Dossier Agosto-settembre 2007
Dossier
Che ne è dell’uomo nell’era della tecnica?
Antonio NanniFacciamo fatica a credere che le trasformazioni in corso ci stiano portando al di là dell’umano e che l’era dell’uomo biologico sia già alle nostre spalle.
Entrare in questo ordine di idee provoca in me, come forse in tanti di noi, una sensazione di vertigine, una sorta di capogiro come se da «esseri» che appartengono ad un’altra specie, quella post-umana, ripensiamo a quel tempo (giurassico) in cui eravamo semplicemente e naturalmente uomini e donne biologici, cioè primitivi.
Ora il problema che appare davanti a chi, come noi, deve esercitare non tanto il ruolo di ricercatore nel campo della scienza e della tecnica, ma quello di educatore nella scuola, nella famiglia o nell’associazionismo, è appunto quello di aprirci al Novum senza tradire e rinnegare l’Humanum ma trovando le ragioni per camminare avanti evitando sia una deriva tecno-fobica sia un’opposta deriva tecno-latrica. Né la paura, né l’infatuazione sono infatti le strade più efficaci per una buona educazione. Serve invece il discernimento, l’analisi critica, l’ascolto prima della scelta e, dunque, l’innovazione coraggiosa ma sempre equilibrata e umanizzante.
E se di un «umanesimo arricchito» si tratterà, ebbene, vogliamo capire attentamente in che cosa esso consista prima di decidere per il sì o per il no.