Questo numero Aprile 2008
Sommario
Questo numero
di Federico Tagliaferri
Questo numero di CEM Mondialità aggiunge un nuovo tassello nel mosaico del dibattito sul tema «Umano, disumano, post-umano. Corpo a corpo nell’educazione» affrontando un argomento cruciale di tutte le epoche della storia dell’uomo, la morte. Il tema viene analizzato in una prospettiva antropologica, spirituale e mass-mediatica, con particolare riferimento alla morte-spettacolo, triste fenomeno dei nostri giorni, purtroppo in continua crescita. Nel dossier Brunetto Salvarani sviluppa in maniera rigorosa e brillante un soggetto tanto arduo quanto spesso rimosso dalle coscienze.
«In questo dossier - scrive Antonio Nanni nell’introduzione - ci occuperemo di come si va incontro alla morte nella società di oggi, dove si oscilla scandalosamente tra morte-spettacolo e morte-tabù. Una cosa è certa - afferma Nanni -, la morte è un tema che interessa la politica e fa discutere l’opinione pubblica: dalle morti bianche sul lavoro a quelle che richiamano alla mente la decisione inquietante di Piero Welby. Vi è chi sostiene la legittimità di un “diritto a morire”. Nel Parlamento italiano è in discussione una legge sul testamento biologico. Sulle pagine di giornali e riviste si possono leggere numerosi articoli sull’eutanasia, sulle cure palliative, sull’accanimento terapeutico, sul suicidio assistito. La scuola non può collocarsi dalla parte di chi vorrebbe la rimozione della morte, ma deve schierarsi dalla parte di chi sa che un’educazione integrale richiede anche di educare al vivere e al morire».
Lino Ferracin, nella sezione dedicata al Cinema, si ricollega al tema della morte presentandoci il film Mare dentro, del regista Alejandro Amenabar. Un giovane rimane paralizzato tuffandosi in mare. Da allora muove solo la testa. Con il passare degli anni, matura la decisione di morire dignitosamente, ma ha bisogno dell’aiuto di qualcuno. In Spagna la legge non permette l’eutanasia. La battaglia, per quello che ritiene un suo diritto, avviene attorno al suo letto, in una casa dove è circondato dall’affetto della famiglia. Con l’aiuto di Rosa, una giovane donna innamorata di lui, organizza la sua morte in modo che le persone coinvolte non possano essere incriminate.
L’inserto dedicato alla comunicazione interculturale ci riserva un’originale proposta di Patrizia Canova che vede per oggetto il cinema da guardare e il cinema da fare, due strade complementari e strettamente connesse: il cinema che, anche quando attinge dal reale, è in grado, più di altre forme di comunicazione, di arrivare dritto al cuore e di offrire significative opportunità di scoperta e conoscenza. Ma altrettanto significativo e suggestivo è il percorso della produzione filmica. L’inserto si snoda così in un coinvolgente percorso che, avendo sempre di mira sullo sfondo l’educazione, aiuta a comprendere l’importanza della partecipazione attiva in questa forma di testimonianza, senza dimenticare il valore della sua cifra espositiva.
Nella sezione «Resto del mondo», segnaliamo l’articolo di Luciano Bosi relativo ad uno tra i più interessanti progetti di meticciamento sonoro della world music, Mountain Tale, un viaggio che coinvolge tre formazioni musicali dalla Bulgaria, dalla Russia e dalla Siberia.