Laboratorio 7
CHE RAZZA DI CORPO: SCHIAVI, PADRONI, COLONIZZATI, MIGRANTI E ALIENI
«Sono di razza umana» (Albert Einstein)
Daniele Barbieri, Hamid Barole Abdu
Il laboratorio si muove su vari piani che spesso si intersecano: la percezione del corpo di immigrate/i; i corpi che hanno subìto violenze, torture, lunghe carcerazioni ma anche quelli di coloro che la violenza praticano; il corpo puro e «sporco» (fra religioni, sottoculture e immaginari); i corpi negati (dai «sani») di chi è diversamente abile; corpi-puzzle fra identità incerti e sessi nomadi...
PAROLE CHIAVE DEL LABORATORIO
Identità e razzismo, paura e curiosità verso il diverso, corpi muti e mutanti...
BREVE DESCRIZIONE DEI CONTENUTI
Partiremo dai nostri corpaccioni, giocando e cercando.
Dal “corpore sano” dei latini fino a Pistorius, al piercing e al tatù di massa, al tecno-nascere… a Fatema Mernissi che, dopo aver combattuto il velo imposto, chiede alle occidentali: “pensate veramente di essere libere se dovete sottostare alla dittatura della taglia 42?”.
Proveremo a interrogarci sulla nostra percezione dei corpi alieni: a partire da immigrate/i e dalle radici “scientifiche” del razzismo ma anche da un possibile “omsizzar” (razzismo a rovescio): per esempio se uno di noi dicesse che “esotico è erotico” sarebbe razzista o no? E cambierebbe se lo dicesse Daniele (a chi?) oppure se a dirlo è Hamid (a chi?). E poi quanto sono alieni i corpi degli schiavi rispetto ai padroni, dei poveri (e sporchi) rispetto ai ricchi (e asettici), dei sani rispetto ai malati? Come percepiamo la fisicità – o la sessualità - delle persone definite diversamente abili? E cosa sappiamo, o piuttosto immaginiamo, d’un corpo che ha subìto violenze, torture, carcerazioni ma anche di quei corpi che violenza praticano, che a essa si esercitano, che la considerano legittima?… Se possibile tentando di capire perché molte/i (nelle religioni, nell’immaginario delle “casalinghe”, nella fantascienza) credono che sia centrale lottare contro l’impurità, la sporcizia. Non vorremmo chiedercelo ma ovviamente dobbiamo: quanto resiste (persino risorge?) nel pensiero dominante - che si vuol globale - l’idea di un intero “magazzino” dei corpi (quello femminile) inferiore o abilitato solo a pratiche riproduttive e/o di piacere?
Un mucchio di questioni ma senza la pretesa di sapere tutte le risposte; già ci piacerebbe alla fine poter dire che (con l’aiuto di chi verrà a giocare e sudare con noi) abbiamo azzeccato un po’ di domande.
Daniele e Hamid (l’ordine è alfabetico, non razziale)
METODOLOGIA/E UTILIZZATE
Oltre al dialogo (qualche volta scontro?) fra i due docenti e con chi partecipa proveremo ad ascoltare i nostri corpi e i sensi (ben più di 5?)
ATTIVITÁ
Molti questionari e giochi, letture da commentare insieme
EVENTUALI RICHIESTE RIGUARDO AL TIPO DI PARTECIPANTI E/O AI MATERIALI
PARTECIPANTI: ove possibile ci piacerebbe il gruppo più vario (per età, per genere, per mestieri, magari anche per passaporto ecc) possibile,
INPUT CON CUI DEVONO VENIRE AL LABORATORIO
Voglia di sudare, giocare, capire.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI