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Il santo della mondialità Guido Maria Conforti

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di Antonio Nanni

Ahmed. Il mio vicino di casa.

Guido Maria Conforti proclamato santo il 23 ottobre.

Per noi del CEM è una giornata di festa particolare e straordinaria, perché colui che ha dato origine alla famiglia dei Missionari Saveriani, di cui il nostro movimento educativo e laico è parte integrante, diventa il santo della mondialità.

Chi è Guido Maria Conforti? Un uomo di fede che, nato nel 1865 vicino a Parma, viene ordinato sacerdote (1888) e consacrato Vescovo (1902) prima di Ravenna, poi della sua Parma. È il fondatore (1895) dei Missionari Saveriani e primo Presidente (1918-1927) dell’Unione Missionaria del Clero, co-fondata da lui e padre Paolo Manna.

Molteplici sono gli indizi che confermano la vocazione e la passione di Conforti per la missione come mondialità. Ad esempio, il suo stemma episcopale è composto dal disegno di un mondo come globo e dal motto in lingua latina In omnibus Christus. Al cuore della missione ad gentes c’è infatti il Vangelo di Cristo come dono da donarsi. Una volta che si è incontrato Cristo non si può più tacere ciò che si è visto e ascoltato: è l’amore per Lui che «ci spinge» (urget nos). Inoltre per Conforti il Crocifisso diventa il segno che esprime e concentra in sé tutto il Vangelo. Infine la sua devota ammirazione per San Francesco Saverio, missionario delle Indie, lo porterà a scegliere il nome «saveriani» per il suo Istituto. Ma forse l’elemento più originale del Conforti, in cui si manifesta la convergenza tra Missionarietà e Mondialità è il quarto voto (il voto di missione o di partenza) che lui volle per i missionari Saveriani. È allora opportuno ricordare che nel 1928, qualche anno prima della sua morte (5 novembre 1931), decise di recarsi in Cina con un viaggio di 90 giorni (da settembre a dicembre) che evidenzia quasi plasticamente il nesso intrinseco tra località e globalità. A conferma che per il Conforti la vera mondialità è quella che s’incarna.

La più autentica spinta propulsiva è quella di portare il Vangelo a tutte le genti. Ma dire Vangelo è dire Cristo. Per questo la Mondialità di Conforti assumerà il significato che nel 1942 i suoi figli Saveriani seppero tradurre a Parma nella creazione del CEM come «Centro Educazione Missionaria». È con il Concilio Vaticano II che matureranno le condizioni per la trasformazione del CEM - grazie al saveriano Savino Mombelli - in «mondialità».

C’è qualcosa di miracoloso nel modo in cui il CEM, da sempre diretto e poi accompagnato e sostenuto dai Missionari Saveriani, giunge oggi a scoprire e a valorizzare la figura di Conforti come uomo, sacerdote e vescovo, che anticipò, nelle sue scelte, i tempi del Concilio e intuì la via e la cornice spirituale per coniugare sapientemente identità e universalità, radicamento locale e globalità, pastorale diocesana e missione ad gentes. Il CEM di oggi - che trae certamente origine dall’impulso missionario - si colloca altrove. La missione si è trasfigurata in mondialità. Infatti per aprirsi e fare spazio a tutte le culture, etnie e religioni ha dovuto «umanizzarsi», e così facendo ha relativizzato la componente confessionale della missione e ha esaltato la dimensione antropologica della mondialità come «convivialità delle differenze» e fecondazione reciproca. L’unità del genere umano che il Vescovo Conforti ha inseguito come un sogno, a partire dalla Missione, è lo stesso sogno laico e antropologico che persegue oggi il CEM a partire dalla Mondialità. Per questo il CEM è fiero e onorato di appartenere - con la sua specificità laicale - alla famiglia Saveriana e di esprimere tutta la gioia e la gratitudine che un evento così alto e irripetibile suscita spontaneamente in ciascuno di noi.

 © Cem Mondialità

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