45° Convegno Nazionale CEM
Chiari e precisi i principi esposti ieri 24 agosto a Viterbo dal ministro Giuseppe Fioroni in occasione dell’apertura del 45° Convegno Nazionale di CEM Mondialità, dedicato al tema “Tra bene e male?”, che affronta il conflitto negli immaginari dell’educazione. Il ministro è stato presentato da Brunetto Salvarani, direttore di Cem Mondialità, che ha introdotto il convegno e offerto una panoramica dell’impegno di CEM.
Nel corso del suo articolato intervento il ministro Fioroni ha affrontato in particolare l’argomento della cittadinanza, ed il ruolo che la scuola è chiamata a svolgere nel favorire l’integrazione dei figli dell’immigrazione attraverso l’estensione dell’obbligo scolastico.
Il ministro ha inoltre insistito sulla questione dell’identità, ricordando che essa è in costante divenire e che nella attuale società essa si forma in relazione con altre presenze, dando vita a un proficuo meticciato.
Altro punto cruciale affrontato dal responsabile del dicastero della pubblica istruzione è la necessità che la scuola sia e resti pubblica, cioè di tutti: il diritto a frequentarla,in condizioni di equità, spetta a tutti i ragazzi, senza che questo diritto si svenda al mercato. “Non si vende questo diritto – ha sottolineato con decisione Fioroni - . E’ da rifiutare la logica del passaggio dalla scuola di tutti alla scuola per pochi privilegiati. Se non ci sforziamo di realizzare una scuola equa, ci ritroveremo con una scuola di pochi perfetti, ma che non si prende carico dei poveri e dei disagiati”.
Tra i molti altri punti toccati dal ministro, due hanno suscitato grande interesse tra i partecipanti al convegno, in grande maggioranza insegnanti, educatori e mediatori culturali. Il primo è la proposta di dar vita a un “liceo mediterraneo”, che sia effettivamente interculturale e interreligioso, e la ricostituzione della Commissione per l’intercultura a suo tempo promossa dal governo di centro-sinistra, e non più convocata dal 2001 dall’ex ministro Moratti.
Il ministro ha infine ribadito, a proposito della contestata riforma Moratti, che tre elementi essenziali da questa previsti, la figura del tutor, il portfolio, e le prescrizioni, sono state eliminate, e ha così concluso: “La Moratti non ha pensato alla scuola come a una comunità, la scuola non si gestisce come un’azienda, ma deve essere aiutata a crescere”.
Il Convegno prosegue con relazioni, interventi e laboratori didattici che impegneranno i partecipanti fino al 29 agosto nel Centro Domus La Quercia, località La Quercia, Viterbo.