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CEM Newsletter 8 - Settembre 2011
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IL MENSILE DELL'EDUCAZIONE INTERCULTURALE
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50° CONVEGNO CEM MONDIALITA' |
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Sentinella, quanto resta della notte?
Su un muro della periferia milanese, qualche mese fa, è comparsa una scritta paradigmatica e inquietante: Non c’è più il futuro di una volta…
Sì, sono giorni assai inquieti, per il nostro paese, e non solo per le ben note questioni economico_finanziarie. Ha dato voce a tale inquietudine diffusa la canzone di Roberto Vecchioni che ha vinto l’ultimo Festival di Sanremo, in cui traspare la voglia di voltare pagina e iniziare un percorso nuovo, perché <<questa maledetta notte/ dovrà pur finire/ perché la riempiremo noi da qui/ di musica e parole >>.
Ma i segnali di insofferenza a questa notte si vanno moltiplicando, riempiendo le piazze delle città e quelle virtuali dei social network, anche se faticano a rintracciare sponde politiche credibili.
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EDITORIALE AGOSTO-SETTEMBRE
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Sul buon uso delle crisi
Il 2011 è anno denso di anniversari, per il popolo del dialogo. Si celebrano i venticinque anni dall’incontro di Assisi in cui i rappresentanti delle varie religioni pregarono insieme per la pace (27 ottobre1986), per ricordare con forza il quale Benedetto XVI, all’Angelus di capodanno, ha annunciato che rilancerà l’invito per il 27 ottobre 2011; e ancora, i dieci trascorsi dalla proclamazione della Charta Oecumenica, di cui abbiamo ripreso il testo sulla rivista qualche mese fa (22 aprile 2001).
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Qualcosa è cambiato
Nel suo «Saggio sulla lucidità», José Saramago racconta di un appuntamento elettorale in cui tutti vanno a votare, ma votano scheda bianca. Con il non-voto la popolazione compie un atto che produce un cambiamento: nel verosimile surrealismo di Saramago è infatti la struttura stessa della decisione - l’essenza della rappresentatività e della democrazia - che è messa in discussione ed è costretta a cambiare, a migliorarsi, attraverso uno strumento che è offerto dalla democrazia stessa.
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AGENDA della PACE 2011/2012 |
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Da qualche anno, sulla scorta di un bel proverbio africano (“A guardare sempre dalla stessa parte il collo s’irrigidisce”), la tradizionale Agenda della pace che da oltre vent’anni CEM Mondialità realizza nel ricordo di quello straordinario profeta di pace che è stato Bruno Hussar, fondatore del Villaggio della pace di Nevè Shalom - Waahat as-Salaam, ha allargato il proprio sguardo fino a chiamarsi DUDAL JAM.
Questo è il nome che, in lingua peulh, sta per Centro di Pace.
Il vescovo di Dori, l’amico Joachim Ouédraogo, ha voluto chiamare così il suo sogno: la costruzione di due centri interculturali e interreligiosi nel Sahel (Burkina Faso), una delle regioni più povere del pianeta.
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X GIORNATA DEL DIALOGO CRISTIANO ISLAMICO
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27 ottobre 2011 «DIALOGO, PLURALISMO, DEMOCRAZIA: IL NOSTRO COMUNE ORIZZONTE»
Dieci anni fa, subito dopo la tragedia dell’11 settembre, lanciammo un appello per la creazione di una Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico. Era il 4 novembre 2001. Volevamo impedire che il terrorismo da una parte e la risposta militare dell’amministrazione americana dall’altra ostacolassero pericolosamente l’itinerario del dialogo che, all’interno di quello più ampio tra tutte le grandi tradizioni religiose (una novità storica ed una vera benedizione, maturata progressivamente nella seconda metà del XX secolo anche sulla base di importanti esperienze dei secoli precedenti in tante parti del mondo), era in corso con i musulmani la cui religione, largamente diffusa nel mondo, «si fonda sui valori della pace, della giustizia e della convivenza civile».
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MEDIAMONDO
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COME NASCE UN ITALIANO. 150 anni per capirlo
Antonio Nanni E Antonella Fucecchi Editrice EMI collana: 7.2 - Zoom Italia
All'interrogativo: "chi sono gli italiani?" la risposta che diamo è chiara: l'identità non è un fatto di sangue, discendenza, stirpe o etnia. L'Italia è di chi la ama, è frutto di scelta e condivisione. Italiani non si nasce, italiani si diventa. L'identità italiana è contemporaneamente una e plurale, dinamica e itinerante, inclusiva e aperta.
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MAESTRE. Percorsi autobiografici tra i banchi di scuola per non dimenticare la passione dell’educare
AA.VV Kimerik editrice, 2011, p. 172
Scuola, ancora scuola. Sembra un’ossessione eppure l’istruzione resta la base della nostra educazione. Da Nord a Sud si affastellano edifici che celano storie di vita diverse, ugualmente meritevoli di essere riferite. “Maestre” è la summa dell’esperienza di un gruppo di insegnanti calabresi, prova che le aule sono laboratori di vita anche per chi siede dall’altra parte della cattedra.
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FESTIVAL UGUALI_DIVERSI
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EDUCARE NELL'INCERTEZZA
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