Il resto del mondo Aprile 2007
Il "resto del mondo"
Lo spirito della musica
di Andrea Raza
Non è un caso che il pifferaio magico e le mitologiche sirene incantassero ogni essere vivente con la musica dei loro strumenti e delle loro voci. Null’altro. Anch’io, come un topino ingenuo, mi lascio ammaliare dal potere magnetico di questa sublime espressione dell’animo umano. Come mi è accaduto pochi mesi fa: camminavo svelto nella stazione metropolitana della 42sima strada a New York, e con la massa andavo. Ecco che una melodia lontana si insinua gradualmente nelle mie orecchie e si impossessa della mia attenzione. È la voce di una donna. Non una voce qualunque, non una donna qualunque. Come rapito, mi stacco dalla corrente e come un salmone risalgo verso la sorgente di questi suoni che catturano la mia anima. La voce mi attira in un angolo della stazione affollata dove, come me, decine di altri topini si sono fatti rapire dal misterioso suono. È una Regina sul suo trono, se ne sta seduta di fronte a tutti noi su una vecchia sedia da giardino. Sta seduta immobile e canta, con la sua voce incanta. In quelle note c’è tutta la sua vita: la sua delusione, l’illusione di gloria, l’abbandono e la solitudine di donna. Rimango ad ascoltarla in silenzio e intimamente soffro con lei. Ecco il potere della musica, la magia di una voce umana e l’ipnosi di una melodia, che hanno per noi uomini un fascino eccezionale. Come spirito creato dal nulla, come opera divina, la musica prende forma dal vuoto, si ama, ci ama e ci riempie; la musica commuove, ci parla, ci raggiunge in luoghi dell’anima che pochi conoscono. Magicamente. Ma come avviene ciò e da dove deriva la forza seducente di un’onda che neppure vediamo? Quei suoni prima confusi e caotici, solo a tratti percepiti e compresi, si fanno di volta in volta più nitidi, ordinati; è come se prendessero forma, come i tasselli di un mosaico che nella mente si uniscono fino a presentare un’immagine materiale, fino ad ottenere un senso. Sono creazioni: dal buio spazio della mente prende vita la prima particella, la prima punta di luce, di colore, di vita che genera il resto e porta alla completezza. È da questa sorgente nel vuoto che tutto prende forma, che tutto ha origine. Davanti ai miei occhi mi trovo una costruzione solida, di colori che brillano e illuminano la mia mente, colori sempre nuovi, sfumature iridate che ruotano caleidoscopicamente e si fanno materia in me. Dal nulla dal vuoto dal buio, al colore alla vita alla luce alla forma alla creazione. Noi riusciamo così a sentire l’anima, lo spirito di questa creazione, che come tale possiede vita. Ogni creazione che possegga vita, che nasca da un’anima e non da una mano, possiede un’anima. Talvolta un semplice suono ci stimola l’animo nelle corde più superficiali, altre volte ci si insinua nel più profondo e riesce persino a fondersi con noi, e noi finiamo con l’amarlo e col farci amare. Poiché noi desideriamo fonderci con le anime, ecco tutto.