La pagina di... Rubem Alves Dicembre 2009
La pagina di... Rubem Alves
Figli
Rubem Alves
I miei figli, io li benedico. Suggerisco ai genitori di leggere la pagina di Gibran Khalil Gibran nel suo libro Il profeta con il titolo I figli. «I vostri figli non sono i vostri figli…Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi. E non vi appartengono benché viviate insieme…Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccati lontano. L’arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito e con al forza vi tende, affinché le sue frecce vadano rapide e lontane…».
L’immagine è bella, ma non mi sembra totalmente vera. E questo perché la freccia, anche se non raggiunge l’obiettivo, va sempre nella direzione dell’obiettivo che l’arciere ha visto. Suggerisco, allora, una modifica: «I vostri figli sono frecce che, una volta scoccate, si trasformano in uccellini che volano nella direzione che vogliono e non in quella dell’obiettivo che l’arciere ha visto».
Essere padri e madri è rallegrarsi con il volo degli uccelli, libero, verso l’orizzonte, in una direzione non immaginata. Se io avessi volato nella direzione dell’obiettivo che mio padre aveva visto, io oggi sarei un ingegnere o forse un medico. Potrebbe addirittura darsi che avessi ottenuto un successo professionale e fossi diventato un uomo ricco. Ma le mie ali mi hanno portato per un luogo che mai era apparso nei suoi sogni e neppure nei miei… Mai avevo immaginato di diventare uno scrittore. Sembra che le ali conoscano meglio le vie dell’anima dei nostri ragionamenti. E sono contento. E in questo giorno benedico i miei figli per i loro voli.
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