Il resto del mondo Giugno-Luglio 2007
Il "resto del mondo"
Scor/date
Questa rubrica intende richiamare la memoria di eventi importanti ma «dimenticati» nella storia dell’immigrazione
di Dibbì
Per troppa generosità morì Yudenia il 14 giugno 2002.
Lì per lì un po’ di persone si commossero. Cubana, 26 anni appena compiuti, Yudenia Martinez Casas De Pilar lavorava al ristorante Pulcinella di Marota, vicino ad Ancona. Nei pressi del locale due operai devono sostituire una pompa. Mentre lavorano uno – Luigi Bellucci – viene investito da una fuga di gas, cade svenuto. L’altro operaio (un minorenne) si precipita a chiedere aiuto. I testimoni raccontano che Yudenia - nella lingua franca dei Caraibi significa «piccolo fiore» - grida «vado io a salvarlo». Per aiutarlo lei morirà. Solo all’ultimo minuto Bellucci viene tratto in salvo.
Per troppa ingenuità due ragazzi morirono il 2 agosto 1999 su un airbus atterrato a Bruxelles.
Yaguine Koita e Fodè Tounkara erano guineani, avevano 14 e 15 anni. Credevano di poter resistere al freddo di un viaggio da «clandestini» nel carrello di un aereo. Ma l’ingenuità più grande è forse nella lettera che avevano in tasca, indirizzata ai «Signori membri e responsabili dell’Europa» ai quali chiedevano «una grande organizzazione per permetterci di progredire».
Per troppa smemoratezza qualcosa muore in noi?
Yudenia era venuta in Italia per amore e per un altro modo di amare si è sacrificata. Infuriava il dibattito sugli immigrai pericolosi: meglio prendere le impronte digitali o magari fare un salto tecnologico e fotografare la retina? Allarmismi che resistono, anno dopo mese e dopo giorno… Mentre il nome di Yudenia - come quelli di Yaguine e di Fodè - scompare quasi subito dai giornali, dalla rete, dalla memoria. L’impronta nei cuori, nelle coscienze è resistente come una foto segnaletica o viene subito cancellata? Un altro agosto, un senegalese che muore in Toscana per salvare un bagnante «italiano doc». Gesti generosi che i mass media sbattono nei titoli di testa; ipocritamente per compensare le storie (spesso fasulle) di mostri venuti da fuori. Nella nostra memoria gli angeli, i «piccoli fiori» appassiscono in un giorno, mentre i cattivi giornalisti e i Calderoli sono sempre freschi?
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