La pagina di... Rubem Alves Maggio 2008
La pagina di... Rubem Alves
Voglio vivere molti anni ancora
Rubem AlvesPrima parte
Si, voglio vivere molti anni ancora. Ma non a qualsiasi costo. Voglio vivere fintanto che rimane accesa in me la capacità di commuovermi per la bellezza. La commozione davanti alla bellezza riceve il nome di «allegria» anche quando le lacrime scendono dal volto. L’allegria e la tristezza sono buone amiche. Così la pensa la mia amica Adelia: «Quello che è bello riempie gli occhi di lacrime. Per il piacere della tristezza io vivo allegra».
Questa capacità di sentire allegria è l’essenza della vita. Stavo per dire «vita umana», ma mi sono fermato in tempo. Perché è una grande presunzione da parte nostra pensare che solamente noi abbiamo ricevuto questa grazia. Quella festa fatta di salti, corse, morsi e gesti inconsapevoli a cui si lasciano andare il mio vecchio Doberman (non ha mai avuto un cane tanto gentile) e la cucciola Cocker, quella è pura allegria. E il volo del pettirosso, volando fermo in aria, gustando dell’acqua fresca che esce dal flutto… anche questa è allegria. Mio padre diceva che quando piove le piante sentono allegria. Mi ricordo di un mistico che pregava così: «O Dio! Fa che impariamo che tutte le creature vive non vivono solamente per noi, ma vivono per esse stesse e per Te. E amano la dolcezza della vita tanto quanto noi».
Nell’allegria la natura arriva al suo punto più alto: diventa divina. Chi ha allegria ha Dio. Niente esiste, nell’universo, che sia più grande di questo dono. L’universo intero, con tutte le sue galassie: siamo migliori e più belli di esso perché possiamo sperimentare l’allegria davanti alla bellezza, mentre l’universo non riesce a rallegrarsi per nessuna cosa.
Voglio vivere molto, ma il pensiero della morte non mi mette paura. Mi provoca tristezza, invece. Questo mondo è così bello. Ci sono così tante fragole che chiedono di essere mangiate… Quando il corpo non sentirà più la fame, quando si sentirà solamente la stanchezza e il malessere… allora vorrò morire. Saprò che la vita se ne è andata, anche se i segnali biologici esterni sembrano dire il contrario.
Non ci sono motivi per avere paura. Perché ci sono solo due possibilità. Niente esiste dopo la morte.
In questo caso, sarò semplicemente ricondotto nel luogo dove sono sempre stato fin da quando l’universo è stato creato. Non mi ricordo di aver sperimentato una qualche ansietà durante questa lunga attesa, fin dal Big-Bang. La mia nascita è stato un sorgere dal nulla. Se questo è successo una volta è possibile che accada ancora.
Ma se, al contrario, la morte è un passaggio per un’altra vita, anche così non ci sono ragioni per temere. Dio è amore e, al contrario di quello che dice la teologia cristiana, Egli non ha vendette da realizzare, anche se non crediamo in Lui.
Ma io ho paura di morire. Può essere doloroso. Non voglio sentire dolore. Per questo ci sono tutte le meravigliose droghe della scienza, le divine morfine, dolatine e simili. Voglio inoltre stare insieme alle cose e alle persone che mi danno allegria.
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