I paradossi Domenico Milani Giugno-Luglio 2008
I paradossi
Sconcerto
di Domenico Milani
Padre Domenico Milani, che fu tra i fondatori di CEM Mondialità e che ne fu direttore per molti anni, è scomparso il 25 maggio scorso. Questo è il suo ultimo contributo scritto per questa rubrica, da lui denominata «Paradossi».
Un amico mi ha detto: “Ma tu, con i tuoi paradossi, giochi al disfattismo”. Beh, intanto non pretendo che la paginetta mensile di CEM Mondialità porti scompiglio nei mezzi di comunicazione che godono di ben altri appoggi e di vastissima platea di lettori. A me basterebbe che qualcuno fosse aiutato a riflettere un momento su fatti ed avvenimenti che, portati a conoscenza del grande pubblico, sono poi “digeriti” da quell’immensa nube grigiastra di sottilissima scorie prodotta dagli incineratori che noi confondiamo con la polvere di strada, andando avanti, tossendo, con gli occhi bendati. È vero, non ci si può fare niente. O ben poco. Ma che qualcuno, almeno, abbia un movimento di compassione, di pietà. O di sdegno!
CEM Mondialità ci ha certo abituati a considerare i vari avvenimenti umani, sia la catastrofi, sia le buone notizie, su scala mondiale. L’«orto» e il «campanile» non sono più parametri di riferimento e tutte le siepi hanno ceduto sotto l’urto della globalizzazione che ci costringe a guardare al di là, più in là e al disopra. Quelli che seguono non sono che spunti di una riflessione di chi tiene in mano il mappamondo.
I morti e gli ammazzati
I cicloni e le epidemie sono fenomeni ingovernabili e quando esplodono non ci resta che prenderne atto, contare le tante vittime alle quali ci è impedito di dare un’ultima sepoltura. L’ultimo uragano, che ha colpito la Birmania, ha già fatto contare 27 mila morti e 40 mila dispersi. I mezzi di sussistenza umana, per centinaia di chilometri quadrati, annullati. E le altre creature umane, centinaia di migliaia, massacrati dai regimi imperialisti, dalle guerre e dalle camorre?
In prima fila, pensiamo ai 30 mila bambini che muoiono di fame ogni giorno sulla faccia della terra. E poi, gli altri. Sono più di 2 miliardi, al mondo, le persone che sopravvivono in lotta continua con la fame.
Le spazzature del sud-Italia e di tutte le cloache delle grandi metropoli del mondo sopra le quali volteggiano i gabbiani e sulle cui pendici tanti bambini si disputano la preda della loro pancia vuota.
E noi italiani, che sopportiamo le nefandezze di certi programmi televisivi ove gli esagitati di turno latrano ignominie ai grandi e ai piccoli, impunemente, senza che nessuno ammanetti nessuno? Sodoma e Gomorra saranno trattate meno duramente. (Mt 10,15).
I paradossi