Intercultura Cem Mondialità, per l'educazione interculturale

Sections

Personal tools

You are here: Pagina principale => Rivista => Arretrati 2006 => Aprile => Editoriale Aprile 2006
[



CSAM
]



[ Missionari Saveriani ]



[ Missione Oggi ]



[ Video Mission ]



[ Libreria dei Popoli ]



[ San Cristo ]



[ Missione giovani ]



[ Missionari Saveriani Italia ]
 

Editoriale Aprile 2006

Document Actions

Brunetto Salvarani   Editoriale

Quant'è bella la lentezza...

Brunetto Salvarani

È uscito da un paio di mesi l'ultimo CD di Ivano Fossati, L'arcangelo , contenente un brano che vorrei eleggere ad inno della nostra voglia di una scuola diversa. S'intitola Il battito , e si scaglia contro la cultura della superficialità, di quell'esigenza di sintesi estrema che sconfina nella cialtroneria ("Costruiremo una cultura rapida ed estetica/voglio una cultura davvero inapparente"). I temi del linguaggio stanno molto a cuore al cantautore genovese, e sarebbe opportuno prendere sul serio il suo avvertimento sul fatto che stiamo comprimendo troppo la lingua, nella smania di voler sintetizzare ad ogni costo, di macinare le cose prima di averle almeno capite: quasi che dovessimo parlare tutti a colpi di e-mail e di SMS . " Il battito - egli spiega - è dedicata all'estrema sintesi cui chi fa il mio mestiere è costretto. Ci viene richiesto d'essere rapidi col pensiero e veloci con le parole, ma non è giusto chiederci di essere maestri di sintesi 365 giorni l'anno. Di conseguenza, se ci accontentiamo di segni e slogan, anche il pensiero si restringe e diventa piccolo. Eccoci qua, tanti piccoli MP3". Sante parole!


Fra gli alleati potenziali dell'itinerario che CEM Mondialità sta quest'anno dedicando al ripristino di una scuola difficile , credo sia corretto annoverare anche Franco Cassano, docente di sociologia della conoscenza all'Università di Bari e autore di volumi che ci hanno segnato, da Approssimazione. Esercizi di esperienza dell'altro e Il pensiero meridiano . Mi rifaccio, in particolare, ad un suo breve articolo comparso qualche tempo fa sulla rivista Vita e Pensiero col titolo Scuola, anima e naftalina. Perché la riforma non basta , che ritengo fotografi appieno le ragioni del nostro attuale disorientamento. Si tratta di una difesa appassionata dell' inattualità della scuola, con l'obiettivo di rilanciare un sistema dell'istruzione che sembra condannato - come sa bene chi ci vive dentro da anni - alla depressione e all'apatia. Secondo Cassano, la scuola non deve essere solo giudicata dai tempi, ma è chiamata ad offrire criteri per giudicarli: "se si pensa che essa debba rincorrere la società si è già smesso di giudicare e di pensare, si è già definito per la scuola un ruolo marginale e subalterno e allora bisognerebbe avere il coraggio di abolirla perché rispetto alla domanda dei tempi (ma non solo rispetto a quella) essa è noiosa, chiusa su se stessa, e arretrata". Attributi che descrivono sicuramente alcuni dei mali delle nostre istituzioni scolastiche, ma la loro ripetizione ossessiva e il nuovo che dovrebbe redimerla sembrano puri figli dell'ideologia della rincorsa, dell'adeguamento affannoso al ritmo dei tempi, proiezioni di un'ideologia tecnocratica oppure storicistica entrambe convinte che al mondo spettino in dote delle magnifiche sorti e progressive …


Ma altre sue sottolineature andrebbero riprese. In primo luogo, l'ipotesi che occorra partire da un'idea alta della scuola, al contrario di quello che accade nella riforma Moratti, che invece - almeno ai miei occhi - gioca al ribasso, al di là di alcuni pseudoammodernamenti siglati da termini inglesi o tratti dal codice linguistico dell'aziendalismo. In seconda battuta, la necessità di preservare il fatto che, all'interno della scuola, dominano ancora, nonostante tutto, rapporti sociali non mercificati: in essa, in altri termini, si presuppone l'esistenza di beni collettivi da tutelare e da trasmettere senza che tali beni debbano passare attraverso l'approvazione del mercato. Diciamolo chiaramente: in teoria la scuola è, e dovrebbe rimanere, un'istituzione splendidamente obsoleta e inattuale, in tempi in cui la produzione e il mercato paiono essere gli unici parametri della cultura. "In essa - scrive Cassano - si può e si deve procedere lentamente: la lentezza va difesa come un patrimonio culturale inestimabile contro l'ossessione dei mille aggiornamenti, contro l'intensificazione dei ritmi, contro l'eterna ideologia del ritardo rispetto a un mondo esterno vivo, veloce, efficiente, innovativo, competitivo, professionale, pretendente, esigente, arrogante e deficiente". Fino al rischio di far diventare tutte le nostre discipline, come suggerisce Paul Virilio, delle mere appendici della dromologia , la scienza della corsa.


©Cem Mondialità
« Settembre 2014 »
do lu ma me gi ve sa
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
Cerca nel sito
 
 

CEM Centro educazione alla Mondialità
via Piamarta, 9 - 25121 Brescia - tel +39 030 3772780 - fax +39 030 3772781 - email: cemsegreteria@saveriani.bs.it

siti al TOP