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A scuola e oltre Marzo 2008

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Aluisi Tosolini  Ragazze e ragazzi

La scuola italiana nel baratro

Aluisi Tosolini

Il 4 dicembre 2007, presso l’INVALSI, sono stati presentati i primi risultati dell’indagine OCSE – PISA, che analizza un campione di quindicenni dei 30 i Paesi Ocse più altri 17 Paesi del resto del mondo, misurando il grado di competenza degli studenti in alcune specifiche aree del sapere.

Risultati deprimenti

Per quanto riguarda le scienze, i risultati non sono incoraggianti: l’Italia ha un punteggio medio di 475 contro una media Ocse di 500 e una media Ue di 497. Il 25,3% dei ragazzi si colloca sotto il livello 2, quello delle competenze di base. Tra i Paesi con punteggi più alti, in vetta alla classifica, Finlandia (563), Hong Kong (542), Canada (534).

In matematica poi va ancora peggio: gli italiani sono al posto 38 con 462 punti, contro una media Ocse di 498. I ragazzi vanno molto meglio delle ragazze. Ma, in totale, il 32,8% degli studenti si colloca al livello 2, uno tra i più bassi. In vetta alla classifica Ocse, invece, Taiwan (549), Finlandia (548), Hong Kong (547), Corea (547). I quindicenni italiani, infine, non si salvano neanche con la competenza nella lettura: l’Italia ha 469 punti contro i 492 della media Ocse, che piazzano il Paese al 33° posto. In questo ambito le ragazze stravincono sui colleghi maschi. Ma gli italiani restano indietro comunque. I più bravi al mondo, ai primi posti, sono Corea (556), Finlandia (547), Hong Kong (536) e Canada (527).

Si tratta, evidentemente, di medie nazionali che, una volta scorporate evidenziano un quadro ancora più preoccupante. Gli studenti dei licei infatti conseguono mediamente risultati superiori alla media OCSE, quelli degli altri indirizzi di studio risultati inferiori. Gli studenti del Nord-Est si collocano al di sopra della media Ocse, quelli del Nord-Ovest al livello della media Ocse, quelli del Centro leggermente al di sotto di questa media, quelli del Sud e del Sud Isole si collocano nettamente al di sotto della media Ocse.

Che succede alle medie?

A fronte di questo quadro desolante, i risultati dell’indagine internazionale IEA PIRLS 2006, che riguarda la scuola primaria, colloca l’Italia all’ottavo posto tra le scuole dei paesi analizzati.

Una domanda sorge spontanea: cosa succede ai nostri ragazzi alle medie e nel primo anno di scuola superiore? Che cosa li fa precipitare così in basso a livello di competenze essenziali per condurre una vita consapevole e criticamente attiva?

Una emergenza nazionale

Quando tre anni fa la Germania scoprì che i propri risultati erano pessimi ci fu, in quel paese, un dibattito che durò mesi perché la crisi del sistema formativo era percepita come crisi complessiva della società.

Nulla di tutto ciò è accaduto in Italia. I dati Ocse PISA sono rimasti confinati all’interno del dibattito tra addetti ai lavori. Il ministero ha fatto partire un’azione di supporto nei confronti dei docenti delle scuole medie ed ha nominato come commissari esterni all’esame di stato i docenti delle materie incriminate (italiano, matematica e scienze).

Ma l’opinione pubblica ha presto voltato pagina. Ci si penserà un’altra volta, e forse mai.

Così la scuola, in preda a stanchezza da riforme continue e continuamente abortite, perdita di valore sociale, incapacità di rinnovarsi alla radice uscendo da modelli ormai desueti ed incapaci di parlare ai ragazzi del mondo glocale, continua nel suo tran tran più o meno noioso ed annoiato ad incamminarsi verso il bordo del baratro.

Senza prendere coscienza che siamo già dentro il baratro. E non solo come scuola ma, ed è molto peggio, come società nel suo complesso.

 

 

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