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Il resto del mondo Agosto-Settembre 2007

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Lorezo Luatti   Letteratura per l'infanzia

Prove di seconda generazione. Randa Ghazy

di Lorenzo Luatti

A soli quindici anni, Randa Ghazy con il suo breve romanzo apparentemente solo per ragazzi, Sognando Palestina (Fabbri, Milano 2002), è diventata una ricercata protagonista di dibattiti sulla condizione di vita nella striscia di Gaza, sul divario tra occidente e islam.

Nata a Saronno da genitori egiziani, Ghazy si definisce «pseudo-italiana, pseudo-egiziana, ibrido non meglio identificato che prima di accettare ognuna delle sue due identità ha provato a conoscerle, immergendosi nei due diversi mondi e imparando ad accettare gli aspetti, le sfumature, e a levigarne i peggiori difetti». È questa tensione identitaria, culturale ma anche generazionale e di genere, che alimenta la scrittura della giovane scrittrice.

Il romanzo – un successo internazionale tradotto in quattordici lingue – narra la storia di un’amicizia tra un gruppo di ragazzi che vivono nei territori occupati, tra uomini-bomba e rastrellamenti, tra risate e una vita quasi-normale. E che si ritrovano a vivere insieme la stessa dolorosa esperienza: la guerra. Una guerra che essi non vogliono e non capiscono, o forse non vogliono neanche capire. Si può mai vivere una vita normale sotto coprifuoco, «sorridere e scherzare quando ogni giorno può essere l’ultimo»? Con semplicità e realismo, con ritmo incalzante, l’autrice ci catapulta in quel mondo, alternando parti di azione ed altre più riflessive, mostrando una notevole maturità letteraria e linguistica. Quando fu pubblicato in Francia, il libro scatenò il putiferio, con manifestazioni di protesta davanti alla casa editrice contro un testo considerato «un’apologia del terrorismo e della jihad».

Nel successivo Prova a sanguinare (Fabbri, Milano 2005), la scrittrice racconta l’incontro tra quattro giovani viaggiatori durante il tragitto in treno Milano-Roma: un’araba, un’ebrea, un americano e un nativo nordamericano. Durante il viaggio, i ragazzi si scambiano emozioni, pregiudizi, sentimenti, dolori, sogni e ideali. L’andare verso un «altrove» è la dimensione che guida i protagonisti del libro a superare le apparenze e scoprire che «l’altro» è una parte di noi; sprofondare, poi sanguinare, sentirsi fragili e così, incontrarsi per provare a costruire un nuovo sentiero, è la sfida da superare. La diversità culturale è la prova che i quattro giovani devono affrontare, e così scoprire che la vita è un viaggio dove l’incontro con l’altro è la meta che segna la crescita.

Il terzo romanzo, Oggi forse non ammazzo nessuno. Storie minime di una giovane musulmana stranamente non terrorista (Fabbri, Milano 2007), è una sorta di diario ironico e appassionato di una ventenne, Jasmina, milanese di origini arabe, sola, smarrita in un groviglio di contraddizioni identitarie, generazionali e culturali. Come ha scritto Raffaele Taddeo su El Ghibli, nel romanzo risalta la «disappartenenza» che emerge negli italiani i cui genitori provengono da altri paesi, specialmente del Sud del Mondo. Essi non riescono facilmente a collocarsi e a trovare la propria dimensione, stretti, fra legami familiari comunitari e richiami della cultura del paese ospitante, che non tollera comportamenti differenti. Si rischia di essere tacciati come diversi, mentre l’ansia giovanile è quella dell’omologazione. Quando poi le tensioni omologanti vengono frustrate il rischio è il ripiegamento su se stessi, sulla propria famiglia, sulle abitudini e culture etniche tradizionali, con la creazione di microsocietà che non comunicano fra di loro e che sono terreno fertile per scoppi di rivalità anche per semplici banalità. Nel complesso quest’ultima prova appare inferiore alle precedenti, benché costruita su un ritmo narrativo vivace e una scrittura espressionistica.

Siamo certi che di Ghazy sentiremo parlare ancora.

©Cem Mondialità

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