Il resto del mondo Gennaio 2008
Saltafrontiera
Parlare della morte ai bambini
di Lorenzo Luatti
Ieri è morto il nonno: io e mio cugino gli abbiamo regalato cuori di carta, paroline in rima e tanti fiori, che abbiamo sparso sul suo petto. Abbiamo anche riso, perché il nonno era disteso, vestito con un bell’abito elegante, e avevamo paura che da un momento all’altro aprisse gli occhi per spaventarci. Ma la nonna ci ha sorriso e ha detto che al nonno sarebbe piaciuta molto una bella festa per il suo viaggio verso il cielo, perché in vita sua era stato un grande viaggiatore.
Si può parlare della morte ai più piccoli? Si può, si deve se le vicende della vita ti costringono a farci i conti, se a morire è una persona cara, un familiare, un vicino, purché il suo racconto faccia vivere ai bambini l’esperienza della perdita e del lutto in maniera serena. Alcuni recenti libri ci offrono esempi illuminanti e di grande poesia. Il tedesco Wolf Erlbruch, considerato uno dei maggiori illustratori/autori europei, vincitore di numerosi premi tra cui il prestigioso Hans Christian Andersen nel 2006 e il Bologna Ragazzi Award nel 2004, ha dedicato al tema due picture book. L’anatra, la morte e il tulipano (Edizioni E/O 2007) è una danza macabra tra un’anatra e la morte che dialogano tra loro, dando luogo ad una storia che lascia disarmati, davanti a tanta verità e felice sintesi artistica. La morte ha una vestaglietta da nonnina, l’anatra si protende al cielo con la grazia di una ballerina e la sua tensione verticale è insieme spirituale e vegetale. Saggia e pedagogica è la nota finale, il requiem, che allo sguardo infinito della morte contrappunta con saggezza popolare ed esistenzialistica accettazione: «ma così era la vita». Un capolavoro assoluto in cui colpiscono le straordinarie capacità questo autore, le sue invenzione grafiche, sempre accompagnate da una splendida vena poetica.Uno dei pochi autori che sa parlare ai bambini e, contemporaneamente, sa affascinare anche i grandi. Anche in un precedente albo, Un paradiso per il piccolo orso (Edizioni E/O 2005, con Dolf Verroen), Elbruch aveva affrontato con grande leggerezza, e splendide illustrazioni, un tema come quello della morte. La storia è apparentemente molto semplice: Nonno Orso è morto e Piccolo Orso è molto triste e non si dà pace. Dalla madre viene a sapere che Nonno Orso era stanco ma che adesso vive nel paradiso degli orsi, dove tutti gli orsi sono felici. E così va in giro per il mondo alla ricerca del paradiso. In questo viaggio farà molti incontri e alla fine, senza nemmeno volerlo, si ritrova di nuovo davanti l’ingresso della grotta dei suoi genitori che lo accolgono, lo asciugano e lo riscaldano tra i loro corpi. Forse questo è anche un paradiso, il paradiso in terra degli orsi. Legato alla perdita del nonno - c’è, nella letteratura per l’infanzia, un filo ricorrente legato alla figura dei nonni - è il libro illustrato C’era una volta il nonno, della scrittrice Emanuela Nava (Sinnos 2007), illustrato da Elena Baboni. Il libro ha vinto la sezione del premio Grinzane Cavour dedicato ai libri per bambini sul tema dell’intercultura, sezione istituita proprio nel 2007 (Grinzane junior intercultura), in collaborazione con il Ministero della pubblica istruzione. Il libro è davvero molto bello e intenso. Parla con garbo di morte attraverso l’esperienza di due cuginetti e di un nonno italiani. Il nonno, grande viaggiatore, ha incontrato e apprezzato le ritualità funebri del continente africano; ha così condiviso quella esperienza - appassionandoli attraverso il racconto - con i nipoti. La narrazione del nonno parla della morte e soprattutto del modo di vivere e affrontare questo passaggio, a tutti comune, ovunque, da parte di chi resta. In un certo senso, il suo racconto prepara i nipoti al proprio distacco, ma anche permette loro di inventare il suo funerale in una forma del tutto insolita rispetto alla cultura in cui vivono, ma usuale in culture diverse.
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