Editoriale Gennaio 2007
Editoriale
Uno splendido quarantenne
Brunetto Salvarani
Il richiamo un po’ civettuolo al Nanni Moretti del Caro diario del titolo di questo editoriale, meglio chiarirlo subito, intende essere un augurio per la nostra rivista e per il suo futuro. Oltre che un ringraziamento sincero per quanti vi hanno dedicato fatica e passione, in passato. Come abbiamo appreso grazie al lavoro di scavo nella vicenda del CEM effettuato da Antonio Nanni lo scorso anno, infatti, se è nel 1942 che si apre la nostra magnifica storia e solo a settembre del ‘72 che avrà avvio la pubblicazione di una rivista dal titolo CEM Mondialità, è già qualche tempo prima, nel ’67, che l’allora direttore, padre Savino Mombelli (tuttora attivissimo missionario in Brasile) decideva un cambiamento dal sapore rivoluzionario. Mentre in precedenza l’acronimo CEM stava per Centro di Educazione Missionaria, ora diventa il rimando ad un auspicato Centro di Educazione alla Mondialità. Una trasformazione figlia di un’intuizione notevolissima, in un’epoca che oggi ci appare assai lontana, e che, in seguito, avrà come corollario la definitiva acquisizione di uno statuto di laicità, quanto mai originale per una filiazione da un ordine missionario come quello saveriano. Lo stesso anno, nella Settimana di studio CEM svoltasi a Taormina, prendeva corpo l’ipotesi di un periodico «che abbia il compito di svolgere, oltre ad un aggiornamento a carattere culturale e pedagogico, soprattutto una metodologia CEM». In quel ’67, infine, avranno luogo le operazioni tecniche per ottenere l’autorizzazione presso il Tribunale di Parma - la sede di allora - di una rivista chiamata CEM Mondialità, con la richiesta datata 8 febbraio e la sua felice conclusione il 7 marzo.
Questo richiamo storico va molto al di là di una semplice curiosità statistica, per più di un motivo. Fra l’altro, per chi, come noi, ama il grande codice biblico, non può sfuggire che quaranta è cifra simbolica per eccellenza (dagli anni di deserto prima di giungere alla terra promessa per il popolo d’Israele ai giorni di ritiro per il digiuno di Gesù), che suggerisce pienezza e assunzione di responsabilità, maturità e insieme necessità di stilare i primi bilanci… Crediamo dunque che questo compleanno tondo possa rappresentare un’occasione preziosa per fare il punto su dove siamo arrivati come CEM, sulle nostre potenzialità, e sulla necessità, semmai, di ridiscutere la rotta in una stagione complessa che richiede più ascolto, agilità, intelligenza. Mantenendo la barra, peraltro, sulla mission di sempre, richiamata mensilmente dal nostro (pretenzioso, d’accordo) sottotitolo. C’è un’altra ragione, però, per cui ci sembra utile ripensare creativamente al tempo trascorso. Quarant’anni or sono, infatti, il termine mondialità non compariva neppure nei vocabolari italiani, mentre oggi - almeno in via teorica - l’intuizione di padre Savino appare evidente in tutta la sua carica profetica. Oggi che, da una parte, la mondialità appare un dato scontato, ma soprattutto nel senso di una sorta di globalizzazione della paura, della guerra e dell’umanità ridotta a merce; e che, dall’altra, stanno trionfando tutti i peggiori etnocentrismi, i particularismi, le vecchie e nuove corporazioni, le chiusure identitarie; proprio oggi ci pare controcorrente festeggiare la bella parola mondialità, ed operare con ogni mezzo per rileggerla, diffonderla, darle una rinnovata concretezza.
Fra l’altro, stiamo mettendo in cantiere diverse iniziative al riguardo, su cui naturalmente vi terremo informati. Come sempre, la nostra proverbiale fantasia sta immaginando di tutto e di più… Restate in contatto, come si dice, e vedrete che riusciremo a sorprendervi. Coi migliori auguri a noi, se permettete, ma soprattutto a voi, amici e lettori di quello splendido quarantenne - al bando la modestia - che è diventato CEM Mondialità!
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