Interculturafase2 Giugno 2006
Intercultura fase2
La gita a piedi camminando lentamente
Gianfranco ZavalloniC’è un’associazione che da 12 anni, in Italia, propone un modo nuovo (e nel contempo antico) di essere turisti. Questa associazione si chiama La Boscaglia e propone “viaggi a piedi”. Il “camminare lenti” è il metodo di questi moderni turisti-pellegrini-nomadi-viandanti, che hanno scelto come slogan il motto di Alex Langer “lentius, profundis, suavis” (più lenti, più profondi, più dolci). Il vero scopo del viaggio non è quindi “arrivare”, ma “camminare”, non è la “meta”, ma il “percorso”, non è il “dove”, ma il “come”.
Se chiediamo agli studenti delle nostre scuole qual è l’esperienza più significativa della “gita scolastica”, raramente ci sentiremo rispondere “…il luogo, la località, il museo visitato, la mostra vista”. Le risposte che ci sentiamo dare sono tutte centrate sul clima della classe, la situazione, lo stare insieme con i compagni, il tempo passato insieme in modo diverso dalla solita routine scolastica.
Ecco, credo che dobbiamo riflettere su questo e far sì che la gita divenga sempre più un’occasione per vivere l’importanza del cammino e non dell’arrivo. Viene alla memoria il bellissimo film La gita scolastica, di Pupi Avati, dove una classe di quinta liceo, per premio, vince una gita a piedi, di più giorni, da Bologna a Firenze. Nel film, se ben ricordo, nemmeno appare Firenze. Tutto è centrato sull’andare, sulla magia del cammino, sugli imprevisti incontri, sulle relazioni fra i camminatori.
Da qui la mia proposta alle scuole italiane, dalle scuole d’infanzia alla secondarie di 2° grado: la gita scolastica a piedi.
Si parte da scuola: un buon paio di scarpe, una buona attrezzatura, uno zainetto o zaino, borraccia, cappellino, occhiali… poi via, alla scoperta di spazi, luoghi e incontri “talmente vicini” che spesso ci sfuggono a causa del dis-orientamento o del poco tempo che i mezzi di comunicazione troppo veloci (auto, telefono, internet…) ci lasciano. Sono convinto che la gita scolastica, partendo da scuola e camminando a piedi, sia un’opportunità per i ragazzi e le ragazze delle classi, per conoscersi meglio, per rispettarsi maggiormente, per accettare il passo lento del più debole, per scoprire un mondo imprevisto a noi vicino. Altri vantaggi immediati li possiamo subito constatare: abbattimento non indifferente di costi, riduzione di inquinamento, minor consumo di un bene prezioso qual è il petrolio.
Ci sembra poco?
Attendo Vostre considerazioni, ma soprattutto “diari delle Vostre gite scolastiche a piedi”.
Web: scuolacreativa.itE-mail: burattini@libero.it