Dossier Febbraio 2007
Dossier
Discriminare. Da Cenerentola a Calimero
Antonio Nanni
Negli immaginari e nelle pratiche dell’educazione c’è non solo la punizione ma la discriminazione e l’esclusione.
In questo senso la scuola (come la famiglia e perfino la Chiesa), in quanto microcosmo, è lo specchio di quello che accade nella società dove, per ogni Cenerentola, c’è una matrigna e una sorellastra pronte a far valere il pregiudizio di una presunta «superiorità»; e per ogni Calimero c’è una lavatrice pronta per cambiarti la pelle e l’identità con la scusa di farti un bel bagnetto.
Gli episodi di cosiddetto «bullismo» che si moltiplicano anche all’interno della scuola stanno a dimostrare che la malapianta del razzismo è lontana dall’essere sradicata. Anzi, assistiamo, soprattutto tra le nuove generazioni, ad un rigurgito di intolleranza, di cinismo e quasi di cattiveria nei confronti di tutti coloro che sono considerati diversi e più «deboli», dagli stranieri agli zingari, dai disabili ai gay, a coloro che sono semplicemente più brutti, più grassi, più bassi... Altro che cultura della differenza!
Se a scuola si insegnasse il rispetto dei diritti umani e un minimo di educazione civica... dovremmo avere una società migliore e cittadini più responsabili. Ma forse è proprio l’arte di insegnare che non funziona più come in passato.