Intercultura Cem Mondialità, per l'educazione interculturale

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Il resto del mondo Giugno-Luglio 2007

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   Il "resto del mondo"

I quarant’anni di CEM Mondialità

di Federico Tagliaferri

CEM Mondialità, l’unica rivista italiana interamente dedicata all’educazione interculturale, ha compiuto i suoi primi quarant’anni. Per festeggiarla degnamente, sabato 12 maggio 2007 sono accorsi a Brescia amici, sostenitori e collaboratori della rivista.

A fare gli onori di casa ai numerosi ospiti, il direttore Brunetto Salvarani, i vicedirettori di CEM Mondialità, Lucrezia Pedrali e Antonio Nanni, e padre Domenico Milani, direttore CEM dal 1986 al 1998, ancora oggi attivissimo curatore della rubrica «Paradossi». Erano presenti, inoltre, il superiore generale dei Missionari Saveriani, padre Rino Benzoni, e il superiore della provincia italiana, padre Carlo Pozzobon, a testimonianza dell’impegno che la famiglia saveriana riserva ai temi dell’educazione, dell’intercultura e della mondialità. Padre Rosario Giannattasio, superiore della comunità saveriana di Brescia, e padre Gianni Zampin, direttore della libreria, hanno perfettamente organizzato i festeggiamenti e accolto tutti i visitatori con simpatia e spirito di accoglienza: un ricco rinfresco e una vasta scelta di titoli della libreria hanno consentito agli ospiti di rifocillare il corpo… e lo spirito! Padre Fiorenzo Raffaini, responsabile del laboratorio audiovisivo «Videomission» dei Missionari Saveriani, ha registrato e ripreso l’evento, realizzando un bellissimo dvd che sarà inserito sul sito di CEM (www.cem.coop) e che è a disposizione di tutti coloro che ne faranno richiesta. Antonella Fucecchi, da molti anni collaboratrice di CEM Mondialità, ha presentato il libro di Antonio Nanni, Profeti di mondialità (pubblicato dalla Emi), che ripercorre l’avventura del movimento CEM dalle lontane origini del 1942 al momento attuale (se ne può leggere la presentazione di Luciano Corradini in questo stesso numero di CEM Mondialità a pag. ???).

Padre Rino Benzoni

«Vorrei che la mia presenza fosse significativa, – ha affermato nel suo intervento padre Rino Benzoni – perché io rappresento la realtà dei Missionari Saveriani. Infatti, c’è una certa identificazione tra il CEM e i saveriani. Nel libro che viene presentato oggi ho ritrovato i nomi di tanti Saveriani a me cari, in particolare quello di padre Alessandro Patacconi, che fu tra i primissimi fondatori del CEM e mio maestro dei novizi, un’anima carica di entusiasmo. Sono grato a tutti i confratelli che hanno lavorato nel CEM in questi anni». «Vorrei poi sottolineare – ha proseguito padre Benzoni – due punti importanti. Il primo è l’educazione: è lo scopo del CEM, un investimento a lunga scadenza del quale a volte non si vede il ritorno immediato. Ma è un campo in cui è molto importante lavorare per il futuro. Il secondo è la mondialità: nel libro viene richiamato il fatto che a un certo momento della storia del CEM si è passati dalla “missione” alla “mondialità”. Io credo che sia stato un passaggio indovinato, perché oggi c’è molto bisogno di mondialità. Come missionario, però, dico che “mondialità” non deve contrapporsi a “missione”, al contrario: la “mondialità” deve lasciarsi completare dalla “missione” e svilupparsi in armonia con questa. Vorrei che ciò fosse chiaro per coloro che hanno preso in mano il corso del CEM. L’apertura alla mondialità è un fatto bellissimo, il contatto con la missione lo fa diventare pratica».

Padre Domenico Milani

«Nel passaggio dalla “missione” alla “mondialità” non soltanto il CEM non ha perso nulla, – ha ricordato padre Domenico Dilani – , ma ha acquistato nel linguaggio. Infatti la sigla “Centro educazione alla missione”, come era denominato un tempo, restringeva il tema della proposta, mentre da quando è stato adottato il termine attuale c’è stata una grande apertura. Per me il termine “mondialità” è più grande di “missione”, perché oggi il cristianesimo è per tutti». «Una componente importante del nostro essere CEM è il rapporto con il ministero della pubblica istruzione, nato dal bisogno di trovare un referente autorevole perché il nostro dire della mondialità non fosse qualcosa di astratto, ma radicato in un’istituzione importante per gli italiani. Per questo il ministero è stato coinvolto fin dagli inizi della nostra azione educativa. Ricordo che la prima lettera di un ministro della pubblica istruzione indirizzata al CEM risale al 1951 da parte dell’allora ministro Guido Gonella. Il rapporto con il ministero è sempre continuato, in particolare in occasione dei convegni annuali di CEM. Grazie a questo rapporto, che è sempre stato un mio “chiodo fisso”, nessuna scuola ci ha mai chiuso le porte in faccia. Anche l’attuale ministro, Giancarlo Fioroni, è intervenuto al convegno CEM di Viterbo nel 2006. A questo punto vorrei fare gli auguri più sinceri al mondo laico che oggi prende in mano i destini del CEM, e mi piace ricordare che ho trovato proprio nel CEM uno dei motivi della mia vocazione».

Antonella Fucecchi

«Io vorrei aggiungere che si deve proprio a padre Milani la trasformazione del CEM in missione educativa, altrettanto ardua di quella apostolica e molto impegnativa sul piano umano. Il titolo Profeti di mondialità è molto bello e rispecchia in pieno il senso del movimento, perché la profezia ha caratterizzato il CEM fin dall’origine: basti pensare che esso è nato nel 1942, quando erano in vigore le leggi razziali e ad Auschwitz era in corso lo sterminio. A quell’epoca, parlare della fraternità della famiglia umana era un’utopia. Nel corso della sua storia, il CEM si è fatto contaminare in modo positivo dal progetto educativo: in Italia nella seconda metà del ventesimo secolo le innovazioni nel campo dell’educazione non sono venute dalle istituzioni, ma dal mondo del volontariato, dal mondo cristiano. È solo in seguito che l’accademia si è appropriata di questa sensibilità. La prova più evidente è l’attenzione all’interculturalità, testimoniata dalle numerose pubblicazioni realizzate dal CEM, applicate a contesti come l’immaginario e il conflitto, che sono realmente profetici».

Antonio Nanni

«Desidero ringraziare tutti i Saveriani che ci hanno dato fiducia, e in particolare ricordare padre Ivaldo Casula, recentemente scomparso, che mi ha fornito i testi di didattica missionaria che non conoscevo, e padre Arnaldo Devidi, senza il quale non sarebbe stata pubblicata la storia del CEM sulle pagine della rivista, che, in forma ampliata, vede oggi la luce con il titolo Profeti di mondialità. Il titolo del libro è di padre Ottavio Raimondo, direttore della EMI, che ha saputo ben interpretare, da missionario, il senso della storia del movimento CEM».

Padre Carlo Pozzobon

«Solo due brevi considerazioni: ciò che ha caratterizzato il CEM in passato non si ferma, il mondo è sempre più grande e richiede di allargare il più possibile il concetto di “cittadinanza”. L’educazione alla mondialità è quanto vi affidiamo, augurandoci che il vostro lavoro diventi sempre più interessante. Un grazie particolare per l’opera di volontariato che caratterizza il CEM: dovremmo essere noi Saveriani a pagare, e invece siete voi che vi attivate a trovare finanziamenti!».

Altro pezzo forte della festa è stato l’inaugurazione della mostra Altri immaginari, che riunisce cento opere dell’artista Silvio Boselli, autore di moltissime copertine della rivista e di innumerevoli illustrazioni. Della mostra è disponibile il catalogo, pubblicato anch’esso dalla Emi.

Per i più piccoli, Renzo La Porta ha organizzato con la consueta fantasia un laboratorio di «Trottole della mondialità».

Un buffet multietnico di cibi senegalesi, marocchini ed est-europei ha saziato i partecipanti in attesa che la serata si concludesse con lo spettacolo di danze a cura del gruppo «il Salterio». Gran finale con canti e balli popolari a cui tutti hanno potuto partecipare.

 

©Cem Mondialità


I volumi di Antonio Nanni, Profeti di mondialità, e il catalogo delle opere di Silvio Borselli, Altri immaginari, sono disponibili presso la Libreria dei Popoli www.saveriani.bs.it/libreria
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