Il resto del mondo Agosto-Settembre 2007
Nuovi suoni organizzati
Nuovi suoni organizzati
di Luciano Bosi
Come preannunciato inizia con questo articolo il viaggio attraverso i suoni e i silenzi «altri».
Ho scelto di iniziare da due esperienze sonore agevoli, due ottimi lavori di recente pubblicazione e prezzo contenuto, facilmente reperibili e disponibili anche nella nostra Libreria dei Popoli di Brescia.
Baba Sissoko, discendente da una grande dinastia di griot del Mali, è un polistrumentista di fama internazionale che ha collaborato con artisti del calibro di Sting, Youssou N’Dour, Fela Kuti, Santana, Ali Farka Toure, Salif Keita, Art Ensemble Of Chicago, Ruben Gonzales, Dee Dee Bridgewater, Kaled.
È proprio ai griot che questo lavoro è dedicato, a questi cantori, suonatori, ma soprattutto esperti narratori che attraverso l’oralità tramandano e diffondono da sempre la storia e più in generale la cultura dei popoli e delle terre d’Africa.
Djekafo in lingua maliana significa incontro, unione ed è proprio ciò che Sissoko vuole celebrare con questo disco.
Con la collaborazione di 18 musicisti ci conduce attraverso le tradizioni sonore del suo paese in un paesaggio melodico ricco di sonorità morbide, ripetitive e contemplative ottenute grazie ad un abile alchimia acustica di timbri vocali e strumentali.
Djekafo Baba Sissoko, Cd 173 Il Manifesto 2007 (€ 10,00)
L’altro documento proviene da terre a noi familiari, ma non per questo conosciute: si tratta de I Tamburi della Sila, Antonio Bevacqua, Archivio Tradizioni Musicali/Calabria – Squilibri, Roma 2006 (libro + Cd € 16,00).
Un ottimo lavoro di etnomusicologia frutto di una ricerca sul campo condotta da Antonio Bevacqua supportata dalla ricca documentazione fotografica di Alessandro Mallamaci. Presenta una peculiare tradizione della Sila quella dei tummarini, suonatori di tammurro (tamburo militare) e grancascia (grancassa) che accompagnano le celebrazioni di carattere religioso e civile nell’area dei Casali di Cosenza. Il libro prende in esame diversi aspetti musicali e antropologici di questo fenomeno circoscritto ad alcuni paesi situati tra Cosenza e l’altipiano della Sila, con epicentro a Sant’Ippolito che insieme a Spezzano della Sila vantano la maggior presenza di suonatori. A Sant’Ippolito vive e lavora anche Ippolito Reda il più noto e abile costruttore di questi tamburi.
Nella seconda parte del volume ci viene offerta con oltre 70 pagine una ricca e preziosa documentazione fotografica.
Delle 34 tracce del CD allegato la maggior parte dei brani (27) è eseguita esclusivamente con tamburi e rappresenta l’intero repertorio svolto dai tammurrini: brevi brani registrati su richiesta che evidenziano la grande varietà di formule ritmiche utilizzate. Seguono 7 brani melodici di carattere tradizionale e/o popolare nei quali oltre ai tamburi troviamo la zampogna a chiave e la ciaramella (strumento simile all’oboe). In chiusura un brano di 10 minuti per solo tamburi registrato dal vivo durante la festa di San Francesco di Paola .
L’uso di grancasse e tamburi militari in ambito rituale è riconducibile a diverse tradizioni europee, tra le quali vorrei ricordare l’evento che si svolge a Calandra, città della Spagna centrale dove suonatori di grancasse (bombo) e tamburi militari (tambor) irrompono annunciando la Pasqua per le via della città, interrompendo il silenzio della Settimana Santa. Essi suonano per 24 ore ininterrottamente, dalle ore 12 del sabato a pochi minuti prima del mezzogiorno della domenica, quando un grande silenzio segue il frastuono di centinaia di tamburi e annuncia il suono liberatorio delle campane slegate dopo il raccoglimento che ha preceduto la Pasqua.

©Cem Mondialità
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