45° Convegno Nazionale CEM
Si è aperta con l’intervento di monsignor Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo, la seconda giornata (25 agosto) del 45° Convegno Nazionale di CEM Mondialità, dedicato al tema “Tra bene e male?”, che affronta il conflitto negli immaginari dell’educazione.
Nel suo intervento, monsignor Chiarinelli, richiamando l’esperienza nata dal Concilio Vaticano II, ha ribadito che l’educazione alla mondialità è e resta il compito centrale della società odierna. “L’educazione alla mondialità è la sfida fondamentale – ha detto -. O affrontiamo questo tema o non solo non avremo la memoria, ma neanche il futuro”. “Non dobbiamo rassegnarci al mondo così com’è – ha aggiunto monsignor Chiarinelli -, dobbiamo invece valorizzare la libertà per raggiungere un obiettivo anziché solo una libertà da qualcosa o qualcuno”.
Don Domenico Milano: avanti con i laici alla guida di CEM!
Ha portato il suo ancora vigoroso contributo ai lavori del Convegno, uno dei padri fondatori del movimento CEM, il saveriano padre Domenico Milani. 84 anni, mente lucidissima, passione sempre accesa, padre Milani ha scosso la platea con il suo contagioso entusiasmo, parlando della storia del CEM e della sua esperienza durata ben 26 anni in Africa. Padre Milani ha concluso rallegrandosi per la prosecuzione dell’attività del CEM, un movimento che vanta oltre 60 anni di impegno sul fronte dell’educazione alla mondialità, e che vede oggi alla propria guida laici competenti e motivati.
Il sociologo Adel Jabbar, responsabile di uno dei laboratori attivati nel Convegno, ha poi presentato Annamaria Rivera, antropologa e docente di etnologia all’Università di Bari, autrice di numerosi saggi di argomento interculturale, tra cui il recente “La guerra dei simboli”, dedicato al ruolo svolto dall’uso dei termini nel linguaggio odierno perché questi possano dare vita ad un immaginario policulturale.
Annamaria Rivera: immaginario, simboli, conflitti etnici e culturali
Complesso, ma affascinante, il ragionamento sviluppato dal professor Rivera: in un’epoca di moltiplicazione dei conflitti armati e di grandi movimenti migratori e fondamentalismi contrapposti, il rapporto con l’altro non solo produce conflitti, ma rischia sempre di alimentare una violenza, anche simbolica. A causa di questi conflitti, vengono meno la comprensione, l’ascolto e il dialogo reciproco. Particolare attenzione la relatrice ha riservato al tema dei simboli nei mass media, dove assistiamo al fenomeno della loro feticizzazione. Occorre uno sforzo per rifiutare, per “decostruire” queste retoriche ,se vogliamo affrontare e gestire i conflitti che di continuo ci vedono coinvolti.
Il Convegno prosegue con relazioni, interventi e laboratori didattici che impegneranno i partecipanti fino al 29 agosto nel Centro Domus La Quercia, località La Quercia, Viterbo.
La segreteria CEM