questo numero Agosto-Settembre 2007
Sommario
Questo numero
di Federico TagliaferriQuesto numero di CEM Mondialità introduce due importanti novità. La prima riguarda il contenuto: il presente fascicolo apre la serie dell’annata 2007-2008, dedicata al tema «Umano, disumano, post-umano. Corpo a corpo nell’educazione». La rivista entra dunque nel vivo di un argomento che presenta nuovi, appassionanti e attualissimi percorsi di ricerca.
La seconda novità, già annunciata nello scorso numero di giugno-luglio 2007 (dove a pag. 2 sono riportati i dettagli dei cambiamenti), è l’entrata a regime delle nuove rubriche che caratterizzano la prima parte della rivista, ora denominata «A scuola e oltre».
Ci auguriamo che i cambiamenti introdotti, frutto di una meditata analisi delle esigenze dei lettori, incontrino il vostro consenso. Critiche e suggerimenti sono sempre bene accetti: a questo proposito vi invitiamo a utilizzare per i vostri commenti la rubrica delle lettere alla redazione.
Il numero di agosto-settembre entra subito nel tema dell’annata con il dossier «Che ne è dell’uomo nell’era della tecnica?». «Facciamo fatica a credere che le trasformazioni in corso – scrive Antonio Nanni nell’introduzione – ci stiano portando al di là dell’umano e che l’era dell’uomo biologico sia già alle nostre spalle. Entrare in questo ordine di idee provoca in me, come forse in tanti di noi, una sensazione di vertigine, una sorta di capogiro come se da “esseri” che appartengono ad un’altra specie, quella post-umana, ripensiamo a quel tempo (giurassico) in cui eravamo semplicemente e naturalmente uomini e donne biologici, cioè primitivi». «Per chi svolge il ruolo di educatore nella scuola, nella famiglia o nell’associazionismo – prosegue Nanni – , si tratta di evitare sia una deriva tecno-fobica, sia un’opposta deriva tecno-latrica. Né la paura, né l’infatuazione sono infatti le strade più efficaci per una buona educazione. Serve invece il discernimento, l’analisi critica, l’ascolto prima della scelta e, dunque, l’innovazione coraggiosa ma sempre equilibrata e umanizzante».
È Antonella Fucecchi ad assumersi il compito di fare il primo passo su questa via impervia, offrendoci una prima riflessione intitolata «La fine dell’”homo biologicus”?», cui segue una scelta di testi antologici sull’argomento. Antonio Ferracin coglie l’occasione del recente film «300» per un’interessante disanima del corpo umano e della sua strumentalizzazione mediatica.
L’inserto centrale, dedicato alla «comunicazione interculturale», è affidato a Rita Vittori che ci parla del ruolo centrale del linguaggio nell’intercultura.
Nella sezione «Resto del mondo» segnaliamo l’avvio della nuova rubrica dell’etnomusicologo Luciano Bosi, «Nuovi suoni organizzati», e, per la serie «La scuola degli altri», la prima puntata dedicata all’Egitto, a firma dell’arabista Anna Maria Martelli.
Buona lettura, dunque, e benvenuti in un nuovo e rinnovato anno di CEM Mondialità!