Interculturafase2 Gennaio 2006
Intercultura fase2
E-lerning in plurilingua
Aluisi Tosolini
L’e-learning, ovvero l’apprendimento on line mediato dal computer, è uno strumento sempre più apprezzato dai docenti italiani, come ha recentemente evidenziato la ricerca realizzata da ANEE (http://www.anee.it ). Sino a poco tempo fa, tuttavia, le piattaforme di e-learning erano utilizzate soprattutto all’interno della comunità docenti e solo raramente erano rivolte agli studenti. Negli ultimi mesi, invece, si sono moltiplicate le offerte di corsi rivolti a studenti gestiti sia dalle scuole di appartenenza degli studenti stessi che da MIUR e INDIRE. Molti, leggendo, staranno forse già storcendo il naso pensando che la comunicazione mediata da computer sia una sorta di surrogato della comunicazione “vera” e che non possa in alcun modo sostituire la ricchezza e la densità di una lezione dal vivo. Di certo l’e-learning non può essere né assolutizzato né tanto meno mitizzato: Ma nemmeno demonizzato in via pregiudiziale, come ancora avviene troppo spesso soprattutto negli ambienti di matrice solidaristica. Tra le poche eccezioni, in questo mondo, il sito http://www.volint.it della Ong VIS che, utilizzando la piattaforma Edulife propone ben 10 corsi di formazione in modalità e-learning, e l’Ong, CEVI di Udine, che propone corsi di formazione ed aggiornamento online utilizzando invece piattaforme opensource, prima spaghettileaerning ed ora dokeos (http://elearning.cevi.coop). In termini generali una piattaforma di elearning permette di svolgere ed amministrare 6 fondamentali funzioni:
-
definizione della struttura del corso
-
erogazione dei materiali didattici e creazione di percorsi formativi adattabili
-
gestione della “classe virtuale”, definizione del profilo personale dei partecipanti e gestione delle interazioni e della cooperazione mediante costituzione di gruppi di lavoro.
-
gestione della comunicazione e dell’interazione tramite messaggistica: posta elettronica, forum, chat, e video-conferenze.
-
verifica dell’apprendimento con la possibilità di progettare test e verifiche di valutazione delle conoscenze acquisite.
-
gestione di rapporti statistici relativi alle attività svolte da docenti e studenti.
Ovviamente un percorso educativo che utilizza la modalità e-learning non deve necessariamente essere realizzato tutto a distanza. Molto spesso, soprattutto a livello scolastico, i percorsi elearning sono utilizzati in modalità mista (blended) o come supporto al lavoro in presenza. Tra le piattaforme open source (e quindi gratuite) le più note e diffuse sono ATutor, Claroline, DoceboLMS, Dokeos e Moodle. Una piattaforma per l’e-learning si presta inoltre ad una molteplicità di usi. La cosa fondamentale consiste nel non pensarla e gestirla come una normale classe in presenza, magari una classe in cui la didattica si fonda solo sulla lezione frontale. Una piattaforma, infatti, è soprattutto un ambiente che può permettere l’interazione tra i soggetti che vi partecipano ed una gestione condivisa di materiali, percorsi, progetti. Le ultime versioni delle piattaforme si definiscono infatti anche come content management, ovvero come ambiente che supporta la strutturazione, la costruzione e la condivisione di materiali. Ciò rende possibile, ad esempio, l’utilizzo di una piattaforma come ambiente in cui classi diverse, localizzate in punti diversi del globo, lavorano ad uno stesso progetto educativo e didattico. Il che, sul versante della dimensione interculturale intesa come co-costruzione di un mondo e di una società fondati sulla pluralità di approcci, sulla capacità di relazioni dense, sul lavoro comune a medesimi progetti, mi sembra un’ottima prospettiva da indagare ulteriormente. E da sperimentare.
Intercultura fase2