A scuola e oltre Maggio 2008
Mondo CEM
Un’esperienza indimenticabile
Nathaly,Elena, Noor, Dario, Monica, Mariam, Valerie, Nouha e Netsanet
I giovani giurati per il miglior cortometraggio africano - premio CEM Mondialità - del Festival Africano, dell’Asia e dell’America Latina raccontano la loro esperienza.
Per il secondo anno consecutivo un gruppo di ragazzi e di ragazze, italiani e immigrati, che partecipano alle attività proposte dalla Fondazione L’Aliante onlus, ha preso parte in prima persona al 18° Festival Africano, dell’Asia e dell’America Latina che si è tenuto a Milano dal 7 al 13 aprile 2008.
La responsabilità era grande, dato che si trattava di dare un premio a quello che essi ritenevano essere il miglior cortometraggio tra tutti quelli visti durante il Festival. «È stata un’esperienza importante», «È stato davvero grande trovarsi a vedere insieme i film», hanno detto i ragazzi quando si sono ritrovati per ripensare al lavoro fatto insieme. Arrivare a scegliere il migliore tra tutti i «corti» è stato un lavoro impegnativo: cinque pomeriggi a guardare, discutere, confrontare, votare.
E di nuovo ritrovarsi per scrivere le motivazioni della loro scelta.
Il premio CEM Mondialità, che consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione home-video in Italia, è stato assegnato al film Fooska di Samy Elhaj. Il film è la ricostruzione divertente ed inquietante di una vicenda scolastica banale: il ritrovamento di un bigliettino per terra durante un esame scritto di pensiero islamico che fa scattare una vera e propria caccia al colpevole.
Ai ragazzi è piaciuto soprattutto perché il regista ha saputo mostrare allo spettatore quanto l’apparenza e i pregiudizi possano spesso trarre in inganno, facendo assumere alla storia toni quasi polizieschi. «Fino alla fine non si riesce a capire di chi è il bigliettino», «Al preside non interessa la verità, ha già deciso il suo colpevole», «Sospetti di tutti, non sai più a chi credere» sono stati i loro commenti.
Forse uno dei momenti più interessanti è stato l’incontro con il regista tunisino Samy Elhaj avvenuto durante la settimana del Festival. L’artista non si aspettava di trovarsi di fronte una giuria così multietnica, con ragazzi e ragazze che frequentano la scuola italiana ma provengono da tutto il mondo. Ha raccontato ai ragazzi il percorso che lo ha portato a diventare regista, incoraggiandoli a cercare di realizzare le loro aspirazioni. Si è parlato di immigrazione e dell’importanza di mantenere sempre viva la propria cultura d’origine pur integrandosi nella nuova società in cui si ci trova a vivere.
Alla sera della premiazione salire sul palco è stato molto emozionante: «Mi sentivo come un re», «Dovevo leggere la motivazione ma mi mancava il respiro», «È stato bello perché anche il regista era emozionato come noi» sono stati i commenti a caldo dei ragazzi.
L’esperienza del Festival è conclusa. Per i ragazzi è stata un’occasione importante per potersi esprimere, per imparare a guardare ad altri modi di vivere e crescere insieme confrontandosi con tante culture diverse.