Intercultura Cem Mondialità, per l'educazione interculturale

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Interculturafase2 Agosto/Settembre 2006

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   Intercultura fase2

Questo numero

a cura di Federico Tagliaferri

Questo numero di CEM Mondialità, primo dell’annata 2006-2007, entra subito nel vivo del tema scelto per la riflessione Tra bene e male? Il conflitto negli immaginari dell’educazione, presentato in dettaglio nel numero di giugno-luglio. Il dossier e gli articoli correlati della prima parte della rivista, Intercultura fase 2, hanno come filo conduttore l’argomento Scegliere. L’albero del bene e del male. «Ogni educazione - sottolinea Antonio Nanni nell’introduzione al dossier - deve essere orientata alla scelta. La prima di tutte le scelte è quella tra il bene e il male». «Ma la realtà non è bianca o nera, è dominata dal grigio, dal chiaroscuro. L’esistente è complesso, ogni forma di assolutizzazione del reale è sempre patologica. Ogni volta che qualcuno ci promette una “terra senza il male” - prosegue Nanni - dobbiamo sospettare di trovarci dinanzi ad una cattiva utopia che, come la storia insegna, prelude tragicamente al sangue di molti. Nella lotta contro il male conviene attenersi ad un sano pragmatismo piuttosto che impegnarsi a dirimere in modo manicheo gli opposti assoluti. Orientare la scelta tra il bene e il male è il grande compito dell’educazione, soprattutto oggi che - nella società liquido-moderna - gli uomini sembrano aver smarrito ogni mappa per seguire la rotta».

Ecco che allora il dossier si apre con un lucido saggio di Milena Santerini sull’arduo compito di Educare dopo Auschwitz (pagg. 18-21), seguita dalla riflessione di Janina Bauman su Come sarà ricordata la Shoà dalle generazioni future? (pagg. 22 e 27-28), che cerca di individuare validi strumenti educativi sulla memoria dell’olocausto nell’epoca in cui anche gli ultimi testimoni diretti saranno scomparsi. Sempre sul tema dello scegliere, Lino Ferracin ci presenta il film La guerra di Mario, di Antonio Capuano (pagg. 29-30), la cui vicenda ruota attorno a un bambino «difficile», Mario, appunto, adottato da una donna che lo ama teneramente e che non riuscirà però a strapparlo dalla sua terribile storia di vita. Una ricca bibliografia sull’olocausto e la sua memoria completa il dossier di questo numero (pagg. 31-32).

L’inserto del dossier, Mosaico dell’intercultura, a cura di Stefano Curci, è dedicato alla «via italiana all’interculturalità», con un tentativo di bilancio e la prospettiva di vie nuove.

Da segnalare due articoli, rispettivamente nella sezione Intercultura fase 2 e «Resto del mondo», che si occupano di scuola con un «taglio» particolare: nel primo, Francesca Gobbo e Francesca Galloni hanno condotto un’inchiesta sui bambini della comunità sikh delle scuole in provincia di Cremona (pagg. 11-12), nel secondo Stefano Vecchia apre una nuova serie, denominata La scuola degli altri, con una panoramica del sistema educativo giapponese (pagg. 40-41).

Molte delle illustrazioni che accompagnano questo numero della rivista sono opera di Pierluigi Pintori che ringraziamo di cuore.

Il mio mondo vegetale
Tutto il percorso si sviluppa intorno alla ricerca dell’equilibrio.
Inizialmente con le immagini che la natura mi ha donato per pura attrazione.
La forza delle piante si è poi trasformata in energia vitale, in desiderio di verità…
Mi sono trasformato ed ho capito la mia essenza vegetale.
In onore allo splendore celeste delle piante, vero collegamento tra la terra e il cielo.
Studio e ricerco l’equilibrio interno ed esterno.
Nella speranza di capire molto più di me e di quello che mi circonda

Mi sono diplomato al corso di illustrazione della Scuola d’arti applicate del Castello Sforzesco di Milano.
Espongo in fiere, feste di paese e sale mostre.
Dalla Villa Casati di Cologno Monzese alla festa di zona del Naviglio Martesana.
Collaboro con vari enti pubblici e dipingo dal vivo.
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