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Il resto del mondo Gennaio 2006

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   Il "resto del mondo"

L’UNESCO sulla diversità culturale

Alessio Surian

 

L’UNESCO dà seguito alla Dichiarazione Universale sulla diversità culturale. Nella sua 33ª sessione, celebrata ad ottobre nella sede dell'UNESCO a Parigi, la Conferenza Generale ha adottato la Convenzione per la Protezione della Diversità dei Contenuti Culturali e delle Espressioni Artistiche (e il rapporto del Direttore-Generale con riguardo questo strumento legale). La Convenzione adotta i diritti e doveri delle parti per proteggere e promuovere la diversità delle espressioni culturali. Le azioni previste hanno l'obiettivo di difendere la creatività umana considerata come patrimonio comune dell'umanità attraverso il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Si tratta di un appello ai Paesi membri e ai diversi attori in questo ambito affinché sviluppino politiche culturali riaffermando i legami tra cultura, sviluppo e dialogo e rinforzo della cooperazione internazionale. È prevista la costituzione di un fondo monetario per migliorare le misure e le politiche con speciale riguardo alle attività dei paesi in via di sviluppo. La Convenzione, che ha incontrato resistenze da parte dei rappresentanti di Stati Uniti e Israele, è stata elaborata per mettere in pratica i principi della Dichiarazione Universale sulla diversità culturale adottata nel 2001 per l'UNESCO. Il desiderio di adottare uno strumento legale standard e vincolante per la diversità culturale è stato espresso in particolare per rispondere alle minacce che incombono sulla diversità culturale attraverso i processi di globalizzazione. Entrerà in vigore dopo tre mesi dalla ratifica di almeno 30 Stati.

La Dichiarazione universale sulla diversità culturale comprende 12 articoli e comincia paragonando diversità culturale e biologica:
La cultura assume forme diverse attraverso il tempo e lo spazio. Questa diversità si incarna
nell’unicità e nella pluralità delle identità dei gruppi e delle società che costituiscono l’umanità. Come fonte di scambio, innovazione e creatività, la diversità culturale è necessaria per l’umanità quanto la biodiversità per la natura. In questo senso, è il patrimonio comune dell’umanità e dovrebbe essere riconosciuta e affermata per il bene delle generazioni presenti e future.

Ulteriori informazioni:
www.unesco.org/culture
http://unesdoc.unesco.org/images/0012/001271/127160m.pdf

L’UNIONE EUROPEA PROMUOVE OCCASIONI DI DIALOGO E DIBATTITO INTERNO

Avanti con il Piano D

Dopo le bocciature dei recenti referendum francese e olandese, la Commissione ha proposto il 13 ottobre il Piano D. D come democrazia, dialogo e dibattito, un modo per riattivare un ampio dibattito all’interno dell’Unione Europea sulle istituzioni democratiche, attraverso iniziative e momenti di riflessione a livello europeo e nazionale.

Ulteriori informazioni: http://europa.eu.int/comm/commission_barroso/wallstrom/pdf/communication_planD_en.pdf

L’Europa cambia?

Un modo concreto di riflettere in chiave interculturale sui valori europei è Europe for a Change, un progetto pan-europeo, iniziativa dell’European Youth Card Association (EYCA) che ha incontrato il sostegno della Commissione Europea. La prima parte del progetto, nel biennio 2003-2005 ha coinvolto oltre 20 millioni di giovani europei, soprattutto attraverso i vari canali di EURO<26, la European Youth Card. Questa prima parte era mirata a far emergere le speranze e i sogni degli europei nel momento in cui l’Unione Europea passava da 15 a 25 Stati Membri. Europe for a Change II cerca, invece, di esplorare I valori di riferimento dei giovani e di capire se sia cambiato qualcosa nelle loro vite dopo il primo maggio 2004.

Per votare (in inglese):
http://www.change-europe.org/?page_l=vote1&page_r=vote1

2008: anno europeo del dialogo interculturale

Per chi ama pensare a medio termine, in tema di dialogo, il 5 ottobre la Commissione Europea ha accolto la proposta del commissario per l’educazione e la cultura Jan Figel di dichiarare il 2008 anno europeo del dialogo interculturale, con l’obiettivo sia di dare maggiore efficacia ai programmi che promuovono le relazioni interculturali, sia di incoraggiare la dimensione interculturale della cittadinanza attiva.

Per maggiori informazioni:
http://europa.eu.int/comm/culture/portal/index_en.htm

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