Dossier Marzo 2008
Dossier
Come evitare d’invecchiare?
Antonio NanniChe vergogna! Stiamo invecchiando ogni giorno un po’ di più. Umiliante! Come si può evitare la deriva tragica e inesorabile dell’invecchiamento progressivo?
Sembra essere questo il tabù che precede e fa coppia con quello estremo e innominabile: la morte.
Quasi che l’uomo non fosse mortale o che il limite e la fragilità non facciano parte integrante del nostro vivere.
L’educazione è vera quando non occulta e non finge sulla vulnerabilità dell’essere umano. Il giovanilismo che non conosce età e che fa ricorso a mille trucchi per nascondere la verità degli anni che si hanno - senza doversene scusare, ma comunicandoli con gioia - deve essere smascherato come uno spot pubblicitario subliminale e ingannevole.
Purtroppo, la stessa definizione, per così dire «scientifica», di chi sia un anziano non è affatto condivisa. Ad esempio per l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) si è anziani a 60 anni, mentre per l’Istat a 65. Se poi teniamo conto dell’innalzamento in tanti Paesi europei dell’età in cui si va in pensione per raggiunti limiti di età, bisogna dire che si esce dalla vita attiva e si entra nella «terza età» ancora più tardi. Si pensi che a partire da 75 anni si è soliti parlare di ingresso nella «quarta età».
Questo dossier si propone di educare le nuove generazioni a dire sì alla vita ad ogni età, senza infingimenti, ma nella più limpida autenticità, accettando il limite e la fragilità, la caducità e la propria finitezza. Anche il sole quando è allo zenit, a mezzogiorno, irradia nel mondo la massima luminosità, ma non per questo evita di tramontare ogni sera. E molto spesso noi commentiamo: che bel tramonto!
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