti di portare:

  • un brano musicale o un oggetto sonoro che parli di sè;
  • un’immagine (cartolina, fotografia, disegno, sequenza filmica) che racconti la propria terra;
  • un racconto, una storia o una fiaba a cui ci si sente legati.

Chi vuole portare attrezzature come telecamere o macchine fotografiche, piuttosto che personali strumenti o brani musicali può farlo: saranno sicuramente utilizzati durante le varie attività

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Carlini Fabio - (a cura di) “Così lontano, così vicino. Il cinema tra narrazione e videgame”, Milano, Franco Angeli 2000
  • Ferracin Lino - Porcelli Margherita, “Al cinema con il mondo”, Bologna, Emi, 2000
  •   Di Placido Stefano (a cura di) “Lo specchio inquieto. Il cinema e l’educazione sentimentale dell’adolescenza”, Roma, CGS, 2000*
  • Michele Serra - “Il giro del mondo in 80 film”, Milano, Il castoro,. 2004
  • Pacchetto multimediale “Sguardi in ascolto” edito dall’ufficio cinema della Regione Lombardia
  • Il video partecipativo - Milano, Franco Angeli editore, 2004
  • Sigrid Loos - Novantanove giochi cooperativi - Edizioni EGA 1989
  • Sigrid Loos - Centuno giochi del mondo - edizioni EGA 2006
  • Sigrid Loos - Rita Vittori - Gruppo gruppo delle mie brame – Edizioni EGA 2005

Per quanto riguarda le danze, le notizie riguardanti la loro provenienza e tradizione, il loro supporto musicale, proviene dal materiale di patrimonio dell’Associazione Culturale “Il Salterio” di Brescia.

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