Mediamondo 02-2009
Saperi e sapori. Idee e pratiche per umanizzare le organizzazioni
Editrice Monti, Saronno, pp. 424, euro 22.00
Contributi di Elio Meloni, Valerio Beretta, Emilia Pagani, Bruno Volpi, Massimo Nicolai, Antonino Frustaglia, Stefano Talpo, Emanuele Serrelli, Dario Benatti, Michele Spinelli, Gianluca Braga, Massimo Calvi.
Con allegato un dvd con un’intervista inedita a Bruno Volpi

Dodici autori parlano di un po’ di tutto: educazione, medicina, architettura, comunicazione, associazionismo e volontariato. Senza dubbio si tratta di un pasto abbondante, con tante portate. I lettori lo possano gustare come i pranzi di festa di una volta. Ci si alzava sazi, ma non appesantiti, contenti di avere condiviso non tanto il cibo, ma la gioia dello stare insieme.
Chi ha esperienza di convivialità sa che per arrivare sazi, ma non appesantiti, alla fine di un pasto, occorre possedere alcuni semplici «segreti».
Primo: non iniziare il pasto buttandosi sugli antipasti, con abbondante uso di pane. Viceversa, il «mangiatore saggio» assaggia di tutto, ma con moderazione, assaporando i cibi e ascoltandone i sapori. Secondo: usare bene l’arte del conversare, che dà il giusto ritmo al pasto, e «alleggerisce», quasi magicamente, il cibo, perché noi ci nutriamo anche di parole, e le parole «efficaci» (non le chiacchiere) a loro volta alleggeriscono la vita quotidiana. Terzo: saper inframmezzare il cibo e le parole con la musica. Beate quelle tavolate dove a un certo punto salta fuori una chitarra e si comincia a cantare! Quarto: una bella passeggiata, calma e distesa, alla fine del pasto, in cui «smaltire» quello che si è mangiato...
Certo, di fronte alla quantità dei percorsi e delle suggestioni presentati nel volume, sembra difficile trovare una chiave di lettura unitaria: gli stimoli sono così tanti che si fa fatica a ricondurre il tutto a unità. Eppure robusti fili di unità possano essere individuati e afferrati.
I saperi
Non c’è vero amore se non è nutrito dalla conoscenza. Ed è così per ogni attività umana, che trova il suo fondamento nell’esperienza. Io esisto e conosco il mondo a partire dal quel «mondo» così particolare che sono gli altri. Questo libro, volutamente ricco di contributi anche molto diversi tra loro, ha un primo pregio: tutti gli autori conoscono la realtà di cui raccontano.
I sapori
Il «sapore» è ciò che dà senso alla vita propria e a quella degli altri. Il gusto, il piacere di fare. Questo spiega perché l’uomo tende naturalmente al bene, pur essendo egli una contraddizione vivente e sperimentando la sconfitta quotidiana operata dal limite, dalla sofferenza, in definitiva dalla morte.
Questo libro può essere immaginato come una grande partitura musicale, in cui suonano tanti strumenti, per far «cantare» tante note... Armonia, fatta di incontro, ma anche di scontri, di tensioni, di (ri)soluzioni cercate e trovate insieme.
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