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Dudal Jam Giugno-Luglio 2008

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BURKINA FASO - Qualche cenno di storia

a cura della redazione di CEM Mondialità

 

  • Durante il secolo XI l’aristocrazia guerriera del popolo mossi s’impose sugli altri popoli della regione in cui nascono i fiumi Volta (Volta Nero, Volta Bianco, Volta Rosso).
  • Nei due secoli successivi si formarono alcuni regni ben organizzati, tra i quali Yatenga e
  • Ouagadougou. I re di quest’ultimo gruppo erano scelti tra i membri della famiglia reale da quattro ministri che dovevano assicurare equilibrio tra l’aristocrazia mossi e il popolo mande. Questo sistema elettivo è durato fino al nostro secolo.
  • I mossi e i mande resistettero ai tentativi di assorbimento attuati dagli imperi del Mali e di Songhai, e alle invasioni dei fulani nei secoli XVIII e XIX.
  • Tra il 1895 e il 1904 le truppe francesi devastarono le pianure centrali, bruciando le case e massacrando persone e animali. Il paese fu chiamato Alto Volta e inserito nella colonia dell’Alto Senegal-Niger. Nel 1916 vi fu un’insurrezione, repressa ferocemente. Milioni di burkinesi emigrarono, soprattutto in Ghana. Nel 1919 il paese fu scorporato dalla colonia e scomparve dalle carte geografiche. Gli abitanti vennero deportati in massa in Costa d’Avorio e messi ai lavori forzati nelle piantagioni.
  • L’Alto Volta fu ricostituito come colonia separata nel 1947. Non aveva un ruolo produttivo diretto all’interno della divisione internazionale del lavoro: doveva produrre solo manodopera per i lavori forzati o carne da cannone per l’esercito francese in guerra nelle colonie.
  • Nel 1960, in linea con la strategia neocoloniale francese, il paese divenne indipendente. Le prime elezioni videro la vittoria dell’Unione Democratica Voltense (Udv), un partito finanziato dai commercianti e dai proprietari terrieri, che portò alla presidenza Maurice Yameogo.
  • Nel 1965 l’Udv e i suoi candidati furono rieletti. Un anno dopo il capo dell’esercito, generale Sangoulé Lamizana, prese il potere con un colpo di stato.
  • Gli anni ‘70 si svolsero all’insegna delle elezioni più o meno fraudolente e dei colpi di stato, tutti diretti dal colonnello Lamizana.
  • Nel paese aumentava la fame, le riserve di bestiame erano decimate. Un quarto della popolazione emigrò nei paesi vicini.
  • Nel 1980 un nuovo colpo di stato portò al potere il colonnello Sage Zerbo e un successivo, nel 1982, il maggiore medico Jean-Baptiste Ouédraogo, a sua volta scalzato da un giovane ufficiale, Thomas Sankara. Quest’ultimo era popolare per l’impegno contro la corruzione e per la grande esperienza organizzativa nell’assistere le vittime della siccità e della deforestazione.
  • A partire dal primo anno di governo di Sankara, il paese cambiò nome in Burkina Faso, «Terra degli uomini onesti»; l’inno nazionale cominciò a essere cantato in lingua africana e si avviò una riforma agraria. Vennero formati tribunali popolari di giustizia e istituzioni politiche democratiche. Sankara, alla guida di un Consiglio Nazionale Rivoluzionario, si prefìsse di assicurare 10 litri di acqua al giorno per ogni abitante.
  • Per il suo slancio antiimperialista, la sua lotta contro la corruzione, il suo impegno per assicurare alla nazione cibo, salute e istruzione, Sankara fu un ispiratore per tutta l’Africa, ma anch’egli finì con il cadere in un colpo di stato organizzato dal suo vice, Blaise Compaoré. Insieme a dodici collaboratori, fu decapitato il 15 ottobre 1987. Compaoré si pose alla guida del Fronte Popolare annunciando una «rettifica» del regime. Nonostante le iniziali tensioni con Washington a causa dei legami tra Sankara e il leader libico Gheddafi, gli Usa presto sostituirono la Francia al primo posto dei paesi donatori del Burkina Faso.
  • In contrasto con l’austerità di Sankara, Compaoré iniziò a costruire un palazzo del governo e acquistò un aereo presidenziale. Inoltre annunciò una politica economica aperta all’iniziativa privata e ai capitali stranieri. Diede il via inoltre alle privatizzazioni, in accordo con le direttive delle istituzioni finanziarie internazionali.
  • Dal novembre 1987 l’opposizione politica si organizzò in diversi gruppi, tra cui spiccava l’Unione Democratica e Popolare - Thomas Sankara, che chiedeva libertà sindacale, amnistia per i prigionieri politici e libere elezioni. Dell’opposizione faceva parte anche il Partito Rivoluzionario dei Lavoratori del Burkina (Prtb).
  • La IV Repubblica adottò una nuova Costituzione, approvata con un referendum il 2 giugno 1991 dal 50% dei votanti. La nuova Costituzione, promulgata dal presidente de facto Compaoré, instaurò il multipartitismo, fissò la divisione dei poteri e ridusse le prerogative presidenziali.
  • Nel dicembre 1992 e nel marzo 1993 si verificarono scioperi generali contro i programmi di aggiustamento strutturale fissati dal Fmi. La svalutazione del franco Cfa nel gennaio 1994 portò alle dimissioni del primo ministro Ouédraogo e alla sua sostituzione con Marc-Christian Kaboré nel marzo dello stesso anno. In luglio, di fronte alle proteste dell’opposizione, il Parlamento autorizzò il governo a privatizzare 19 imprese nazionali.
  • II governo proseguì nella politica di liberalizzazione economica e il paese entrò nell’Organizzazione Mondiale del Commercio nel giugno 1995.
  • Nel giugno 1996 il Fmi approvò un nuovo prestito per 57 milioni di dollari. Nel 1997 la siccità dimezzò la produzione alimentare. In dicembre il paese dovette chiedere l’aiuto della comunità internazionale per ottenere 67 mila tonnellate di grano.
  • A causa della caduta del prezzo delle materie prime, in Burkina Faso e in altri paesi della regione crebbero velocemente piantagioni di marijuana. La svalutazione del franco Cfa provocò una riduzione nelle importazioni di medicine, compromettendo la lotta contro la malaria e l’Aids.
  • Le elezioni del 1998, boicottate dall’opposizione, videro il trionfo di Compaoré. Una serie di proteste portò alle dimissioni del governo di Ouédraogo, ma il presidente confermò la maggior parte dei ministri nel gennaio del 1999.
  • L’assassinio del giornalista Norbert Zongo rischiò di far cadere il governo. Zongo aveva scritto importanti articoli su un omicidio di cui un fratello del presidente era accusato era accusato di essere il mandante. Il governo respinse le accuse, ma non fece inchieste sulle cinque guardie presidenziali accusate dell’assassinio.
  • Nel febbraio del 2000 la Commissione per la Riconciliazione Nazionale chiese la riabilitazione dell’ex presidente Thomas Sankara. La commissione era stata insediata dallo stesso Compaoré per placare le tensioni dovute all’assenza di risultati nel caso Zongo.
  • Nel marzo 2000 un rapporto delle Nazioni Unite affermò che Compaoré agiva da mediatore nel contrabbando di armi dall’ex blocco sovietico a gruppi ribelli come l’Unita in Angola e il Ruf in Sierra Leone, in violazione dell’embargo internazionale. La sua mediazione era pagata in diamanti, altro fatto illegale.
  • Nel 2001 un’epidemia di meningite uccise più di 1500 persone. Si stima che oltre il 10%,della popolazione sia sieropositivo (il Burkina Faso è uno dei paesi più colpiti dall’Aids).
  • Nel maggio del 2002 si svolsero le elezioni legislative. Stavolta partecipò anche l’opposizione, che aveva boicottato le presidenziali del 1998 e le amministrative del 2000.
  • Nell’ottobre del 2003 furono arrestati 12 membri della guardia presidenziale e delle forze armate con l’accusa di aver organizzato un colpo di stato per deporre Compaoré.
  • Nell’aprile del 2004 il capitano Ouali fu condannato a dieci anni di carcere per il tentato golpe. Tra gli imputati assolti, invece, il leader dell’opposizione Norbert Tiendrebeogo. Ouali dichiarò di aver ricevuto 93 mila dollari dal governo della Costa d’Avorio. Il presidente ivoriano negò ogni coinvolgimento nel golpe, affermando di aver pagato il capitano per questioni commerciali.
  • Nell’agosto del 2004 la polizia arrestò 14 persone accusate di praticare illegalmente mutilazioni genitali femminili a bambine e adolescenti, senza la minima assistenza medica e mettendo a rischio la loro vita. Secondo Amnesty International, circa il 70% delle ragazze del Burkina Faso ha subito mutilazioni genitali.
  • Nel novembre del 2005 Compaoré, da 18 anni al potere, vinse le elezioni presidenziali con più dell’80% dei voti, rinnovando il suo mandato per altri cinque anni. I candidati dell’opposizione denunciarono che il presidente aveva sperperato enormi somme di denaro per la sua campagna elettorale, facendo distribuire magliette e berretti gratis in tutto il paese e installare tabelloni pubblicitari quasi in ogni strada. Compaoré andò ad abitare in un nuovo palazzo presidenziale nel «quartiere milionario» di «Ouaga 2000».
  • Nel maggio del 2007 la Commissione elettorale annunciò che il partito già al governo, il Congresso per la democrazia e il progresso (Cdp) aveva vinto le elezioni politiche, ottenendo 73 seggi su 111.

 

Fonte: Guida del Mondo – Il Mondo visto dal Sud 2007/2008, Emi, Bologna 2008

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