Intercultura Cem Mondialità, per l'educazione interculturale

Sections

Personal tools

You are here: Pagina principale => Rivista => Arretrati 2006 => Agosto-Sett. => Interculturafase2 Agosto/Settembre 2006
[



CSAM
]



[ Missionari Saveriani ]



[ Missione Oggi ]



[ Video Mission ]



[ Libreria dei Popoli ]



[ San Cristo ]



[ Missione giovani ]



[ Missionari Saveriani Italia ]
 

Interculturafase2 Agosto/Settembre 2006

Document Actions

Lucrezia Pedrali   Intercultura fase2

Le scelte

Lucrezia Pedrali

Durante il secolo scorso l’uomo ha appreso come controllare la materia inerte, come scomporla e riaggregarla in modo da ottenere strumenti, prodotti, macchine sempre più in grado di allargare le sue possibilità e il suo dominio sulla natura. La tradizionale dicotomia tra la scienza, ricerca disinteressata rivolta alla conoscenza e la tecnica, applicazione dei risultati della ricerca finalizzata alla realizzazione di strumenti, è venuta a cadere e ha trascinato con sé la distinzione tra fatti e valori, fra tecnoscienza ed etica. Queste evoluzioni hanno avuto e avranno un effetto dirompente sul nostro futuro e interrogano anche la scuola nei suoi concreti atti quotidiani. Come formare i futuri cittadini e in rapporto a quali valori? In altri termini: che significato pedagogico assumono le parole Bene e Male nell’attuale contesto?

La scuola sembra vivere il presente con un certo disorientamento; si percepisce con disagio la richiesta da parte del mondo economico di fornire saperi e conoscenze utili al mercato e quindi già orientati, eterodiretti, identificati, proprio nella loro dimensione di utilità, con il bene. Si avverte la necessità di resistere e di ridefinire il proprio ruolo di istituzione pubblica, promotrice di accesso alla cultura per tutti. Le difficoltà si ripropongono però nel ripensare la fisionomia dei «tutti» e il significato di cultura. La pluralità dei soggetti, le complesse appartenenze familiari, sociali, religiose, linguistiche, comportano come conseguenza prima, la necessità di ripensare all'esperienza della scuola come momento di co-costruzione della conoscenza in permanente condizione di confronto (talvolta assai faticoso) e di cooperazione. Possiamo assumere quindi come Bene il fare e il riflettere condiviso, cioè la condizione obbligata di dialogo e di interazione fra i soggetti differenti e fra i soggetti in apprendimento e le conoscenze. Bene è ciò che mi mette in relazione e consente il rapporto, non necessariamente facile o scontato, con la realtà esterna, è ciò che mi costringe a ripensare alla mia identità e alle mie appartenenze in relazione a quelle di altri, riconoscendo la legittimità della differenza. La scuola sceglie il bene quando probabilmente si orienta verso la prospettiva della educazione alla responsabilità: contro l’idea della ineluttabilità si rivaluta il senso del gesto individuale, delle decisioni quotidiane che concorrono alla formazione di un sentire articolato e partecipe nei confronti della realtà. Paradossalmente l'immaginario individuale, modellato mediaticamente, rende assai più complicato questo processo di riconoscimento del proprio diretto rapporto con le grandi sfide del nostro tempo. L’illusione di conoscere tutto, di avere il mondo a portata di mano (o di telecomando) facilita la costruzione di un pensiero privo di spessore e poco incline alla individuazione delle componenti complesse che governano la realtà.

A partire dalle prime, piccole esperienze di conoscenza che la scuola deve proporre è la chiave della interpretazione sulla quale porre maggiore attenzione piuttosto che sugli aspetti quantitativi.
Maturare la capacità di scegliere significa anche possedere le necessarie conoscenze per essere in grado di decidere consapevolmente o meglio, essere in grado di organizzare la ricerca delle informazioni che sono necessarie alla scelta.

Educare alla scelta impone alla scuola di dover decidere a sua volta la cornice di riferimento sul piano dell'impegno etico. Non esiste la neutralità nel fatto educativo, ogni gesto produce un esito realizzando una modificazione sia sul piano cognitivo che esistenziale. Il senso di questa modificazione va individuato consapevolmente da parte dell'educatore rendendo quindi esplicita l'intenzionalità talvolta inespressa e poco articolata.

I grandi valori di riferimento comune sono da considerarsi come organizzati in una rete a a maglie larghe per permettere la più ampia condivisione. Si possono individuare alcuni nuclei fondamentali:

  • la costruzione dell’identità planetaria, la scoperta dell’interdipendenza tra aree geografiche, economiche, culturali diverse e dei rapporti che intercorrono tra le scelte individuali e collettive la possibilità di un futuro per tutta l'umanità;
  • l’ambito dei diritti umani sanciti dalle grandi dichiarazioni universali e tradotti nelle varie costituzioni democratiche e contemporaneamente dei diritti sociali (il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione, all’accesso all’informazione);
  • il riconoscimento della pluralità di forme di vita, di culture, di individui.

Non sono ambiti alieni dall’esperienza dei bambini, al contrario. L’abitudine al confronto e alla relazione come strategia metodologica quotidiana anche nell’ambito disciplinare, educa nel tempo al riconoscimento della complessità.

Per poter scegliere, l’alunno deve maturare un io cosciente in grado di interrogarsi e di interrogare la realtà e quindi si rende opportuna una didattica che tenga in grande conto gli aspetti metacognitivi dell’apprendere e abitui alla riflessione sul senso del conoscere , sulla capacità di argomentare e mettere in discussione, sul piacere della conoscenza da un lato e sul valore del dubbio dall'altro, facilitando il percorso dal mondo delle categorie empiriche a quello della formalizzazione.

La dimensione metacognitiva favorisce l’esplicitazione delle idee e dei valori presenti nell’esperienza personale mentre la pratica dialogica consente di apprezzare il valore della diversità nella dialettica identità/alterità e di praticare l’impegno personale empatico.

Per poter scegliere è necessario l'esercizio al confronto delle opinioni e delle esperienze, al riconoscimento dei differenti punti di vista, alla motivazione delle proprie affermazioni, alla presa di coscienza delle implicazioni e delle conseguenze di un determinato modo di pensare sulla propria e altrui esistenza.

Dopo tante riflessioni sul concetto di identità, sulle sue caratteristiche e sui suoi elementi costitutivi forse è opportuno, in questo contesto, pensare ad una identità più capace di dubbio e di relatività, meno tesa alla affermazione di sé e più disponibile a sopportare il disagio del conflitto e capace di soluzioni più creative e spiazzanti, meno seriosa e più in grado di giocare con le mille possibilità offerte dalla scoperta del mondo.

Anche la nostra identità professionale ha bisogno di essere rivista in questa direzione. Forse la crisi di senso che molti insegnanti attraversano in questo tempo è legata ad un immaginario professionale che non funziona più: negli alunni si sono modificati in tempi rapidissimi stili cognitivi, strutture percettive e logiche, la dimensione quantitativa dei dati disciplinari è aumentata a dismisura, è difficile decidere quali competenze, saperi, contenuti, metodi, siano da privilegiare. Prendiamoci il tempo di osservare per capire, di ripensare in modo più consapevole le ragioni del nostro lavoro e poi per scegliere, inevitabilmente, ma con maggiore consapevolezza e maggior fiducia.

©Cem Mondialità
« Febbraio 2012 »
do lu ma me gi ve sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29      
11-02-2012
09:30-18:00 Nel Mare di Mezzo Nord Africa-Europa: Paure incertezze speranze
14-02-2012
18:00-20:00 Caro autore ti chiedo... Una serata d'inverno a San Cristo
28-02-2012
18:00-20:00 Caro autore ti chiedo... Una serata d'inverno a San Cristo
Prossimi eventi
Nel Mare di Mezzo Nord Africa-Europa: Paure incertezze speranze
Auditorium San Fedele, via Hoepli 3/b – 20121 Milano,
11-02-2012
Caro autore ti chiedo... Una serata d'inverno a San Cristo
Chiesa di San Cristo - Via Piamarta 9 - Brescia,
14-02-2012
Caro autore ti chiedo... Una serata d'inverno a San Cristo
Chiesa di San Cristo - Via Piamarta 9 - Brescia,
28-02-2012
CONVEGNO 70° ANNIVERSARIO CEM MONDIALITÀ
Casa dei Missionari Saveriani - Viale S. Martino, 8 - 43100 Parma,
17-03-2012
Cerca nel sito
 
 

CEM Centro educazione alla Mondialità
via Piamarta, 9 - 25121 Brescia - tel +39 030 3772780 - fax +39 030 3772781 - email: cemsegreteria@saveriani.bs.it

siti al TOP