Intercultura Cem Mondialità, per l'educazione interculturale

Sections

Personal tools

You are here: Pagina principale => Convegni => 52° Convegno Nazionale CEM Mondialità
[



CSAM
]



[ Missionari Saveriani ]



[ Missione Oggi ]



[ Video Mission ]



[ Libreria dei Popoli ]



[ San Cristo ]



[ Missione giovani ]



[ Missionari Saveriani Italia ]
 

52° Convegno Nazionale CEM Mondialità

Document Actions

img pdf Depliant Convegno - img pdf Scheda iscrizione Convegno - img pdf Scheda prenotazione Alberghiera



I Laboratori del Convegno

| Lab 01 | Lab 02 | Lab 03 | Lab 04 | Lab 05 | Lab 06 | Lab 07 | Lab adolescenti | Lab bambini | Spazio OFF |



“Bene comune vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi della comunità dei cittadini, vuol dire anteporre l’interesse a lungo termine di tutti all’immediato profitto dei pochi, vuol dire prestare prioritaria attenzione ai giovani, alla loro formazione e alle loro necessità. Vuol dire anteporre l’eredità che dobbiamo consegnare alle generazioni future all’istinto primordiale di divorare tutto e subito”.

Salvatore Settis  -  “Azione popolare. Cittadini per il bene comune”  - Einaudi 2012, pag. 29

Per parlare di bene comune occorre attraversare due dimensioni: quella della comunità, luogo della condivisione delle capacità, dei desideri, dell’impegno, dove si intrecciano necessità e intenti orientati al bene collettivo. E quella delle cose, cioè le risorse materiali indispensabili per la sopravvivenza (aria, acqua, terra, cibo, biodiversità…), ma anche quelle immateriali o legate a valori simbolici come il patrimonio artistico, culturale e spirituale oppure alla storia, alle tradizioni, ai riti…
Come educare al bene comune? In un mondo in cui dominano i criteri economici e politici al servizio di pochi interessi privati, è un imperativo morale agire subito per valorizzare, nelle nuove generazioni, il patrimonio di doni che il mondo gli consegna, perché lo apprezzino, lo tutelino e lo tramandino.
Ma c’è un’altra emergenza: recuperare la dimensione politica. La comunità democratica è essa stessa bene comune, condizione irrinunciabile per ogni libera azione personale e sociale. Diventa dunque indispensabile riformulare un’ecologia delle relazioni, più profondamente legata alla natura, nella quale l’uomo ricopre un ruolo privilegiato. Nasciamo immersi nelle cose, naturali e culturali, tecnologiche e immateriali, precedenti a noi e che a noi sopravvivranno. Occorre ripensare la nostra relazione con le cose e con la vita; instaurare una relazione virtuosa con la comunità dei viventi e impegnarsi perché le cose cambino; essere in ascolto di quello che le cose ci dicono e agire per il bene comune.



Angelini

Luì Angelini

savoldelli

Nadia Savoldelli



Lab.1 - Dai un’altra occasione alle cose
Esplorazioni sul potere ludico, estetico e narrativo degli oggetti

Luì Angelini e Nadia Savoldelli

Tutti noi intratteniamo relazioni con e attraverso le cose. Questo legame può essere un «mal comune» (dunque un «mezzo gaudio», come talvolta pare) o un «bene comune», qualora vi si ponga mano attraverso un processo «virtuoso». All’interno dell’insieme «cose» vi è il sottoinsieme «oggetti», ovvero le cose materiali; con gli oggetti intratteniamo relazioni funzionali, memoriali, simboliche, estetiche. Esplorare consapevolmente il mondo degli oggetti è come imparare una lingua. Essi esistono in se stessi, come un albero che è lì perché esiste e non per far bello il paesaggio, ma come l’albero possono far bello il paesaggio che guardiamo: la bellezza comincia quando «io» trovo bello, cioè «valorizzo», qualcuno o qualcosa. La nozione di bellezza è esperienza interiore, ma ciò non vuol dire che non si possa trasmetterla ad altri. Per far ciò occorre: un’esplorazione sgombra da pre-giudizi, ricca di diversi sistemi di categorizzazione degli oggetti (un chiodo è visto in modo diverso da un fonditore, da un fabbro, da un chirurgo), procedure negoziate per moltiplicare i punti di vista, una tecnica di comunicazione per far condividere l’esperienza agli altri. Nel laboratorio si giocherà intorno a questi oggetti-argomenti.

Luì Angelini
Burattinaio dal 1975, dedito al teatro d’oggetti dal 1984, nel 2004 inizia il progetto multidisciplinare del sito www.lavocedellecose.it - lui@lavocedellecose.it

Nadia Savoldelli
Docente, formatrice di teatro e discipline espressive. Da tempo collabora con CEM ed è componente della redazione della rivista.
carbomillo@libero.it

Torna su

Albanese
Lara Albanese

Colombi
Emanuela Colombi

salvarani
Brunetto Salvarani

 

Lab. 2 - Di-versi cieli
Laboratorio sotto la cupola di un planetario per sognare e capire il cielo stellato e le sue rappresentazioni (progetto EU-Unawe Italy)

Lara Albanese
Brunetto Salvarani
Emanuela Colombi
In collaborazione con Alessandra Zanazzi - INAF Osservatorio di Arcetri. EU-UNAWE Project Manager

In ogni parte del pianeta ogni essere umano alzando gli occhi al cielo scorge il bagliore delle stelle, l’alternarsi delle fasi della luna, le stelle cadenti e anche una stella cometa. Grazie al planetario, una speciale struttura gonfiabile, sarà possibile riconoscere le stelle e le costellazioni. Del cielo, però, non esiste solo l’interpretazione scientifica. La Bibbia ne fa il dominio di Dio, il suo santuario. Questa collocazione ha attraversato l’immaginario ebraico e cristiano sino a lasciare tracce profonde nella nostra religiosità attuale, malgrado il disincanto del cielo cui hanno portato la scienza e l’esegesi moderna. Giochi, esperimenti, filmati, narrazioni, scritture, letture, drammatizzazioni ci permetteranno di riscoprire cosa significa per noi il cielo stellato.

Lara Albanese
dal 2011 è project manager italiana con Alessandra Zanazzi del progetto EU-Unawe (www.unawe.org), un progetto europeo (FP7) che ha il principale obiettivo di avvicinare all’astronomia i bambini e le bambine fra i 4 e i 10 anni provenienti in particolare da situazioni svantaggiate. laralbanese@googol.it

Emanuela Colombi
Fisica, insegnante, divulgatrice scientifica, da oltre dieci anni affianca all’insegnamento un’intensa attività nel campo della comunicazione della scienza.  e.colombi@googol.it

Brunetto Salvarani
Teologo, direttore di CEM Mondialità e Qol, esperto di ecumenismo e dialogo interreligioso.
brunetto@carpinet.biz

Torna su

Olivieri
Riccardo Olivieri

Bobo
Roberto Bobo Varone

Lab. 3 - Le cose che abbiamo in comune
L’educazione alla cittadinanza attiva «studiata»… in laboratorio

Riccardo Olivieri, Roberto «Bobo» Varone

Educare alla cittadinanza attiva significa accompagnae i giovani in percorsi di tutela dei diritti e fornire strumenti di democrazia e partecipazione. Cittadinanza attiva vuol dire riconoscere, parallelamente ai diritti e doveri, anche poteri e responsabilità dei singoli cittadini e delle reti sociali nelle quali viviamo. «Ripartire dall’educazione civica» non deve apparire un consumato slogan e neppure un’astratta enunciazione di principio. Tantomeno una disciplina a se stante, avulsa dalle altre attività didattiche ed educative.
Il concetto di educazione alla cittadinanza attiva va riempito di contenuti concreti e con modalità che siano esse stesse pratica di partecipazione e democrazia diretta. L’educazione alla cittadinanza attiva può divenire strumento di un nuovo civismo diffuso, che riconosca e difenda i Beni Comuni.
Un laboratorio di sperimentazione sociale, tra giochi e riflessioni, tra Costituzione e rivendicazione, tra educazione civica e intercultura, tra Zagrebelsky e Caparezza.
Suggestioni, strumenti, attività e giochi applicabili e riadattabili nei contesti educativi, per costruire percorsi formativi di partecipazione e sperimentazione democratica, sia in contesti scolastici sia sociali.

Riccardo Olivieri
Barese di formazione, torinese e valsusino di adozione. Da anni, con il suo degno compagno di avventure, immagina, inventa e costruisce attività formative sui temi della cittadinanza attiva, partecipazione e democrazia diretta. Lavora da qualche anno come educatore e formatore presso i dormitori comunali ed è fondatore della Lu.Po. (Ludoteca Popolare) di Torino. Redattore del sito di informazione infoaut.org, nonostante l’età è l’eterno ragazzo CEM da oltre un decennio.
riccardoliva@yahoo.it

Roberto «Bobo» Varone
Uno degli ultimi torinesi rimasti a Torino, fisico del Terzo Settore, formatore, esperto in politiche giovanili e turismo responsabile, si occupa di progetti di educazione allo sviluppo e mobilità internazionale giovanile per la ong Cisv. Da molti anni il CEM vorrebbe «farlo fuori» per il disturbo che arreca durante la notte ai convegnisti, ma lui finge di non capire e continua indefesso a suonare la chitarra.
r.varone@yahoo.it

Torna su

polzot

Simona Polzot

scardaccione 

Eugenio Scardaccione

Lab. 4 - Per il buon uso della fine del mondo
Educare al legame

Simona Polzot, Eugenio Scardaccione

La nostra epoca è passata dal mito dell’onnipotenza dell’uomo costruttore della storia a quello della sua totale impotenza di fronte alla complessità del mondo. Eppure il messaggio educativo non è più quello di controllare i propri bisogni e i propri desideri, ma di dare spazio al proprio mondo intimo e a comunicarne i movimenti emotivi ed affettivi senza un confronto e talora senza contatto con la realtà del mondo. La conseguenza è di non permettere ai ragazzi e a tutti noi di sperimentare il dolore. Esperienze come quella narrate da Etty Hillesum nei suoi Diari, invece, mostrano come sia possibile proprio nel dolore riscoprire il valore delle piccole cose, il senso della vita, la bellezza, andando all’essenziale della vita: ai «beni che ci accomunano».
Il laboratorio propone uno sguardo oltre oceano, esplorando assieme esperienze di recupero comunitario del bene comune. Con un approccio narrativo e di scrittura a più mani vuole stimolare ciascun partecipante ad una ricerca interiore di senso ed essenzialità; vuole costruire assieme un «decalogo» dell’educazione al legame, perché accogliere la fragilità significa vivere in un rapporto tra interdipendenza, in una rete di legami con altri e col pianeta.

Simona Polzot
Counsellor professionista, formatrice, insegnante. Ha lavorato nella cooperazione internazionale, si occupa di intercultura e di metodologie autobiografiche. È attiva nell’ambito del volontariato penitenziario, in particolare in attività rivolte a giovani stranieri.
polzot@iol.it

Eugenio Scardaccione
Co-fondatore a Bari nel 1992 del «Gruppo educhiamoci alla pace», collabora con la rivista CEM Mondialità. In Puglia per il GEP coordina da 16 anni campi estivi formativi e conviviali denominati «Allegra…mente». Ama le relazioni umane, viaggia, pensa positivo, crea e regala mandala. Non si direbbe a vederlo, di professione fa il preside.
mareug@libero.it

Torna su

roberto
Rita Roberto

boselli
Silvio Boselli

Lab. 5 -  L’anima delle cose e dei luoghi è negli occhi di chi «vede»
Una riflessione sulla differenza tra «guardare e vedere»

        Silvio Boselli e Rita Roberto

Il  laboratorio nasce da una riflessione sulla differenza che c’è tra «guardare e vedere». L’occhio guarda e recepisce tutto, ma è il lavoro creativo di decodifica dei segni e significati che ci permette di «vedere». Il guardare è un evento che può essere accidentale, fortuito, casuale, slegato da un contesto, mentre il vedere è consequenziale, inseribile in una concatenazione di avvenimenti che ci permette di attivare il pensiero visivo e di «mutare lo sguardo». Guardare le cose e i luoghi è interessante ma resta sconosciuto ai più, il senso profondo dei messaggi nascosti che racchiudono. messaggi da cercare, vedere e fare propri attraverso l’esperienza di un laboratorio sullo sguardo che svela «l’anima delle cose e dei luoghi», dove i partecipanti, attraverso movimento, colore, segni e disegni, rituali e giochi di percezione sensoriale potranno attivare il senso della visione entrando in sintonia con se stessi e con l’ambiente circostante.

Rita Roberto
Pedagogista, consulente familiare e formatrice nel volontariato sociale, specializzata in tecnica di comunicazione e in antiviolenza su donne e minori. Ideatrice del metodo Mandalavita® che integra i linguaggi archetipici del mandala e del labirinto come vie pedagogiche di pace in ambito familiare e sociale. www.mandalavita.org
ritarobe@yahoo.it

Silvio Boselli
Ama disegnare e raccontare storie. Ha illustrato libri per Salani, Giunti, Rizzoli, Mondadori, Sonzogno, Emi e La Meridiana. Le sue storie sono comparse sul Corriere dei Piccoli, Snoopy, Dodo, CEM Mondialità, Popoli, Airone, Linus e G-Baby. Insegna acquarello e editoria presso la Scuola Superiore d’arti applicate del Castello di Milano.
signormondo@libero.it

Torna su

canova
 Patrizia Canova




maura

Maria Maura 

Lab. 6 - In media res

      Patrizia Canova e Maria Maura

"Sanno le cose di non essere umane eppure la loro storia nasce con noi e può continuare oltre noi"
  (D. Demetrio)


Le nostre vite sono disseminate di cose che le plasmano, le delimitano, le definiscono, le trasformano… Ogni cassetto, scaffale o angolo remoto della nostra memoria conserva qualcosa intorno alla quale si lega una storia, un racconto, un avvenimento.
Nelle cose, che non sono semplicemente oggetti, ma rappresentano nodi di relazioni con la vita degli altri, anelli di continuità tra le generazioni, ponti che collegano storie individuali e collettive, raccordi tra civiltà umane e natura, si depositano idee, affetti e simboli. Le cose sono anche delle esche educative: portano a dati di conoscenza, sono legate a campi di esperienza, hanno delle funzioni, hanno un'utilità. Le cose producono cultura e linguaggio. Narrano e possono essere narrate. Ed è proprio intorno a queste molteplici accezioni delle cose che vorremmo lavorare nel laboratorio, attraverso due nuclei d’indagine:

  1. Le cose che parlano di noi: tra la memoria delle cose e cose della memoria
  2. Le cose indispensabili per il buen vivir: i beni comuni da difendere e salvaguardare, per vivere il nostro oggi e progettare il nostro domani.

E dato che Il modo di dirigere lo sguardo sulle cose cambia il significato che ognuno dà alle cose stesse, noi useremo filtri, lenti, obiettivi per guardare le cose: l'occhio cinematografico e fotografico, ma anche l'occhio dell'immaginazione che può osservare e contemplare anche cose che non esistono, o quello che scorre sulle pagine un libro o, ancora, quello che incrocia lo sguardo dell’altro ascoltando un racconto.
Linguaggio privilegiato e stimolo per sviluppare sguardi sulle cose e percorsi di riflessione sarà il CINEMA che attraverso le sue storie ci permetterà di cogliere lo stato delle cose, di conoscere le cose dell’altro mondo, di capire che magari le cose cambiano e di comprendere che ogni cosa è illuminata…
A partire dalle suggestioni cinematografiche, eserciteremo immaginazione e pensiero critico, costruiremo dei veri e propri DIZIONARI delle cose personali, COSARI dei beni che hanno valore, ABECEDARI delle cose che contano utilizzando vari linguaggi (dalla scrittura, alla musica, alle immagini) e molteplici strumenti (nuovi media: smartphone, tablet, pc, macchine fotografiche, videocamere…).
Produrremo auto-biografie, narrazioni, descrizioni, videoanimazioni, spot pubblicitari, smartphone-story, installazioni e azioni di time box e di guerrilla marketing, il tutto usando gli occhi tecnologici per creare memoria e la rete e i nuovi media come strumenti di espressione, socializzazione e finestre per far uscire e condividere i nostri messaggi e il percorso svolto.

Patrizia Canova
Docente e formatrice di educazione interculturale, media e cinema. Da tempo opera per CEM.
patcanova@gmail.com

Maria Maura
Laureata in filosofia, 31 anni, ha due bambini e una fervida immaginazione. È insegnante.
maria.maura@libero.it

Torna su

 Ferrario

Alessandra Ferrario

minniti

Maria Elisabetta Minniti

stamerra
Oriella Stamerra

Lab. 7 Rigenerare le comunità
Cerchiamo fili forti e resistenti da intrecciare insieme

       Alessandra Ferrario, Maria Minniti, Oriella Stamerra

Responsabilità, azione, movimento, cambiamento, interdipendenza… «le cose che contano»… «Le cose che nessuno sa»… Solo titoli evocativi di verità perdute o segnali di qualcosa di più profondo?
Le cose che contano per noi, per la comunità, per il mondo. Ognuno di noi ha in mente una mappa di quali cose rappresentino oggi i beni da salvare/recuperare per dare senso alla nostra vita di persone appartenenti ad una comunità.

Come muoverci all’interno di questa mappa ideale nel variare dei giorni e dei mondi? Quali legami cercare/rafforzare per costruire nodi solidali? O, al contrario, quali fili recidere perché inutili come strade interrotte o, peggio, pericolosi come lacci che ammanettano?
Nella nostra ricerca sceglieremo come compagne di viaggio narrazioni di tutto il mondo offerte dall’intelligenza e dal cuore di un’umanità antica e le metteremo a confronto con la sete di senso che tormenta noi viandanti odierni.

Nostra guida sarà il piccolo ragno Kwake Ananse, personaggio caratteristico della fiaba africana, all’apparenza insignificante, in realtà forte e coraggioso nel suo essere messaggero di saggezza. Con lui intrecceremo la nostra ragnatela di gruppo e daremo vita ai nostri pensieri, fondendoli insieme in un paziente lavoro di tessitura, finché nascerà un sapiente CEM-tappeto di cittadinanza.

Alessandra Ferrario, Maria Minniti, Oriella Stamerra

Alessandra e Oriella ancora una volta vedono nel CEM e nel suo convegno un momento straordinario, perché lì hanno sempre trovato persone testarde come loro, disposte a lasciarsi guidare dalle emozioni e a cogliere le suggestioni che le tante storie della saggezza mondiale sanno offrire per educarci all’identità e all’affettività, all’intercultura e alla mondialità, in una parola alla cittadinanza.

Quest’anno poi hanno coinvolto anche Maria, educatrice professionale e counselor, che lavora in un servizio per le dipendenze di un’Asl torinese.

Attiva in associazioni per lo sviluppo di reti di solidarietà internazionale, formatrice del gruppo di educazione alla pace del Centro Sereno Regis di Torino.
falessandra@teletu.it | ori51@inwind.it | minnitim@libero.it

Torna su

olivieri

Maria Claudia Olivieri


vultaggio

Martina Vultaggio
 

Lab. per adolescenti (dalla seconda media ai 17anni)
Istruzioni per cambiare il mondo - Un laboratorio ai tempi dell’Ikea

      Maria Claudia Olivieri, Martina Vultaggio

In un’epoca in cui è tutto facile, tutto fai-da-te, prendi dallo scaffale e porti a casa, è ancora possibile lottare, costruire una comunità in cui il sommo bene sia un bene condiviso, prezioso per tutti, indistruttibile?
Racconta il vecchio Antonio che fu Montezuma, «colui che diventa sovrano con rabbia», a imporre ai Maya la fine del loro calendario e l’estinzione della razza umana alla quale lanciò una maledizione: «Un popolo senza passato non può avere futuro!» tuonò. Ma i maya, che sapevano dove guardare per uccidere il leone e la paura, sbagliarono apposta le date e confusero il sovrano. Questo perché credevano nella capacità che avrebbero avuto i più giovani di vedere, nelle cose che li circondano, il passato e il futuro: «non è necessario conquistare il mondo, basta farlo nuovo!».
Decisero di regalare ai giovani che avrebbero dimostrato valore e coraggio un altro po’ di tempo, fino al 23 agosto 2013, per cambiare il mondo e fermare la profezia.
Tutto questo non sarà facile, continua il Vecchio Antonio. Montezuma, furioso, ci starà alle calcagna. Dovremo diventare uomini e donne di mais, anzitutto. Coprirci il volto per farci vedere. Imparare a camminare domandando e a comandare obbedendo. Ci aiuteranno uno scarafaggio che si crede un cavaliere errante, ed un misterioso comandante senza volto che si crede il suo scudiero.
«Eccomi qui, conclude Antonio, a non potervi dire di più, ma se volete sapere altro, potete chiedere allo scarafaggio»… o guardare i messaggi che i maya vi lasceranno prima di Trevi, all’indirizzo http://www.facebook.com/IstruzioniPerCambiareIlMondo

Maria Claudia Olivieri
Intensamente meridionale. Educatrice in un centro socio-educativo per bambini e adolescenti a rischio di devianza. Vede troppi film ed è appassionata di disegno, arte, riciclaggio, e tutto ciò che implica creatività.
m.claudia.olivieri@gmail.com

Martina Vultaggio
Intensamente nordestina, per cui iperattiva. Educatrice in una comunità per minori. Ama lavorare con persone che hanno manualità per cui lei può fare la mente e gli altri le braccia. Le sue infatti non le sa molto usare e si trova bene con gli adolescenti perché ne possiede la stessa goffaggine. Appassionata di politica, crede che il cambiamento arrivi solo dal basso, e che educare non significhi riempire un secchio, ma accendere un fuoco.
martinavultaggio@yahoo.it

Torna su

Francesco CaligarisFrancesco Caligaris

desideriAgnese Desideri

Lab. per bambini (dai 5 anni alla prima media)
Qualquadra non cosa - Un viaggio alla scoperta di cos’è un bene comune

 
      Francesco Caligaris, Agnese Desideri

C’erano una volta, nella lontana ma vicina città di Felicitalia, i Beni Comuni. Quando si aggiravano per la città tutti si fermavano a salutarli, a fare due chiacchiere con loro e a farsi fare piccoli favori. Infatti i beni comuni facevano del bene a tutti senza chiedere nulla in cambio. Non appartenevano a nessuno ma appartenevano a tutti, potevano aiutare più persone contemporaneamente ed erano anche molto simpatici. La vita scorreva felice e serena, finché un giorno non giunse dalle lontane montagne infuocate un terribile mostro, Malcomunemezzogaudio. Con le sue mani orrende, acchiappò tutti i piccoli beni comuni e li rinchiuse in gabbie fatte di cravatte brutte, che si aprivano solo inserendo 10 monete. La città cambiò nome in Tristalia, i beni comuni non giravano più liberi per le strade. Ancora oggi Tristalia è afflitta da questa terribile piaga, ma forse qualcuno può aiutare i poveri tristaliesi a ritrovare la felicità
Il laboratorio bambini consisterà quest’anno in un viaggio alla scoperta di cos’è un bene comune, con l’obiettivo di imparare a difenderlo e ad averne cura.

Francesco Caligaris
Studente di ingegneria gestionale, vive a Parma. Gioca a pallanuoto e, con il fratello Giacomo, fa parte del «Gruppo Bosnia» per l’intercultura e il dialogo interreligioso.
Francesco_caligaris@yahoo.it

Agnese Desideri
Studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università di Roma La Sapienza, presta servizio nel gruppo scout Agesci Roma 8 e in una bottega teatrale per ragazzi affetti da sindrome di Down. Nel tempo libero dirige una collana di libri per bambini per l’editore italo-francese Portaparole.
agnese.desideri@gmail.com

Torna su


Davide Barbieri, Paolo Bonsi, Giacomo Caligaris, Clelia Minelli, Elisabetta Sibilio

spazio-off 

Torna su

« Maggio 2013 »
do lu ma me gi ve sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
Prossimi eventi
Allegra...mente 17 - “IO e gli altri IO”
“Casa del sole” Laureto di FASANO (BR),
16-07-2013
Cerca nel sito
 
 

CEM Centro educazione alla Mondialità
via Piamarta, 9 - 25121 Brescia - tel +39 030 3772780 - fax +39 030 3772781 - email: cemsegreteria@saveriani.bs.it

siti al TOP