Questo numero Dicembre 2007
Sommario
Questo numero
di Federico Tagliaferri
Questo numero di CEM Mondialità prosegue nel dibattito sul tema «Umano, disumano, post-umano. Corpo a corpo nell’educazione», affrontando la questione dell’«Identità di genere».
Il dossier di dicembre, infatti, è dedicato a questo argomento centrale.
«“Identità di genere” è un’espressione apparentemente innocua e pacifica - scrive Antonio Nanni nell’introduzione - ma in grado di scuotere il “sistema dei saperi” (biologia e psicologia in primo luogo) e l’alfabeto biopolitico. Il presente dossier non esaurisce certamente la trattazione del tema, ma si limita ad avviare la ricerca […]. Ma quando oggi ci si riferisce al tema della differenza sessuale o dell’identità di genere - prosegue Nanni - ciò che scatena le polemiche più accese è il passaggio dal piano biologico e corporeo (il sesso) al piano psicologico e culturale (il genere). Al cuore del dibattito vi è dunque il rapporto tra natura e cultura e la possibilità che esista un trans-gender al di là di quello maschile e femminile».
Rosangela Pesenti e Nadia Savoldelli, curatrici del dossier, entrano subito nel vivo: «La lunga storia di ragioni e azioni costruita dalle donne per il riconoscimento della propria soggettività sociale e parità politica - scrive Rosangela Pesenti -, ha aperto le gabbie delle identità per tutti gli esseri umani, mostrando i processi di costruzione del genere e del sesso come possibili piste di ricerca affidate alla libertà e responsabilità di ognuno». «Se l’identità di un Sé consiste in una certa configurazione neuronale - prosegue Nadia Savoldelli -, nei segni astratti di un codice, allora il corpo biologico diventa una sede occasionale e trascurabile di quel Sé, che può essere trasferito in qualunque altro supporto. Il corpo cessa di essere il segno distintivo dell’identità individuale. Ma che ne sarebbe dell’identità e del Sé, che non sarebbero più legati al corpo, ma all’informazione trasferibile, in una prospettiva simile a quella dell’intelligenza artificiale? E la donna da sempre segno e simbolo della corporeità funzionale alla riproduzione, ha ancora la sua identità sociale?».
Una ricca antologia di testi predisposta dalle autrici, intitolata Pensieri di donne, integra e arricchisce il dossier.
Il film proposto da Lino Ferracin, XXY, della regista argentina Lucía Puenzo, è perfettamente in linea con gli argomenti del dossier di questo mese: esso affronta il delicato problema di un adolescente alle prese con la propria ambiguità sessuale e delle drammatiche conseguenze che tale scelta comporta per sé e per i suoi genitori.
Nell’inserto centrale, dedicato alla comunicazione interculturale, Antonella Fucecchi dedica la sua riflessione al tema della paralinguistica, che comprende «tutte le componenti vocali non verbali del parlato (il tono, l’intensità, la velocità) e le emissioni vocali non verbali, come i suoni ehm, uhm, ah che servono da riempitivi dell’eloquio». Una componente essenziale, come si può facilmente intuire, nel bagaglio di tutti coloro che si occupano di educazione interculturale.
Nella sezione «Resto del mondo», segnaliamo l’articolo di Marneo Serenelli, che affronta il ruolo del mediatore linguistico e la sua esatta denominazione nella scuola, e l’intervento di Francesco Maura, che, per la rubrica «Vai tra’», propone in «Siamo in troppi» una riflessione sulla questione della sovrapopolazione nel mondo.