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Interculturafase2 Aprile 2006

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Francesca Gobbo   Intercultura fase2

Quotidiana diversità, ricerca e intercultura

Francesca Gobbo

Perché, occupandomi di intercultura, fare una ricerca tra alcune famiglie di “attrazionisti viaggianti” veneti? L'indagine etnografica, svolta tra il 1999 e il 2001, aveva l'obiettivo di capire quale sia e come si svolga l'esperienza scolastica quando alunne e alunni italiani, per il nomadismo richiesto dal lavoro della famiglia, migrano da una scuola all'altra, e la frequentano per circa una settimana, ad eccezione della sosta invernale quando invece si trattengono in una sola per più settimane. E' dunque in gioco - come sanno gli insegnanti che incontrano questi alunni anno dopo anno fino al completamento dell'obbligo - un principio fondante della nostra vita civile: il diritto all'educazione e il diritto alla sua realizzazione (Gobbo, 2003).

In Europa e a livello internazionale, gli attrazionisti viaggianti (giostrai e circensi) sono definiti come minoranza occupazionale, che in Italia è riconosciuta, anche per la sua “funzione sociale”, da una legge del 1968. Le ricerche internazionali sulla popolazione scolastica itinerante evidenziano la discontinuità tra lo stile di vita e lavoro di queste famiglie e quello della scuola, rivolto ad una popolazione sedentaria, come pure l'apprendimento frammentato che ne risulta. Anche gli adulti e i giovani che ho intervistato avevano avuto un'esperienza scolastica frammentata, tuttavia la maggioranza di loro ribadiva l'importanza della scuola, anche per affinare le abilità sociali loro richieste nel rapporto con le amministrazioni locali, il pubblico e i diversi “esperti” di problemi tecnici o meccanici.

Ma in antropologia, e in intercultura, la scuola, pur determinante per la vita di ciascuno, e un suo diritto, non esaurisce tutta l'esperienza educativa. Così un altro mio obiettivo era apprendere che cosa significasse, per giovani e adulti che generosamente mi dedicavano il loro tempo per spiegarmelo, vivere una vita nomade (vi sono comportamenti e valori differenti da quelli presenti nella popolazione sedentaria? Come sono trasmessi e appresi? Come ci si immagina il futuro? ad esempio) e avere una famiglia, dei figli da educare, cui in futuro passare il “testimone”, come quasi sempre avviene.

Inoltre, quando si parla di attrazionisti viaggianti si pensa ai sinti, perché molte famiglie in questo settore lo sono, o hanno qualche antenato sinto. In Veneto però altrettante discendono da “fermi” (come sono chiamati i concittadini sedentari), di solito contadini, ma anche artigiani, operai, ambulanti, che ad un certo punto della propria vita decidono di mettersi in viaggio. Bergantino, nella provincia di Rovigo, è un esempio famoso: dopo la fine della seconda guerra mondiale, molti abitanti si trasformarono da contadini, di solito a mezzadria, in “viaggianti”, seguendo l'esempio di tre di loro che, dotati di inventiva e iniziativa, avevano cominciato a costruire giostre e a partecipare alle sagre locali (Sivestrini, a cura di, 2000).

Fare ricerca etnografica tra gli attrazionisti viaggianti è stata una via per capire e problematizzare gli elementi culturali che ora differenziano ora accomunano “loro”, “nomadi” e “noi”, “fermi”, e per esplorare il senso del lavoro e della vita di coloro spesso immaginato attraverso stereotipi e pregiudizi che non distinguono fra gli appartenenti a questa minoranza, come invece molti di “loro” richiedono. Inoltre, dare voce alle loro riflessioni sull'esperienza scolastica ed educativa, sulle strategie sociali e familiari per conquistare la fiducia dei sedentari, sul significato di lavoro ed educazione, diventa un modo per capire come differenze culturali, e loro riconoscimento, pongano anche sempre una domanda di giustizia sociale, cioè di effettiva uguaglianza, e l'urgenza di provvedervi.

Bibliografia

Gobbo F. (2003), “C'è una giostra nel futuro? Esperienza scolastica e processo di inculturazione in una minoranza occupazionale nomade”, in Gobbo F., a cura di, Etnografia dell'educazione in Europa. Soggetti, contesti, questioni metodologiche , Edizioni Unicopli, Milano, 2003, pp. 209-245.

Silvestrini E., a cura di (2000), Gente del viaggio. Storie di vita, immagini e macchine degli spettacoli viaggianti di Bergantino, Pàtron Editore, Bologna 2001.


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