A scuola e oltre Giugno-Luglio 2007
A scuola e oltre
Sette per sette
Gianfranco Zavalloni
Non me ne vogliano i lettori, se per una volta, in questo numero programmatico della rivista, la mia riflessione sarà esclusivamente un gioco di parole. Mi chiedo se c’è qualcosa di magico, o forse di straordinario nel numero sette?!
Quando frequentavo la scuola elementare, i bambini del mio anno, che andavano poi a formare la pluriclasse prima e seconda, erano sette. Ed io, col cognome che mi ritrovavo, ero l’ultimo, cioè il numero sette. Questo mi piaceva. Da allora quel numero mi ha sempre accompagnato e mi è sempre risultato un numero simpatico, al punto tale che, fra i voti delle mie pagelle, è risultato quello più presente, e anche (per me) più desiderato. Sette non era il sufficiente 6 e nemmeno l’eccessivo 8; 7 era un risultato discreto, compatibile con la mia voglia totale di giocare. Provo a giocare col numero sette.
Ricordiamo il gioco del sette - bum? Uno due tre quattro cinque sei bum otto nove dieci undici dodici tredici bum quindici sedici bum diciotto diciannove venti bum… e così via, ad ogni multiplo di sette e in ogni numero che contiene il sette.
Sette sono i giorni che il racconto biblico dedica alle fatiche della creazione e sempre nella Bibbia, per indicare un quantità enorme, non si usa forse dire settantasette volte sette?
Il numero sette compare in questo testo sacro 424 volte. Sette, insieme al tre, è il numero sacro più diffuso nelle varie religioni. Richiama i sette «pianeti», i corpi celesti conosciuti dagli antichi: il Sole, la Luna, Venere, Giove, Marte, Mercurio e Saturno. Da qui anche i nomi dei sette giorni della settimana. E di sette caselle è il gioco che porta lo stesso nome.
Tre sette e sette e mezzo sono due giochi fra i più giocati con le carte e settebello una delle carte più significative.
Sette le virtù cristiane: fede, speranza, carità, prudenza, giustizia, fortezza, temperanza.
Sette i vizi capitali: superbia, accidia, lussuria, ira, gola, invidia, avarizia.
Sette gli anni di abbondanza e sette gli anni di carestia.
Sette sono i cavalieri della tavola rotonda quando manca Lancillotto.
Sette sono i nani che vanno in soccorso della disperata Biancaneve.
Sette sono i caprettini della fiaba popolare, che il lupo si vuol mangiare, quando la mamma capretta è al mercato.
Sette le note musicali: dal do re mi al fa sol la si do.
Sette le stelle del Carro dell’Orsa Maggiore.
Sette le intelligenze di Gardner: visiva/spaziale, musicale, verbale, logico/matematica, interpersonale, intrapersonale, corporea/cinestetica.
Sette i colori dell’arcobaleno: il rosso, l’arancio, il giallo, il verde, il blu, il viola e l’indaco.
Sette i re e sette sono i colli della città «capitale del mondo»: Roma.
Rudolf Steiner, filosofo e scienziato austriaco, nelle sue teorie sulla vita e sull’educazione, introduce l’idea di cicli di sette anni: i settenni.
Nel 1907 Maria Montessori apre a Roma la prima Casa dei bambini.
Ed è sempre nel 1907 che Lord Baden Powell, in Inghilterra, fonda il movimento Scout.
Nel 1967, il 27 di maggio, viene pubblicato dalla Scuola di Barbiana Lettera a una professoressa. Maria Montessori, Baden Powell, Don Milani, Ivan Illich, Gianni Rodari, Carlo Doglio e Federico Moroni: sette maestri che hanno inciso profondamente nella mia esperienza di educatore.
È alle sette che, in molti, ci si sveglia, per iniziare la giornata e andare a lavorare.
Scrivo queste note oggi che è il 7 giugno 2007 e sette mesi fa, io che sono nato il 7 dicembre del 1957, ho compiuto 49 anni, un numero che viene fuori prendendo il sette e moltiplicandolo sette volte.
Auguro a tutti un buon nuovo anno scolastico, a partire da luglio, il settimo mese dell’anno 2007.