Interculturafase2 Maggio 2007
Intercultura fase2
L’esempio, la molla educativa più efficace
di Gianfranco Zavalloni
Primo esempio
Il pacco in autostrada. Alcuni anni fa mi sono trovato incanalato, sulla tratta autostradale Padova-Ferrara, in un ingorgo automobilistico. Una fila di automobili completamente ferma. Dentro l’automobile davanti alla mia c’è una famiglia completa: babbo, mamma, figlio e nonni. Per ingannare il tempo ascoltano musica e mangiano leccornie. Tutto ad un tratto mi capita di vedere che il padre abbassa il finestrino e, con fare non curante, getta fuori la scatola di cartone delle leccornie ormai vuota. Rimane appesa sull’aiuola spartitraffico. D’istinto non resisto: esco dall’auto, raccolgo la scatola, busso al finestrino del guidatore e gli porgo il pacco commentando in maniera ironica: «Le è caduto questo!» Il signore non sa come rispondere, ma gli viene da chiedermi: «Ma lei chi è, un poliziotto?». Me ne vado commentando: «No, no… sono una persona!».Penso al bimbo che è in automobile e che poco prima mangiava leccornie.
Secondo esempio
La vecchietta e la nettezza urbana. Un anno fa, circa, mi dirigo in una frazione del comune di Cesena alla ricerca di un negozio in cui avrei dovuto comprare, per mia madre, una gabbia per conigli. Mi accosto al ciglio della strada per chiedere ad una anziana signora informazioni. Mi spiega che ho già passato il negozio e sarei dovuto tornare indietro. Così proseguo fino alla prima piazzola che mi permette di fare inversione. Faccio in tempo, così, a veder la signora di prima che, dopo aver svuotato nel cassonetto dell’immondizia il sacco nero, diligentemente pulisce con la scopa tutto attorno alla zona dei cassonetti. Si era portata da casa anche la scopa. Un incredibile esempio di senso del «bene comune».
Terzo esempio
Il cellulare del professore. Da pochi giorni il Ministro Fioroni, tirato per i capelli, ha scritto e fatto pervenire alle scuole italiane la Circolare che vieta per gli alunni (e indirettamente per tutti i docenti) l’uso del telefono cellulare nelle scuole. Partecipo ad un Consiglio di classe di una delle classi della Scuola secondaria di 1° Grado, dove sono Dirigente Scolastico. Si sta parlando ai genitori… e fra gli argomenti si tratta anche il tema della disciplina e delle regole della scuola. Squilla un cellulare nella tasca di un insegnante, che, anche se imbarazzato, si alza e abbandona la riunione per andare fuori a rispondere alla telefonata. Che figura, davanti ai genitori!
Breve riflessione
C’è poco da fare: l’esempio è la «molla educativa» più potente che io conosca.
Non serve dire ai più piccoli «devi fare così!» o «non fare questo»!
Dobbiamo essere noi adulti, in prima persona, ad essere di esempio.
Non può esistere in campo educativo e didattico il «devi» e il «fa» senza il «dobbiamo» e il «facciamo».