Il resto del mondo Ottobre 2008
Spazio CEM
47° Convegno Nazionale CEM Mondialità
a cura della redazione
La politica e la nuda vita. È ancora possibile educare oggi?
La necessità di riflettere sul senso di natalità, aborto, eutanasia, testamento biologico, ma anche su quanto la politica influenzi le scelte della nostra società riguardanti il corpo e la corporeità non basterebbe da sola a spiegare il perché il convegno CEM di quest’anno (Viterbo, 25-29 agosto 2008) fosse interamente dedicato a «La politica e la nuda vita». In realtà è la seconda parte del titolo del Convegno, «È ancora possibile educare oggi?» a fornire la chiave di lettura, perché temi come quelli sopra citati costituiscono un unicum con il tema dell’educazione: come può essere ancora possibile educare, formare, insegnare, in uno scenario culturale in così rapida trasformazione?
«Questione antropologica», «emergenza educativa» e «emozioni contro razionalità» sono dunque gli ambiti indagati e discussi in un’atmosfera di grande partecipazione e curiosità intellettuale che ha visto riuniti circa 140 partecipanti, per la maggioranza insegnanti o educatori, provenienti da varie regioni italiane.
La relazione di apertura è stata tenuta da Antonio Nanni, condirettore del CEM, che ha rilevato come il compito fondamentale della scuola sia formare cittadini che in futuro possano partecipare al dibattito su temi cruciali (come la biopolitica, appunto) non da semplici spettatori, ma con una coscienza sviluppata e attenta. Un’esigenza particolarmente sentita e urgente, questa, in un ambiente in cui solo apparentemente i temi della biopolitica sono slegati dall’educazione: al contrario, essi entrano in modo dirompente e pervasivo nell’esistenza dell’uomo di oggi, al punto da condizionarne qualità e significato.
Altri momenti importanti, oltre al consueto svolgimento dei laboratori, molto apprezzati, sono stati la relazione di Aluisi Tosolini, pedagogista e dirigente scolastico, su «È ancora possibile educare oggi?», il «Momento dello Spirito», guidato dal teologo Armido Rizzi e dedicato a «Il cuore e i diritti della carne», letti in chiave di antropologia biblica e l’intervento del filosofo Salvatore Natoli su «Politiche della vita. Il governo di sé e le relazioni con gli altri». Che sono serviti in particolare a spargere semi di speranza, sintetizzabili in una domanda (retorica) posta ai convegnisti da Tosolini: «I processi educativi sono chiamati oggi a riprodurre il mondo o a mettere al mondo il mondo?»; e in un’affermazione di Natoli, secondo il quale «è oggi impossibile produrre un bene che non sia per tutti».
Il lancio di Dudal Jam
«Che ci siano cuori in cui la pace abbia la sua dimora»: con queste parole il vescovo di Viterbo, monsignor Lorenzo Chiarinelli, ha aperto ufficialmente la campagna Dudal Jam in conferenza stampa. Il convegno annuale, infatti era stato scelto per il lancio della campagna nazionale che si propone di costruire due centri interreligiosi e interculturali nel Sahel, regione del paese centrafricano Burkina Faso, nelle città di Dori e Gorom Gorom. Egli ha auspicato che la campagna si diffonda e si radichi nella nostra penisola, che ha molto bisogno di conoscere esperienze di dialogo e l’incontro tra le diverse fedi. Fra i partecipanti alla conferenza Brunetto Salvarani, direttore del CEM, monsignor Joachim Ouédraogo, vescovo di Dori, Hamidou Moussa Dicko, in rappresentanza del Grande Imam di Dori, che hanno preso parte all’intero convegno, e Gianfranco Cattai, direttore dell’Ong LVIA Italia, partner dell’iniziativa.
Per tutta la durata del Convegno sono stati presenti e hanno attivamente partecipato allo svolgimento dei lavori sei giovani burkinabè, membri dell’Union Fraternelle des Croyants, appositamente giunti dal loro paese insieme con monsignor Ouédraogo e con Hamidou Moussa Dicko. Il loro entusiasmo e la loro capacità di comunicazione e di animazione hanno contribuito in maniera determinante all’incontro con la realtà del Sahel e fatto assaporare ai convegnisti il sapore delle parole dialogo, amicizia, fraternità.
©Cem Mondialità