Dossier Ottobre 2008
La politica e la nuda vita. È ancora possibile educare?
3. Vita e informazione
Pubblicità e privacy nella società mediatica. Quale etica dell’informazione?
a cura di Antonio Nanni
Non di solo pane si nutre la vita dell’uomo ma anche di informazione, di comunicazione, di verità. Il problema che si sta ponendo soprattutto oggi, nel tempo della mediatizzazione, è appunto quello di tutelare e proteggere l’informazione non consentendo che la brama di potere avveleni e colonizzi, attraverso la pubblicità, l’intercettazione e la menzogna, i processi informativi e comunicativi tra le persone.
Serve cioè una info-etica, come si usa dire, ossia un’etica dell’informazione senza la quale si aprono le porte della dittatura mediatica. Forse siamo già all’anticamera e non ce ne accorgiamo.
Proviamo a domandarci: che differenza c’è oggi tra la piazza, il Parlamento e i media?
Non è forse vero che nella scatola televisiva questi tre spazi pubblici finiscono per equivalersi come in un unico sfondo integrativo? E che una trasmissione televisiva come «Porta a Porta» è stata chiamata «terza Camera del Parlamento»? Ed è proprio così sicuro che il giornalista Bruno Vespa – esempio paradigmatico dell’odierno intellettuale organico – abbia meno potere politico di Gianfranco Fini e di Salvatore Schifani?
Una cosa è certa: senza nuove regole per l’informazione e senza una scuola come contro-potere la libertà di tutti è seriamente in pericolo. Già oggi la democrazia si è trasformata in sondo-crazia (potere dei sondaggi) e si vedono chiaramente davanti a noi i tratti di un regime mediocratico.
La politica e la nuda vita. È ancora possibile educare?