La pagina di... Rubem Alves Giugno-Luglio 2007
La pagina di... Rubem Alves
Miscellanea Due
Rubem Alves
Ho parlato delle persone che preparano il loro funerale come un’opera d’arte [1].Un conoscente che ha donato il suo corpo alla facoltà di medicina e ha lasciato i soldi per una cena dei suoi amici. Quello che ha rifiutato una bara fatta in serie e ne ha ordinato per sé una fatta di pino, che è stata coperta con le foglie d’autunno.
Ho pensato anche al mio funerale: sarò cremato, perché non mi piacciono i posti chiusi (basta l’esame medico della risonanza magnetica a provocarmi una grande afflizione). Le ceneri potranno essere sparse al vento o messe come concime per le radici di un albero. Magari potrà esserci una cena in cui si servirà una minestra, dei vini e whisky Jack Daniel’s. Ci sarà nell’altro mondo il whisky Jack Daniel’s? L’ufficio religioso, non lo voglio assolutamente. Ma mi piacerebbe che i miei amici ascoltassero alcuni brani musicali e canzoni che amo. Sono tanti. Ne ho scelto alcuni. Di Christoph Willibald Gluck, la Melodia dall’opera Orfeo e Euridice, con Nelson Freire al pianoforte; di Johann Sebastian Bach, Minuetto, dal libro di Anna Maddalena. Il cd Lambarena, su musiche di Bach con ritmi africani del Gabon, in omaggio ad Albert Schweitzer, che a Lambarenè ha fondato il suo ospedale. Ascoltandolo, Bach ne rimarrebbe scioccato! Sempre di Bach, l’«Aria sulla quarta corda». Di Carl Orff, i Carmina Burana. Di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sonata in la maggiore KV 331 («Marcia Turca») e «Una piccola serenata notturna» (Eine Kleine Nachtmusic). Facevo dormire mio figlio Sergio ascoltando questa delicato brano… Di Maurice Ravel, il secondo movimento del «Concerto per piano e orchestra in sol maggiore». Di Astor Piazzolla, Oblivion, con Arthur Moreira Lima al pianoforte.
Un amico che apprezzo molto, di grande integrità, mi ha spedito un’e-mail in cui parlava di una malattia che si espande: l’odio per Lula (il presidente del Brasile – n.d.r.). Io aggiungerei che si tratta di una malattia complementare (sembra che l’una provochi l’altra), che è la passione per Lula. Tutte le emozioni forti, sia l’odio, sia l’amore, sono malattie che turbano il giudizio critico, razionale, oggettivo. Coloro che sono mossi dall’odio o dalla passione sono incapaci di analizzare i fatti. Questo è sempre pericoloso. Lo è ancora di più quando si tratta di politica. È l’odio che crea la dittatura. Sono le passioni che divinizzano i capi carismatici.
©Cem Mondialità
[1] Cfr. Preparativi, in «CEM Mondialità», marzo 2007, pag. 48.
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