Storia del CEM Aprile 2006
Storia del CEM
Proposte didattiche
A cura di Antonella FucecchiVarie sono le possibilità di lavorare a scuola con il simbolo che costituisce una potente espressione dell'immaginario e un collante psicologico di straordinaria efficacia:
- un primo approccio può essere etimologico: il termine risale al greco e si compone del preverbio sun, insieme e il verbo ballo letteralmente scagliare: la combinazione indica il “prendere e tenere insieme”, il raccogliere e tenere uniti significati, valori, appartenenze, radici, identità;
- anticamente sumbolon era la “tessera ospitalitatis”, cioè un anello o un altro contrassegno che veniva spezzato in due parti, conservate dalle famiglie per comprovare l'ospitalità data e ricevuta. L'anello svolge una importante funzione simbolica in un motivo letterario variamente presente nella tradizione europea: da Boccaccio a Lessing è interessante proporre la favole dei tre anelli contro la presunzione di essere unici depositari della verità.
- È possibile anche ripercorrere la storia di alcuni rilevanti simboli religiosi, politici, nazionali (dalla svastica al tao).
Per approfondire il dibattito sui simboli presentati nel dossier:
a) Le mutilazioni genitali femminili : sul tema è consigliabile la lettura antologica: coraggiose testimonianze di donne che hanno subito questa devastante menomazione psicofisica e sono state in grado di elaborarla.
- W. Dirie e C. Miller, Fiore del deserto , Garzanti, Milano 1998
- W. Dirie e Jeanne D'Haem, Alba nel deserto , Garzanti, Milano 2002. L'autrice del testo è una top model sottoposta al terribile trattamento all'età di cinque anni. Traspira amore per le origini africane e dolore per l'irreparabile perdita. Oggi è ambasciatrice ONU per i diritti delle donne africane.
- M. Mazzetti (a cura di), Senza le ali. Le mutilazioni genitali femminili , Franco Angeli, Milano 2000.
- Campagna di informazione contro le mutilazioni dei genitali delle bambine africane, Aidos, Roma 2000.
b) Il cristallo rosso: L'emblema della Croce Rossa su fondo bianco fu scelto non per ragioni religiose, ma per render omaggio alla Svizzera, patria di Henry Dunant, fondatore del Movimento; è possibile lavorare in classe ripercorrendo la storia di Dunant e del Movimento ( vedi il sito ufficiale ). È opportuno anche affrontare la lettura della Convenzione di Ginevra e presentarla in classe
- Si suggerisce anche di recuperare storie dimenticate o rimosse, come quelle di medici eroici o di coloro che con espressione dal sapore antico venivano chiamati “benefattori dell'umanità”.
c) Halloween: il caso dell'infiltrazione di questa tradizione di antica origine celtica è interessante come esempio di “contagio memetico” e operazione di marketing. Facilmente reperibile in italiano è: D. Le Guay, La faccia nascosta di Halloween , Elledici, Torino 2004. L'autore cristiano denuncia la straordinaria arrendevolezza manifestata dal mondo dell'istruzione nei confronti dell'arrembaggio di scheletri, zucche e streghe, ed invoca “un principio di precauzione per l'immaginario”. Infatti Halloween sembra incoraggiare un approccio con il mondo dell'occulto che potrebbe aprire la strada ad altre esperienze ben più pericolose. Sui “memi” come virus e geni culturali, autori di straordinari contagi e trasmissioni culturali, si consiglia la lettura di F. Ianneo, Memetica, Castelvecchi, Roma 2005.
d) Rapporto della Commissione Stasi può aiutare la lettura di alcuni libri
- A.A.VV., Rapporto sulla laicità- Il testo della commissione francese Stasi , Scheiwiller, 2004.
- M Sebban Lechaim, A tutte le vite , Nutrimenti 2005 (sul clima che si respira nel mondo scolastico e nelle banlieues). È la testimonianza di un professore ebreo di origine algerina in una scuola di frontiera frequentata da giovani immigrati musulmani di seconda generazione. Lettura scorrevole, atmosfera di Pennac e della saga di Belleville, ma con maggiore amarezza e assai minore solidarietà.
- Niente da nascondere , film con Daniel Auteil e Juliette Binoche regia di M. Haneke, premiato a Cannes 2005. Tratta del rapporto conflittuale che l'inconscio collettivo francese ha nei confronti del passato coloniale.
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