Questo numero Marzo 2008
Sommario
Questo numero
di Federico TagliaferriQuesto numero di CEM Mondialità offre un ulteriore spunto al dibattito sul tema «Umano, disumano, post-umano. Corpo a corpo nell’educazione» focalizzandosi su un aspetto centrale del modo di comportarsi nella nostra epoca: «Come evitare d’invecchiare?». Questione che presenta numerose connotazioni culturali, antropologiche e sociologiche, sempre più spesso al centro dell’attenzione dei media, sulla quale l’educazione non può e non deve rimanere silenziosa: il dossier di questo numero, firmata da Aluisi Tosolini e Gianni Caligaris si muove coerentemente in questa direzione.
«Il tabù d’invecchiare - scrive Nanni nell’introduzione - precede e fa coppia con quello estremo e innominabile: la morte. Quasi che l’uomo non fosse mortale o che il limite e la fragilità non facciano parte integrante del nostro vivere. L’educazione - sottolinea Nanni - è vera quando non occulta e non finge sulla vulnerabilità dell’essere umano. Il giovanilismo che non conosce età e che fa ricorso a mille trucchi per nascondere la verità degli anni che si hanno - senza doversene scusare, ma comunicandoli con gioia - deve essere smascherato come uno spot pubblicitario subliminale e ingannevole».
Con efficacia espositiva e numerosi esempi tratti dalla vita reale, i curatori del dossier rintracciano e delineano la ricerca a tutti i costi dell’eterna giovinezza che pervade la nostra esistenza e che sembra aver contagiato fasce sempre più ampie di adolescenti, a partire dalla pubblicità, vero termometro dell’antropologia delle società contemporanee. «Chiunque sfogli una rivista o faccia un rapido giro su internet - scrive Aluisi Tosolini - scopre senza fatica l’ampiezza del fenomeno. Sono infatti sempre di più gli italiani disposti a ricorrere a qualche trucco per ingannare madre natura».
Lino Ferracin, nella sezione dedicata al Cinema, si ricollega a questo tema presentando il film La morte ti fa bella, commedia sofisticata e agrodolce che, tra il comico, il grottesco e il fantastico, non manca di suscitare serie riflessioni.
L’inserto dedicato alla comunicazione interculturale, anch’esso curato da Lino Ferracin, è interamente dedicato a «Cinema e intercultura», un’analisi della settima arte capace di proporre quelle finzioni che ci aiutano a guardare meglio fuori e a scavare meglio dentro, per far in modo che l’identità non si scontri con l’altro o non si definisca per sola differenza. «I film possono aiutarci a riflettere sulla partita sul tavolo del mondo e sul tavolino della nostra vita».
Nella sezione «Resto del mondo», segnaliamo, per la serie «La scuola degli altri», l’articolo di Stefano Vecchia dedicato al sistema scolastico della Corea del Sud; per la rubrica «Saltafrontiera», l’articolo di Lorenzo Luatti sulle nuove collane «interculturali» riservate a bambini e ragazzi; per la rubrica.
«Educare al pluralismo religioso», l’articolo «Le caratteristiche di una fede corporale secondo la Bibbia», secondo di una serie di tre articoli del teologo Carmine Di Sante.