Dialogo interreligioso
L'insegnamento della religione in prospettiva interculturale
Introduzione
Il CEM mette a disposizione degli insegnanti che la volessero sperimentare (parte de) la traduzione in italiano del manuale di insegnamento della religione sviluppato a Bradford (Regno Unito) da Centro di educazione interreligiosa e largamente utilizzato sia dagli insegnanti di Bradford, sia da insegnanti di altri paesi europei con classi multiculturali.
Bradford, ricca di una diversità di fedi e culture, desidera affermare che le maggiori religioni: Buddismo, Hindu Dharma, Islam, Giudaismo e Sikh Dharam, come anche la Cristianità, hanno un uguale diritto al mantenimento delle loro distinte identità e culture di fedeltà, lingua, storia, religione, valori e costumi; inoltre la loro ricca diversità, come la loro comune testimonianza della realtà della trascendenza e della spiritualità ed il loro attaccamento a valori comuni, dovrebbero essere considerati come un contributo alla vita dell’intera comunità.
Per ulteriori informazioni e per richiedere i materiali: cemmondialita@saveriani.bs.it
Finalità generali
Aiutare i ragazzi a:
- acquisire un apprezzamento informato della propria e altrui fede o stile di vita e della varietà delle fedi;
- capire le conseguenze personali e sociali dell’avere una fede religiosa o altri stili di vita;
- sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti di altre persone, riconoscendo ciò che hanno in comune, rispettando il loro diritto di avere idee diverse ed apprezzando la ricchezza della vita in una società con diverse religioni.
in modo che siano in grado di:
- formare, mantenere ed approfondire l’integrità delle loro idee, valori, giudizi, devozioni e impegni;
- apprezzare la dimensione religiosa e spirituale sia nella loro ricerca di significato nella vita che in quella degli altri.
Obiettivi – 1 Studiare le religioni
Gli alunni vengono incoraggiati a:
- identificare, designare, descrivere e fare un riassunto delle religioni in modo da fornire un quadro coerente di ognuna;
- spiegare il senso ed il significato di esperienze religiose chiave, il linguaggio ed i racconti, le pratiche, il simbolismo e il credo;
- spiegare similitudini e differenze tra le diverse religioni e all’interno di una stessa religione;
- acquisire discernimento dei valori religiosi, delle varietà della fede e delle conseguenze personali e sociali dell’impegno religioso.
Obiettivi – 2 Imparare dalle religioni
Gli alunni vengono incoraggiati ad accostarsi alla religione ed alle religioni per poter:
- dare una risposta informata e ponderata a questioni religiose, spirituali e morali;
- riflettere e fare collegamenti tra ciò che si può imparare dalla religione e dalle religioni e le loro idee ed esperienze;
- identificare e rispondere a domande di significato e valore all’interno delle religioni;
- sviluppare atteggiamenti positivi ed informati nei confronti degli altri e del loro diritto di avere idee diverse.
Elenco delle unità
|
SCUOLE MATERNE Me stesso
Il nostro mondo Il cibo Libri particolari Persone particolari Luoghi particolari Giorni particolari Oggetti preziosi Viaggi Celebrazioni |
SCUOLE ELEMENTARI (I ciclo)
Giusto e sbagliato Personaggi chiave Iniziazioni Celebrazioni |
SCUOLA MEDIA
Le religioni Ebrea, Cristiana e Musulmana Le religioni Hindu, Buddista e Sikh Relazioni, amicizia e impegno L’ambiente Giustizia: partecipazione e coinvolgimento Persone di fede contemporanee Fede in Dio |
SCUOLE SUPERIORI (biennio) Aspetti della fede religiosa Domande sulla Verità e sul significato Religione e relazioni Religione e ambiente Religione e diritti umani Religione ed etica medica Religione, ragione ed esperienza Conflitto e religione Religioni in cooperazione o conflitto |
| SCUOLE ELEMENTARI (II ciclo) Luoghi di culto Segni e simboli Pellegrinaggi Leader Racconti della creazione Sacre Scritture Celebrazioni |
SCUOLA MEDIA (ultimo anno)
Qual è la vita buona? Nascita e iniziazione Matrimonio, vita e morte Fede e comportamento La creazione |
SCUOLE SUPERIORI (triennio) Una comunità con molte fedi (uno studio locale) Religione, filosofia ed esperienza Valori e stile di vita |
Ilustrazione della progressione nelle unità
| 4-6 anni | 6-8 anni | 8-10 anni | 11-12 anni | 13 anni | 14-15 anni | 16-18 anni |
| Me stesso. | Giusto e sbagliato. | Relazioni, amicizia e impegno. Giustizia: partecipazione e coinvolgimento. |
Qual è la vita buona? Fede e comportamento. |
Religione, ragione e esperienza. Religione e diritti umani. Religione ed etica medica. Conflitto e religione. Religione e relazioni. | Religione, filosofia ed esperienza. Valori e stile di vita. | |
| Il nostro mondo. | Racconti della creazione. | L'ambiente. | La creazione. | Religione e ambiente. | ||
| Luoghi particolari. | Luoghi di culto. | Le sei religioni. | Aspetti della fede religiosa. | |||
| Il cibo. Oggetti preziosi. | Segni e simboli. | Le sei religioni. La fede in Dio. |
Domande sulla Verità e sul Significato. Religioni in conflitto ed in cooperazione. | |||
| Viaggi. | Pellegrinaggi. | Le sei religioni. | Aspetti della fede religiosa. | |||
| Libri particolari. | Le sacre scritture. | Le sei religioni. | Aspetti della fede religiosa. | |||
| Persone particolari. | Personaggi chiave. | Leader | Persone di fede contemporanee. | Aspetti della fede religiosa. | ||
| Giorni particolari. | Iniziazioni. | Riti di passaggio. | Aspetti della fede religiosa. | |||
| Celebrazioni. | Celebrazioni. | Celebrazioni. | Le sei religioni. | Aspetti della fede religiosa. |
Documento conclusivo
"Dio è morto, Marx è morto, e neanch’io mi sento troppo bene…"
La battuta di Woody Allen può farci sorridere ancor oggi, ma – almeno per quanto riguarda il primo dei tre illustri pazienti citati – le cose sembrano andare ben diversamente! Sembra distante anni luce, infatti, la stagione dei "teologi della morte di Dio" e dei predicatori dell’"eclissi del sacro nella società industriale", e appaiono fuori moda le discussioni infinite sulla presunta fine della religione a causa della secolarizzazione e della modernizzazione imperanti in un mondo sempre più dominato dalle scienze e dalle tecnologie. Le religioni hanno brillantemente recuperato la prima pagine dei media, fanno audience e riempiono le piazze: non solo, si badi, quelle affascinate dal carisma di Giovanni Paolo II, ma anche quelle del risveglio islamico, del nazionalismo induista, del fondamentalismo ebraico degli "haredim", delle parate protestanti nell’Irlanda del Nord, e così via.
C’è chi ha parlato addirittura, in tale direzione, di una vera e propria "rivincita di Dio", e chi paventa, soprattutto dopo l’11 settembre 2001, una sorta di "scontro di civiltà" religiose che somiglia paurosamente alle antiche "guerre di religione".
In ogni caso, quello che ne risulta è un quadro variopinto, decisamente insolito per un paese, come il nostro, abituato pressoché da sempre ad autocomprendersi alla luce di una consolidata e indiscussa identità cattolica: che sta constatando la novità di una multireligiosità in atto sotto il cielo d’Italia, con l’islam ormai saldamente seconda religione per numero di aderenti oltre che per visibilità sociale, il protagonismo crescente di presenze antiche e minoritarie solo sull’arido piano delle cifre (ebrei, valdesi, ortodossi), l’aumento significativo del fascino di culti di derivazione orientale e di dottrine cristianeggianti particolarmente ramificate (si pensi, in primo luogo, ai testimoni di Geova e ai mormoni, per citare solo le due più note).
Ed è sempre più evidente, in parallelo, che per capire la realtà nella quale siamo immersi non possiamo fare a meno di conoscere l’alfabeto delle religioni, mentre le inchieste specializzate confermano invece, purtroppo, il generale stato di ignoranza in tale campo dei nostri connazionali. Con gravi riflessi sulla percezione della realtà: per interpretare Dante con la sua "Commedia", la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto, ma anche una grande porzione della storia della musica e della filosofia, infatti, è indispensabile sapersi muovere nel "Grande codice" della Bibbia; e per comprendere tanta parte della situazione geopolitica attuale, appare necessario essere consapevoli della storia e delle dinamiche interne delle compagini religiose.
Per vivere appieno il nostro presente e il nostro futuro segnati dai processi dell’integrazione europea e della globalizzazione planetaria, in altri termini, siamo chiamati da un lato a conoscere più e meglio non solo lo stesso cristianesimo, ma anche le religioni "altre", cercando di evitare i ricorrenti pregiudizi e i facilistici pressapochismi; e dall’altro, a educarci pazientemente al dialogo e al confronto interculturali e interreligiosi.
Non sarà agevole, certo, questo cammino: occorrerà innanzitutto un cambiamento di mentalità, una disponibilità all’ascolto delle ragioni degli altri, una conoscenza diretta a partire non solo da una documentazione maggiore ma anche dall’incontro nella quotidianità, nello scambio interpersonale nel vicendevole racconto delle rispettive esperienze di fede. Occorrerà tempo, coraggio, e l’impegno di tutti gli attori della "nuova" scuola a mettersi in gioco, oltrepassando il tradizionale doppio pregiudizio (laicista e clericale): la posta in gioco è del resto assai alta, un posto da protagonisti nella società futura inevitabilmente contrassegnata dalla multireligiosità e dalla multiculturalità, in un paese capace di vivere positivamente quella che il vescovo "don" Tonino Bello amava definire la "convivialità delle differenze".
I 5 sentieri verso l'ora delle religioni
- In una fase storica contrassegnata dal protagonismo e dal pluralismo del religioso e delle religioni, la scuola e le istituzioni educative debbono farsi carico di una "alfabetizzazione del sacro" assolutamente indispensabile per comprendere i processi culturali, sociali e politici in atto su scala addirittura planetaria.
- Va sottolineato adeguatamente, in questa direzione, lo straordinario intreccio di saperi che già oggi sono protagonisti della scuola (letteratura, arte, scienze, filosofia, musica, ecc.) col religioso e con le religioni: un intreccio che per ora un perverso combinato di laicismo e di clericalismo hanno contribuito a sottovalutare e a non tenere in considerazione, con gli effetti di "analfabetismo religioso" che purtroppo abitualmente constatiamo.
- Occorre perciò un impegno serio da parte delle istituzioni preposte, delle università e degli enti locali, per offrire una formazione sul religioso permanente e qualificata ai docenti delle diverse materie.
- Dobbiamo rilanciare per il curriculum scolastico e la formazione dei docenti, come un vero e proprio impegno civile, lo studio della Bibbia quale "grande codice" della cultura occidentale, punto di riferimento essenziale – nelle sue diverse interpretazioni e letture - per cogliere la storia della letteratura, dell’arte, della musica, delle scienze, e così via.
- E’ necessario, infine, puntare ad un insegnamento a-confessionale delle religioni nella scuola pubblica, curricolare, obbligatorio e quindi non alternativo all'Insegnamento concordatario della religione cattolica: un' "Ora delle religioni" attorno alla quale avviare un dibattito senza ideologie né timori preconcetti. Si tratta di un imperativo ormai non più eludibile, per una società moderna, plurale, europea e planetaria.