Il resto del mondo Ottobre 2007
Sazio CEM
Umano, disumano, post-umano - Corpo a corpo nell’educazione
46° Convegno di CEM MondialitàViterbo, 26-30 agosto 2007
È necessario dare un senso al «post-umano»
«L’evoluzione e la storia umana sono irreversibili. La risoluzione dei problemi non è mai giunta dal passato, ma dal futuro. È lì che vanno cercati equilibri più soddisfacenti». Con questa riflessione centrale il professor Mauro Ceruti, ordinario di filosofia della scienza all’Università di Bergamo, ha proposto ai partecipanti al convegno annuale promosso da CEM Mondialità una chiave di lettura entrando nel vivo di un tema nuovo, complesso e attualissimo come il «post-umano».
«Umano, disumano, post-umano. Corpo a corpo nell’educazione» è stato infatti l’argomento dell’annuale Convegno di CEM Mondialità tenuto a Viterbo da 26 al 30 agosto scorso. Il Convegno, promosso e ideato dal direttore Brunetto Salvarani, ha riunito oltre 200 insegnanti, educatori e formatori.
Il «post-umano» è un concetto emergente, che sempre più spesso mette a confronto il nostro essere con i cambiamenti tecnologici che riguardano il corpo, e ha molte implicazioni nel campo dell’educazione. L’uomo, infatti, sempre più spesso appare sottoposto a profondi cambiamenti che richiedono agli educatori una profonda consapevolezza dei significati e delle conseguenze dei mutamenti. L’educazione non può disinteressarsi di quel che accade, ma deve affrontare un paradosso finora sconosciuto: la fine di ciò che sembrava essere «naturale», immutabile, fisiologico e a suo modo «trascendente».
Il vasto programma del Convegno ha aperto un dibattito che ha cercato di percorrere ed esplorare le vie finora sconosciute del «post-umano», dei suoi vari aspetti, delle sue possibili definizioni in rapporto all’etica, delle sue potenziali evoluzioni. Le conclusioni a cui si è giunti, sintetizzate nel documento «La sfida del post-umano: banco di prova per l’educazione» (di prossima pubblicazione sulla rivista) sono il risultato di un fertile dibattito che ha visto CEM Mondialità ancora una volta all’avanguardia nell’affrontare temi cruciali e di frontiera per l’umanità.
Il Convegno ha offerto relazioni, interventi e laboratori didattici che hanno impegnato i partecipanti sotto diversi profili, tra i quali ha svolto un ruolo centrale quello dell’educazione. Tra i momenti più significativi, oltre a quella del professor Ceruti, sono state le conferenze dei professori Carmine Di Sante e Alberto Abruzzese, che hanno rispettivamente affrontato il tema del «post-umano» in una prospettiva spirituale e della sua rilevanza mediatica. I laboratori, tradizionale e «storico» punto di forza del Convegno, basato sulla partecipazione e sul coinvolgimento attivo dei partecipanti, hanno dato pieno sfogo alla creatività, al desiderio di sperimentare, al dinamismo dei conduttori, che ancora una volta hanno saputo dare al Convegno il senso profondo del messaggio CEM: l’educazione interculturale e l’intercultura nascono e sono resi possibili anzitutto dalla passione, dalla professionalità e dalla fantasia che animano coloro che credono nel ruolo di un progetto educativo elaborato sul campo, nel confronto e nel dialogo.
Il Convegno, che non ha trascurato bambini e adolescenti, a cui erano riservati appositi laboratori, ha visto la presenza attiva di padre Domenico Milani, direttore CEM dal 1986 al 1998, ed è stato concluso dall’intervento dell’onorevole Letizia De Torre, sottosegretario al ministero della pubblica istruzione. Nel suo intervento, ha ribadito l’impegno dell’attuale governo verso l’elaborazione di una politica scolastica attenta all’«altro» e alla formazione dei giovani in una società, come l’italiana, ormai irreversibilmente multiculturale e multietnica.
©Cem Mondialità