Interculturafase2 Ottobre 2006
Intercultura fase2
Conectando Mondos
Aluisi TosoliniIl mondo, come scrive Jeremy Rifkin, può essere diviso tra chi è connesso e chi no, chi è in rete e chi no: è il tema del cosiddetto digital divide. Ma essere connessi non basta, come sanno bene i computer di molte scuole e gli insegnanti che li osservano invecchiare e diventare obsoleti senza sapere bene che farsene.
La tecnologia non basta. Come non basta la connessione. Occorre infatti dirsi a che scopo si è connessi, con chi si è connessi e per quale finalità educative e formative, quale spazio/ambiente si intende creare e costruire assieme. È necessario, insomma, un pensiero formativo.
Un esempio intelligente di uso della connessione e della rete è rappresentato da un progetto realizzato da tre ong europe (la spagnola Intermon Oxfam, l’italiana Ucodep, la maltese Inizjamed) e reperibile al sito www.conectandomundos.org
Si tratta della creazione di uno spazio di partecipazione e interscambio attraverso le nuove Tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Uno spazio alternativo per la partecipazione e l’interscambio tra alunni e alunne di differenti realtà geografiche, culturali, economiche e sociali.
L’edizione 2005/6 si è concentrata sui temi della povertà e della disuguaglianza nell’ottica della formazione alla cittadinanza globale.
Le attività proposte sono concepite per essere realizzate tramite Internet, ma tutto il lavoro ha il suo necessario complemento in aula. L’obiettivo di Conectando Mundos è accrescere nei partecipanti la conoscenza dei diversi modi di intendere il mondo, ma anche la capacità di discutere e arrivare a punti di incontro sia con i partecipanti virtuali sia con i propri compagni/e di classe.
Il lavoro d’interscambio e di dibattito in rete permette così di entrare a contatto con persone che vivono in ambienti lontani aiutando gli studenti a creare diverse comunità di apprendimento, nelle quali si raggruppano alunni e alunne della stessa età provenienti da punti geografici differenti. In queste comunità, e grazie a strumenti di partecipazione come forum, gli alunni/e possono comunicare con il resto dei/delle partecipanti e realizzare attività di carattere collaborativo.
Aperto ad alunni dai 6 ai 17 anni, il progetto utilizza quattro diverse lingue ed ha visto impegnati, nel passato anno scolastico ben 8 mila studenti suddivisi in squadre di lavoro di 8 gruppi classe.
Supportato da un percorso di formazione rivolto ai docenti, il progetto ha permesso, grazie al lavoro realizzato in classe e a quello attraverso Internet, di giungere a punti di consenso ed all’elaborazione di conclusioni ed impegni comuni in ordine alla cittadinanza globale ed alla lotta alla povertà ed alle disuguaglianze.
Un esempio di come la rete, connettendo mondi, permetta di immaginare mondi nuovi.
Intercultura fase2